L’infezione da Clostridioides difficile (CDI) è una delle principali cause di diarrea infettiva ed è responsabile dell’insorgenza della colite pseudomembranosa. Le lesioni anatomiche connesse alla CDI fanno sì che questa possa rappresentare la via di accesso verso la circolazione sistemica per germi multi-antibiotico resistenti (MDR), quali quelli contenuti nel lume intestinale di pazienti ospedalizzati e sottoposti a terapie antibiotiche. L’entità della lesione e la probabilità di traslocazione batterica sarebbero direttamente dipendenti dal pattern tossinogeno espresso dallo specifico ceppo, o ribotipo, di C. difficile coinvolto nell’insorgenza della patologia. Ne deriva che la conoscenza del profilo tossinogeno, dell'incidenza di CDI acquisita in ambito ospedaliero e comunitario e delle infezioni sostenute da germi a prevalente impatto nosocomiale risulta fondamentale per il monitoraggio dell'epidemiologia, per la prevenzione negli ambienti ospedalieri e per una più corretta gestione clinica del paziente affetto. Questo studio si è proposto di analizzare diffusione e incidenza della CDI in un grande ospedale, di valutare il pattern tossinogeno dei ceppi di C. difficile isolati e di valutare l’eventuale correlazione con la colonizzazione da parte di germi responsabili di infezioni nosocomiali quali Candida spp, Enterococchi Vancomicina-resistenti (VRE), Enterobatteriaceae produttrici di carbapenemasi (CPE) e Stafilococchi Meticillino-resistenti (MRS). Tali dati sono stati confrontati con quelli ottenuti dall’analisi di una popolazione controllo, per evidenziare eventuali differenze nella presenza di infezioni sostenute da germi MDR e ottenere una completa visione dell’impatto della CDI a livello ospedaliero. Le analisi sono state effettuate su una serie di 100 campioni positivi per C. difficile tossinogeno (casi) e di 100 campioni negativi allo screening (controlli), pervenuti presso il laboratorio di Microbiologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Umberto I di Roma e collezionati consecutivamente. Il 77% dei casi e il 95% dei controlli proveniva da pazienti ospedalizzati. L’analisi caso-controllo ha evidenziato che la colonizzazione intestinale da germi MDR si osservava con una frequenza all’incirca doppia nei casi di CDI rispetto ai controlli (81% vs. 49%), con una differenza statisticamente significativa (p=0.0001). Considerando le singole specie, si è osservata per tutte una maggiore frequenza di colonizzazione nella popolazione dei casi rispetto ai controlli, con differenze nelle frequenze di isolamento che sono risultate essere statisticamente significative (χ2 p compresi tra 0.00001 e 0.0037). Candida ed Enterococco VRE sono emersi quali germi più frequentemente riscontrati sia nei casi che nei controlli. Candida ha inoltre mostrato una diversa distribuzione tra i pazienti a provenienza ospedaliera e comunitaria, con una significativa maggiore presenza nei pazienti ospedalizzati affetti da CDI (p=0.04). Per quanto riguarda la caratterizzazione molecolare del profilo tossinogeno e del ribotipo dei ceppi di C. difficile isolati, il 65% dei ceppi presentava il profilo tossinogeno di “tossina B”, seguiti dai ceppi ipervirulenti NAP1/027 recanti la delezione del gene repressore tcdC e da ceppi con profilo “tossina B e binaria” (19% e 16%, rispettivamente). La distribuzione dei profili tossinogeni tra pazienti ospedalieri e comunitari è risultata essere statisticamente significativa (χ2 p=0.0019), con il profilo «tossina B» più frequente nei pazienti ospedalizzati. Sono stati inoltre identificati 22 diversi ribotipi, con una maggiore frequenza osservata per i ribotipi 018 (28%), 027 (19%) e 078 (8%). Il ribotipo 027 è risultato prevalente nei pazienti con CDI comunitaria, mentre il ribotipo 018 è stato osservato più frequentemente nei pazienti ospedalizzati. Non sono state evidenziate associazioni statisticamente significative tra un particolare germe MDR e un dato ribotipo o profilo tossinogeno. Da quanto osservato nello studio, la colonizzazione intestinale nei pazienti con CDI può essere quindi un fattore da valutare attentamente per identificare tempestivamente pazienti ad «alto rischio» di traslocazione batterica dal tratto intestinale e attuare delle strategie di monitoraggio corretto. Allo stesso tempo, la messa in atto di programmi per il corretto uso di antibiotici e la somministrazione di probiotici permetterebbe un maggiore controllo delle infezioni nosocomiali sostenute da microrganismi antibiotico-resistenti.

L’infezione da Clostridioides difficile tossinogeno: uno stargate per l’invasione da germi nosocomiali? Diagnostica molecolare ed epidemiologia

NAVAZIO, ANNA SARA
2022-03-31

Abstract

L’infezione da Clostridioides difficile (CDI) è una delle principali cause di diarrea infettiva ed è responsabile dell’insorgenza della colite pseudomembranosa. Le lesioni anatomiche connesse alla CDI fanno sì che questa possa rappresentare la via di accesso verso la circolazione sistemica per germi multi-antibiotico resistenti (MDR), quali quelli contenuti nel lume intestinale di pazienti ospedalizzati e sottoposti a terapie antibiotiche. L’entità della lesione e la probabilità di traslocazione batterica sarebbero direttamente dipendenti dal pattern tossinogeno espresso dallo specifico ceppo, o ribotipo, di C. difficile coinvolto nell’insorgenza della patologia. Ne deriva che la conoscenza del profilo tossinogeno, dell'incidenza di CDI acquisita in ambito ospedaliero e comunitario e delle infezioni sostenute da germi a prevalente impatto nosocomiale risulta fondamentale per il monitoraggio dell'epidemiologia, per la prevenzione negli ambienti ospedalieri e per una più corretta gestione clinica del paziente affetto. Questo studio si è proposto di analizzare diffusione e incidenza della CDI in un grande ospedale, di valutare il pattern tossinogeno dei ceppi di C. difficile isolati e di valutare l’eventuale correlazione con la colonizzazione da parte di germi responsabili di infezioni nosocomiali quali Candida spp, Enterococchi Vancomicina-resistenti (VRE), Enterobatteriaceae produttrici di carbapenemasi (CPE) e Stafilococchi Meticillino-resistenti (MRS). Tali dati sono stati confrontati con quelli ottenuti dall’analisi di una popolazione controllo, per evidenziare eventuali differenze nella presenza di infezioni sostenute da germi MDR e ottenere una completa visione dell’impatto della CDI a livello ospedaliero. Le analisi sono state effettuate su una serie di 100 campioni positivi per C. difficile tossinogeno (casi) e di 100 campioni negativi allo screening (controlli), pervenuti presso il laboratorio di Microbiologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Umberto I di Roma e collezionati consecutivamente. Il 77% dei casi e il 95% dei controlli proveniva da pazienti ospedalizzati. L’analisi caso-controllo ha evidenziato che la colonizzazione intestinale da germi MDR si osservava con una frequenza all’incirca doppia nei casi di CDI rispetto ai controlli (81% vs. 49%), con una differenza statisticamente significativa (p=0.0001). Considerando le singole specie, si è osservata per tutte una maggiore frequenza di colonizzazione nella popolazione dei casi rispetto ai controlli, con differenze nelle frequenze di isolamento che sono risultate essere statisticamente significative (χ2 p compresi tra 0.00001 e 0.0037). Candida ed Enterococco VRE sono emersi quali germi più frequentemente riscontrati sia nei casi che nei controlli. Candida ha inoltre mostrato una diversa distribuzione tra i pazienti a provenienza ospedaliera e comunitaria, con una significativa maggiore presenza nei pazienti ospedalizzati affetti da CDI (p=0.04). Per quanto riguarda la caratterizzazione molecolare del profilo tossinogeno e del ribotipo dei ceppi di C. difficile isolati, il 65% dei ceppi presentava il profilo tossinogeno di “tossina B”, seguiti dai ceppi ipervirulenti NAP1/027 recanti la delezione del gene repressore tcdC e da ceppi con profilo “tossina B e binaria” (19% e 16%, rispettivamente). La distribuzione dei profili tossinogeni tra pazienti ospedalieri e comunitari è risultata essere statisticamente significativa (χ2 p=0.0019), con il profilo «tossina B» più frequente nei pazienti ospedalizzati. Sono stati inoltre identificati 22 diversi ribotipi, con una maggiore frequenza osservata per i ribotipi 018 (28%), 027 (19%) e 078 (8%). Il ribotipo 027 è risultato prevalente nei pazienti con CDI comunitaria, mentre il ribotipo 018 è stato osservato più frequentemente nei pazienti ospedalizzati. Non sono state evidenziate associazioni statisticamente significative tra un particolare germe MDR e un dato ribotipo o profilo tossinogeno. Da quanto osservato nello studio, la colonizzazione intestinale nei pazienti con CDI può essere quindi un fattore da valutare attentamente per identificare tempestivamente pazienti ad «alto rischio» di traslocazione batterica dal tratto intestinale e attuare delle strategie di monitoraggio corretto. Allo stesso tempo, la messa in atto di programmi per il corretto uso di antibiotici e la somministrazione di probiotici permetterebbe un maggiore controllo delle infezioni nosocomiali sostenute da microrganismi antibiotico-resistenti.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1652653
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