In questo ultimo scritto di Gaetano Azzariti (Diritto o barbarie. Il costituzionalismo moderno al bivio, Bari-Roma, Editori Laterza, 2021, p. 358) sembra fluire tutta la potenza di immagini e la forza narrativa della “letteratura della crisi”, che, esattamente cento anni fa, accompagnò coerentemente l’entrata della cultura europea nel secolo breve. Alla maniera di Spengler, Michelstaedter e Zweig, l’Autore ci restituisce tutte le sfumature del presente tramonto, riuscendo però a non cadere nei due grandi tranelli che quel tipo di narrazione spesso porta con sé.

Note a e frammenti da G. Azzariti, Diritto o barbarie. Il costituzionalismo moderno al bivio, Bari-Roma, Laterza, 2021, pp. 368

Francesco Severa
2022

Abstract

In questo ultimo scritto di Gaetano Azzariti (Diritto o barbarie. Il costituzionalismo moderno al bivio, Bari-Roma, Editori Laterza, 2021, p. 358) sembra fluire tutta la potenza di immagini e la forza narrativa della “letteratura della crisi”, che, esattamente cento anni fa, accompagnò coerentemente l’entrata della cultura europea nel secolo breve. Alla maniera di Spengler, Michelstaedter e Zweig, l’Autore ci restituisce tutte le sfumature del presente tramonto, riuscendo però a non cadere nei due grandi tranelli che quel tipo di narrazione spesso porta con sé.
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