Nel mondo romano, antico e tardo-antico, unità e continuità della famiglia erano garantite dalla conservazione e traduzione del patrimonio, a cui era preposto il pater familias. In fatto patrimoniale, molti padri erano tanto assillati dalla salvaguardia dei figli che tralasciavano di consegnare loro un’eredità spirituale con l’esempio di una retta vita cristiana, che assegnasse alle esigenze materiali un valore relativo, ed inoltre si macchiavano di “defezione” nei confronti delle necessità della comunità cristiana e degli indigenti, trascurando il comando evangelico. Ciò suscitò l’intervento parenetico di Salviano che traccia il modello del padre cristiano (Eccl. I, III). Nell’opera si può rinvenire una testimonianza del fortunato istituto del “lascito” a una chiesa o a un cenobio: si tratta di uno “strumento fondativo” della società europea che, anche oltre l’evenienza dello stato moderno, contribuì alla sussistenza e all’ordine della comunità cristiana, garantendo alcune forme di equità sociale. In sintesi, Salviano è autore significativo per il trapasso delle forme e dei motivi dell’evo patristico nella cristianità medievale, al quale è stato riconosciuto valore profetico (Moreschini-Norelli). Egli accusa i cristiani di idolatria per l’amore verso i beni terreni: i pagani non sono nemici di Dio quanto i cristiani che aderiscono superficialmente al messaggio evangelico.

Abstract: «Cessit sanguini fides!» Pater et patrimonium, seu materiale seu immateriale, apud scriptum Salviani Massiliensis c.t. Ad Ecclesiam / Vella, Roberto. - :22(2021), pp. 21-21. ((Intervento presentato al convegno Conuentus inter nationes de patris persona eiusque munere apud antiquos classicos christianosque scriptores, Facoltà di Lettere cristiane e classiche dell'UPS tenutosi a Pontificium Institutum Altioris Latinitatis, Romae.

Abstract: «Cessit sanguini fides!» Pater et patrimonium, seu materiale seu immateriale, apud scriptum Salviani Massiliensis c.t. Ad Ecclesiam

ROBERTO VELLA
2021

Abstract

Nel mondo romano, antico e tardo-antico, unità e continuità della famiglia erano garantite dalla conservazione e traduzione del patrimonio, a cui era preposto il pater familias. In fatto patrimoniale, molti padri erano tanto assillati dalla salvaguardia dei figli che tralasciavano di consegnare loro un’eredità spirituale con l’esempio di una retta vita cristiana, che assegnasse alle esigenze materiali un valore relativo, ed inoltre si macchiavano di “defezione” nei confronti delle necessità della comunità cristiana e degli indigenti, trascurando il comando evangelico. Ciò suscitò l’intervento parenetico di Salviano che traccia il modello del padre cristiano (Eccl. I, III). Nell’opera si può rinvenire una testimonianza del fortunato istituto del “lascito” a una chiesa o a un cenobio: si tratta di uno “strumento fondativo” della società europea che, anche oltre l’evenienza dello stato moderno, contribuì alla sussistenza e all’ordine della comunità cristiana, garantendo alcune forme di equità sociale. In sintesi, Salviano è autore significativo per il trapasso delle forme e dei motivi dell’evo patristico nella cristianità medievale, al quale è stato riconosciuto valore profetico (Moreschini-Norelli). Egli accusa i cristiani di idolatria per l’amore verso i beni terreni: i pagani non sono nemici di Dio quanto i cristiani che aderiscono superficialmente al messaggio evangelico.
978-88-213-1518-3
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1604778
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