L’attuale cimitero comunale di Cosenza sorse, al pari di tanti altri, con ampio ritardo rispetto alle normative postnapoleoniche che regolamentavano la predisposizione dei luoghi di sepoltura ad adeguate distanze dai centri abitati. Fu infatti solo nel 1865 che il Comune deliberò l’espropriazione di ampia parte del fondo collinare denominato Mussano e, tuttavia, l’epidemia di colera dell’anno successivo rese ancora necessaria l’inumazione d’urgenza in zone urbane quali i giardini del convento della ‘Riforma’ e della chiesa di S. Chiara. Urgenze a parte, la commissione preposta ai lavori per il nuovo camposanto (composta, tra gli altri, anche dal letterato religioso e patriota Vincenzo Padula e dai medici massoni Pietro De Roberto e Pasquale Rebecchi) ne affidò il progetto agli appaltatori Sorrentino e Dodaro, e l’inaugurazione ebbe luogo il 20 luglio 1869 alla presenza dell’arcivescovo Lorenzo Pontillo. Tuttavia la robusta disputa che a quei tempi si consumava in tutta la Penisola e Oltralpe, in merito alla laicità, non abbandonava la sua posizione preminente nei dibattiti politico-massonici.
La celebrazione della laicità. Le tombe massoniche e l’araldica nel cimitero di Cosenza, in «Studi Calabresi», n. 11, a. XI (2021), ISSN 2038-5544 / Fragale, Luca. - In: STUDI CALABRESI. - ISSN 2038-5544. - (2022).
La celebrazione della laicità. Le tombe massoniche e l’araldica nel cimitero di Cosenza, in «Studi Calabresi», n. 11, a. XI (2021), ISSN 2038-5544
Luca Irwin Fragale
2022
Abstract
L’attuale cimitero comunale di Cosenza sorse, al pari di tanti altri, con ampio ritardo rispetto alle normative postnapoleoniche che regolamentavano la predisposizione dei luoghi di sepoltura ad adeguate distanze dai centri abitati. Fu infatti solo nel 1865 che il Comune deliberò l’espropriazione di ampia parte del fondo collinare denominato Mussano e, tuttavia, l’epidemia di colera dell’anno successivo rese ancora necessaria l’inumazione d’urgenza in zone urbane quali i giardini del convento della ‘Riforma’ e della chiesa di S. Chiara. Urgenze a parte, la commissione preposta ai lavori per il nuovo camposanto (composta, tra gli altri, anche dal letterato religioso e patriota Vincenzo Padula e dai medici massoni Pietro De Roberto e Pasquale Rebecchi) ne affidò il progetto agli appaltatori Sorrentino e Dodaro, e l’inaugurazione ebbe luogo il 20 luglio 1869 alla presenza dell’arcivescovo Lorenzo Pontillo. Tuttavia la robusta disputa che a quei tempi si consumava in tutta la Penisola e Oltralpe, in merito alla laicità, non abbandonava la sua posizione preminente nei dibattiti politico-massonici.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.