Articolo di taglio divulgativo, relativo a una pagina poco nota al grande pubblico e sulla quale la storiografia ufficiale ha iniziato solo recentemente a gettare qualche sprazzo di luce. Si tratta delle vicende relative al corpo di spedizione italiano, inserito in un contingente multinazionale, partito alla volta delle fredde terre russe all’altezza del Circolo Polare Artico quando ancora la Prima guerra mondiale era in corso. La missione vera e propria durò dal settembre 1918 all’agosto 1919 e la zona delle operazioni fu la regione della Murmania (Murmansk) nella Russia settentrionale (l’odierna penisola di Kola) e, più a sud, la Carelia. Oltre ai compiti prettamente militari, i nostri soldati assolsero anche un compito politico, ovvero quello di rappresentare l’Italia come parte attiva dell’alleanza e come partner di pari grado rispetto a Gran Bretagna e Francia. In pratica, una riproposizione dell’intervento piemontese nella guerra di Crimea di settant’anni prima. Un aspetto fondamentale, soprattutto per il nostro Ministro degli Esteri, Sidney Sonnino, formatosi negli ambienti della Destra Storica, il quale riteneva che lo status di grande potenza dell’Italia andasse affermato in ogni occasione, compresa ovviamente la gestione della crisi russa in condizione di parità rispetto al ruolo degli Alleati.

Soldati italiani in Russia tra la Grande Guerra e la Guerra Civile. Il Corpo di spedizione italiano in Murmania (1918-1919) come riproposizione dell’impresa piemontese in Crimea (1855)

Daniele Rampazzo
2022

Abstract

Articolo di taglio divulgativo, relativo a una pagina poco nota al grande pubblico e sulla quale la storiografia ufficiale ha iniziato solo recentemente a gettare qualche sprazzo di luce. Si tratta delle vicende relative al corpo di spedizione italiano, inserito in un contingente multinazionale, partito alla volta delle fredde terre russe all’altezza del Circolo Polare Artico quando ancora la Prima guerra mondiale era in corso. La missione vera e propria durò dal settembre 1918 all’agosto 1919 e la zona delle operazioni fu la regione della Murmania (Murmansk) nella Russia settentrionale (l’odierna penisola di Kola) e, più a sud, la Carelia. Oltre ai compiti prettamente militari, i nostri soldati assolsero anche un compito politico, ovvero quello di rappresentare l’Italia come parte attiva dell’alleanza e come partner di pari grado rispetto a Gran Bretagna e Francia. In pratica, una riproposizione dell’intervento piemontese nella guerra di Crimea di settant’anni prima. Un aspetto fondamentale, soprattutto per il nostro Ministro degli Esteri, Sidney Sonnino, formatosi negli ambienti della Destra Storica, il quale riteneva che lo status di grande potenza dell’Italia andasse affermato in ogni occasione, compresa ovviamente la gestione della crisi russa in condizione di parità rispetto al ruolo degli Alleati.
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