Located on the top of Mount Faito, one of the most panoramic sites of the Lattari mountains, in Campania, there is small semi-abandoned village, once a thriving tourist destination and sports resort, built at the beginning of the fifties of the last century in the municipality of Vico Equense. Built to be self-sufficient with a church, garage, theater, farm, residences and hotels, today the village is in a state of severe decay, inconsistent with what the place could offer for its natural beauty. The history of the village dates back to the early twentieth century, when the Giusso family, owner of the Faito estate, turned a mule-track in a footpath going from Castellammare up to the mountain, where the only existing buildings were Villa Giusso and the small basilica of San Michele Arcangelo. Over the years the access to the top of the mountain was made possible both with the construction of a ropeway from Castellammare and a new road that went up the mountain from the town of Moiano. Through a critical analysis of the design choices on which the village was built, and through a comparison between historical and current documentary sources, this paper proposes a critical documentation of the places, aiming at safeguarding and enhancing this territory, considering the remarkable chances that the site still offers today of flourish as tourist attraction and generate new ob opportunities within a sustainable development.

In uno dei siti più panoramici della catena dei monti Lattari, in Campania, è situato sul monte Faito un piccolo villaggio urbano semi abbandonato facente parte del comune di Vico Equenze, una volta fiorente villaggio, meta di turisti e stazione sportiva, sorto agli inizi degli anni Cinquanta del secolo scorso. Costruito per essere autosufficiente con residenze, alberghi, chiesa, autorimessa, teatro e azienda agricola, oggi il villaggio versa in uno stato di forte degrado, in contrasto con quanto potrebbe offrire il luogo per le sue bellezze naturali. La storia del villaggio risale all’inizio del Novecento quando la famiglia Giusso, proprietaria della tenuta del Faito, rese pedonabile una mulattiera che da Castellammare saliva in vetta alla montagna dove le uniche costruzioni esistenti erano villa Giusso e la piccola basilica di San Michele Arcangelo. L’accesso alla vetta della montagna nel corso degli anni fu reso possibile anche dalla costruzione di una funivia che da Castellammare raggiungeva la vetta e da un’altra strada che da Moiano risaliva il monte. Attraverso l’analisi critica delle scelte progettuali su cui si è basata la fondazione del centro e sulla base di un confronto tra fonti documentali storiche e attuali, il contributo propone una documentazione critica dei luoghi per favorire operazioni di salvaguardia e di valorizzazione del territorio, considerando le notevoli possibilità di attrazioni turistiche e le opportunità lavorative che il sito ancora oggi offre come fonte di sviluppo sostenibile.

Past, present, and future of the village of Faito / Martone, Maria; Giugliano, Alessandra Marina. - 4(2019), pp. 1213-1222. ((Intervento presentato al convegno XVII International Forum. World Heritage and Legacy. Culture, Creativity, Contamination tenutosi a Napoli-Capri.

Past, present, and future of the village of Faito

Maria Martone
;
Alessandra Marina Giugliano
2019

Abstract

In uno dei siti più panoramici della catena dei monti Lattari, in Campania, è situato sul monte Faito un piccolo villaggio urbano semi abbandonato facente parte del comune di Vico Equenze, una volta fiorente villaggio, meta di turisti e stazione sportiva, sorto agli inizi degli anni Cinquanta del secolo scorso. Costruito per essere autosufficiente con residenze, alberghi, chiesa, autorimessa, teatro e azienda agricola, oggi il villaggio versa in uno stato di forte degrado, in contrasto con quanto potrebbe offrire il luogo per le sue bellezze naturali. La storia del villaggio risale all’inizio del Novecento quando la famiglia Giusso, proprietaria della tenuta del Faito, rese pedonabile una mulattiera che da Castellammare saliva in vetta alla montagna dove le uniche costruzioni esistenti erano villa Giusso e la piccola basilica di San Michele Arcangelo. L’accesso alla vetta della montagna nel corso degli anni fu reso possibile anche dalla costruzione di una funivia che da Castellammare raggiungeva la vetta e da un’altra strada che da Moiano risaliva il monte. Attraverso l’analisi critica delle scelte progettuali su cui si è basata la fondazione del centro e sulla base di un confronto tra fonti documentali storiche e attuali, il contributo propone una documentazione critica dei luoghi per favorire operazioni di salvaguardia e di valorizzazione del territorio, considerando le notevoli possibilità di attrazioni turistiche e le opportunità lavorative che il sito ancora oggi offre come fonte di sviluppo sostenibile.
978-88-492-3752-8
Located on the top of Mount Faito, one of the most panoramic sites of the Lattari mountains, in Campania, there is small semi-abandoned village, once a thriving tourist destination and sports resort, built at the beginning of the fifties of the last century in the municipality of Vico Equense. Built to be self-sufficient with a church, garage, theater, farm, residences and hotels, today the village is in a state of severe decay, inconsistent with what the place could offer for its natural beauty. The history of the village dates back to the early twentieth century, when the Giusso family, owner of the Faito estate, turned a mule-track in a footpath going from Castellammare up to the mountain, where the only existing buildings were Villa Giusso and the small basilica of San Michele Arcangelo. Over the years the access to the top of the mountain was made possible both with the construction of a ropeway from Castellammare and a new road that went up the mountain from the town of Moiano. Through a critical analysis of the design choices on which the village was built, and through a comparison between historical and current documentary sources, this paper proposes a critical documentation of the places, aiming at safeguarding and enhancing this territory, considering the remarkable chances that the site still offers today of flourish as tourist attraction and generate new ob opportunities within a sustainable development.
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