Le Regioni italiane che presentano un disavanzo sanitario strutturale superiore al 5% del finanziamento ordinario e delle entrate proprie sanitarie, sono tenute a presentare un Piano di Rientro della durata massima di tre anni (Legge 191/2009, art 2, comma 77). Il Piano di Rientro si configura come un piano di ristrutturazione industriale finalizzato a ristabilire l’equilibrio economico-finanziario della Regione interessata. L’obiettivo del lavoro è quello di offrire un’analisi degli effetti diretti prodotti dai Piani di Rientro in termini di ridimensionamento delle ospedalizzazioni, rideterminazione dei posti letto ospedalieri per acuti e contenimento della spesa per assistenza farmaceutica convenzionata, al fine di valutare l'efficacia dei Piani di Rientro da un punto di vista quantitativo e qualitativo, nonché l’effetto sulla capacità delle Regioni di mantenere un’adeguata erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza. I risultati del lavoro non solo confermano l’efficacia dei Piani di Rientro in termini di riequilibrio economico-finanziario, ma rivelano anche la capacità delle Regioni soggette a Piano di Rientro di migliorare in modo significativo il livello di erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza. Permangono tuttavia dubbi sugli effetti indiretti prodotti da tali provvedimenti sulla salute della popolazione.

Piani di rientro: a che punto siamo?

Vanessa Cirulli
Primo
;
Francesca Giardini
Secondo
;
Giorgia Marini
Ultimo
2022

Abstract

Le Regioni italiane che presentano un disavanzo sanitario strutturale superiore al 5% del finanziamento ordinario e delle entrate proprie sanitarie, sono tenute a presentare un Piano di Rientro della durata massima di tre anni (Legge 191/2009, art 2, comma 77). Il Piano di Rientro si configura come un piano di ristrutturazione industriale finalizzato a ristabilire l’equilibrio economico-finanziario della Regione interessata. L’obiettivo del lavoro è quello di offrire un’analisi degli effetti diretti prodotti dai Piani di Rientro in termini di ridimensionamento delle ospedalizzazioni, rideterminazione dei posti letto ospedalieri per acuti e contenimento della spesa per assistenza farmaceutica convenzionata, al fine di valutare l'efficacia dei Piani di Rientro da un punto di vista quantitativo e qualitativo, nonché l’effetto sulla capacità delle Regioni di mantenere un’adeguata erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza. I risultati del lavoro non solo confermano l’efficacia dei Piani di Rientro in termini di riequilibrio economico-finanziario, ma rivelano anche la capacità delle Regioni soggette a Piano di Rientro di migliorare in modo significativo il livello di erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza. Permangono tuttavia dubbi sugli effetti indiretti prodotti da tali provvedimenti sulla salute della popolazione.
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