La Valle dell’Idice, posta a S-W di Bologna, presenta una notevole continuità di frequentazione. L’insediamento etrusco-celtico di Monte Bibele unito alla relativa necropoli di Monte Tamburino confermano come a partire dal IV secolo a.C. tale territorio abbia assunto un ruolo primario all’interno dello schema dei commerci fra Pianura Padana e Toscana. L’abbondante materiale faunistico evidenzia come l’allevamento, soprattutto quello suino, costituisse a Monte Bibele la base della sussistenza, a cui si aggiungeva la caccia a cervi, caprioli e cinghiali. I dati provenienti invece dalle offerte animali dei contesti tombali di Monte Tamburino (Méniel, 2003) e della coeva necropoli di Monterenzio Vecchio, mostrano un’elevata standardizzazione nella deposizione dei resti che vedono nuovamente il maiale come elemento principale dei pasti per i defunti. Il confronto, dunque, fra i resti animali dal contesto utilitaristico di abitato e quello sacro delle tombe svela la credenza in una vita dopo la morte, in cui ai defunti si concedono le stesse abitudini alimentari dei vivi.

CIBO PER I VIVI, CIBO PER I MORTI. ALIMENTAZIONE ED OFFERTE FUNERARIE ANIMALI DALLA VALLE DELL’IDICE / Curci, A.; Maini, E.. - Supplement 36:(2014), pp. 559-572. ((Intervento presentato al convegno 36ème colloque international de l'AFEAF tenutosi a Verone.

CIBO PER I VIVI, CIBO PER I MORTI. ALIMENTAZIONE ED OFFERTE FUNERARIE ANIMALI DALLA VALLE DELL’IDICE

CURCI A.;MAINI E.
2014

Abstract

La Valle dell’Idice, posta a S-W di Bologna, presenta una notevole continuità di frequentazione. L’insediamento etrusco-celtico di Monte Bibele unito alla relativa necropoli di Monte Tamburino confermano come a partire dal IV secolo a.C. tale territorio abbia assunto un ruolo primario all’interno dello schema dei commerci fra Pianura Padana e Toscana. L’abbondante materiale faunistico evidenzia come l’allevamento, soprattutto quello suino, costituisse a Monte Bibele la base della sussistenza, a cui si aggiungeva la caccia a cervi, caprioli e cinghiali. I dati provenienti invece dalle offerte animali dei contesti tombali di Monte Tamburino (Méniel, 2003) e della coeva necropoli di Monterenzio Vecchio, mostrano un’elevata standardizzazione nella deposizione dei resti che vedono nuovamente il maiale come elemento principale dei pasti per i defunti. Il confronto, dunque, fra i resti animali dal contesto utilitaristico di abitato e quello sacro delle tombe svela la credenza in una vita dopo la morte, in cui ai defunti si concedono le stesse abitudini alimentari dei vivi.
9782915544275
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