Attraverso la chiave di lettura dell’ossimoro espresso dai termini sacralità-laica possiamo ricercare quel senso di responsabilità già espresso da Simone Weil e le ragioni compositive della chiesa di San Giacomo Apostolo a Ferrara progettata da Benedetta Tagliabue che descrive la sua opera come «un’umile capanna, fatta di canne e cemento grezzo» dove il sacro si mescola con l’istanza sociale del progetto per trasformare un luogo marginale in un nuovo spazio pubblico che possa diventare «la casa di tutti». Consacrata nell’ottobre 2021, la chiesa è il risultato di un processo decennale intrapreso a partire dal concorso bandito nel 2011 dalla Conferenza Episcopale Italiana e vinto dallo studio di Barcellona. Al registro narrativo-evocativo adottato per l'elaborazione dell'idea progettuale Benedetta Tagliabue ne associa un secondo ermeneutico-simbolico, all’interno del quale accosta elementi variegati e citazioni colte, generando una sintassi progettuale riccamente definita. La chiesa di San Giacomo Apostolo più che la messa a fuoco di una forma sembra inseguire e catturare i segni sfuggenti di una sacralità sociale che si amplifica a inglobare la scena urbana non fermandosi alla mera costruzione d’un organismo architettonico ma incorporando in esso l’intera comunità.

Sacralità sociale. La chiesa di San Giacomo Apostolo a Ferrara

Federica Morgia
2022

Abstract

Attraverso la chiave di lettura dell’ossimoro espresso dai termini sacralità-laica possiamo ricercare quel senso di responsabilità già espresso da Simone Weil e le ragioni compositive della chiesa di San Giacomo Apostolo a Ferrara progettata da Benedetta Tagliabue che descrive la sua opera come «un’umile capanna, fatta di canne e cemento grezzo» dove il sacro si mescola con l’istanza sociale del progetto per trasformare un luogo marginale in un nuovo spazio pubblico che possa diventare «la casa di tutti». Consacrata nell’ottobre 2021, la chiesa è il risultato di un processo decennale intrapreso a partire dal concorso bandito nel 2011 dalla Conferenza Episcopale Italiana e vinto dallo studio di Barcellona. Al registro narrativo-evocativo adottato per l'elaborazione dell'idea progettuale Benedetta Tagliabue ne associa un secondo ermeneutico-simbolico, all’interno del quale accosta elementi variegati e citazioni colte, generando una sintassi progettuale riccamente definita. La chiesa di San Giacomo Apostolo più che la messa a fuoco di una forma sembra inseguire e catturare i segni sfuggenti di una sacralità sociale che si amplifica a inglobare la scena urbana non fermandosi alla mera costruzione d’un organismo architettonico ma incorporando in esso l’intera comunità.
978-88-229-0899-5
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