Il rapporto fra le rovine e il paesaggio è un tema presente da secoli nelle arti e nelle scienze umane; in ambito pittorico, letterario, filosofico e architettonico e lo stretto connubio, visivo e simbolico fra questi due ‘elementi’ è stato fonte d’ispirazione per artisti e pensatori di diversa estrazione. L’opera architettonica ridotta in rovina diviene un fenomeno più significativo che non i frammenti di altre opere d’arte distrutte, mostra altre forze e altre forme, quelle della natura, e così, da ciò che in lei vive ancora dell’arte e da ciò che in lei vive già della natura scaturisce un nuovo intero, una nuova ‘unità caratteristica’. La simbiosi rudere-natura è, dunque, il fulcro dell’apprezzamento del rudere e l’architettura rappresenta l’unico prodotto del fare umano che può assurgere allo stato di rovina, mantenendo valore e interesse. Il rapporto fra rovine e paesaggio e la complessa gestione della loro interdipendenza, sono parte integrante di un tema più ampio. La rinnovata attenzione per l’ambiente e per i cambiamenti climatici, causa sempre più frequente di eventi estremi, ha reso evidente la necessità di mantenere in equilibrio l’ambiente naturale con le opere dell’uomo, ossia di ‘proteggere’ il paesaggio controllando l’azione dell’uomo.

Rovine e paesaggio. Interdipendenze / Mancini, Rossana. - In: MATERIALI E STRUTTURE. - ISSN 1121-2373. - 20:nuova serie annoX(2021), pp. 5-10.

Rovine e paesaggio. Interdipendenze

Rossana Mancini
2021

Abstract

Il rapporto fra le rovine e il paesaggio è un tema presente da secoli nelle arti e nelle scienze umane; in ambito pittorico, letterario, filosofico e architettonico e lo stretto connubio, visivo e simbolico fra questi due ‘elementi’ è stato fonte d’ispirazione per artisti e pensatori di diversa estrazione. L’opera architettonica ridotta in rovina diviene un fenomeno più significativo che non i frammenti di altre opere d’arte distrutte, mostra altre forze e altre forme, quelle della natura, e così, da ciò che in lei vive ancora dell’arte e da ciò che in lei vive già della natura scaturisce un nuovo intero, una nuova ‘unità caratteristica’. La simbiosi rudere-natura è, dunque, il fulcro dell’apprezzamento del rudere e l’architettura rappresenta l’unico prodotto del fare umano che può assurgere allo stato di rovina, mantenendo valore e interesse. Il rapporto fra rovine e paesaggio e la complessa gestione della loro interdipendenza, sono parte integrante di un tema più ampio. La rinnovata attenzione per l’ambiente e per i cambiamenti climatici, causa sempre più frequente di eventi estremi, ha reso evidente la necessità di mantenere in equilibrio l’ambiente naturale con le opere dell’uomo, ossia di ‘proteggere’ il paesaggio controllando l’azione dell’uomo.
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