Through the testimonies left by the cardinal Achille Silvestrini to her, the Author of this essay reconstructs the main features of the life and personality of the cardinal Domenico Tardini, sixty years after his death. Tardini was side by side with Eugenio Pacelli, as the latter was Secretary of State of Pope Pio xi; then he became prosecretary of State of Pope Pio xii and finally Secretary of State of Pope John xxiii. The cardinal Silvestrini was called by Tardini to work at the Secretariat of State since 1953; and in this first-hand account he tells how his master, and he himself with him, faced the most important events and choices of the Holy See’s diplomacy: from the threat of the totalitarianisms to the World War ii, from the Cold War to the detente policy. The account leads to a more and more global scenario where we can see the warning signs of the Ostpolitik of the Holy See in Europe and then towards China. In the end, Domenico Tardini embodies the transition of the Holy See’s diplomacy from a model still longing for Christianitas to a new one, more dialoguing and open-minded.

Attraverso le testimonianze che il cardinale Achille Silvestrini ha lasciato all’autrice di questo saggio, si ricostruiscono i tratti fondamentali della personalità e della vita del cardinale Domenico Tardini, di cui ricorre il sessantesimo anniversario della morte. Al fianco di Eugenio Pacelli quando questi era Segretario di Stato di Pio xi, divenne prosegretario di Stato di Pio xii, e, infine, Segretario di Stato di Giovanni xxiii. Il cardinale Silvestrini, chiamato da Tardini in Segreteria di Stato nel 1953, in questo racconto inedito commenta, attraverso la figura di quello che fu per lui un “maestro”, i passaggi più significativi della diplomazia vaticana del Novecento: dai totalitarismi alla Seconda guerra mondiale, dalla Guerra fredda alla distensione in uno scenario sempre più globale che vede i prodromi del ruolo che sarà svolto dall’Ostpolitik vaticana fino alla strategia della Santa Sede verso la Cina. Domenico Tardini rappresenta il passaggio da un modello che ancora vagheggia una Christianitas ad una visione aperta e dialogante della diplomazia vaticana.

“Le carte dello scrittoio sono anime”. Domenico Tardini e Achille Silvestrini. Documenti, diari, memorie / Fattorini, Emma. - In: STUDI E MATERIALI DI STORIA DELLE RELIGIONI. - ISSN 0393-8417. - :87/2(2021), pp. 714-734.

“Le carte dello scrittoio sono anime”. Domenico Tardini e Achille Silvestrini. Documenti, diari, memorie

Emma Fattorini
2021

Abstract

Attraverso le testimonianze che il cardinale Achille Silvestrini ha lasciato all’autrice di questo saggio, si ricostruiscono i tratti fondamentali della personalità e della vita del cardinale Domenico Tardini, di cui ricorre il sessantesimo anniversario della morte. Al fianco di Eugenio Pacelli quando questi era Segretario di Stato di Pio xi, divenne prosegretario di Stato di Pio xii, e, infine, Segretario di Stato di Giovanni xxiii. Il cardinale Silvestrini, chiamato da Tardini in Segreteria di Stato nel 1953, in questo racconto inedito commenta, attraverso la figura di quello che fu per lui un “maestro”, i passaggi più significativi della diplomazia vaticana del Novecento: dai totalitarismi alla Seconda guerra mondiale, dalla Guerra fredda alla distensione in uno scenario sempre più globale che vede i prodromi del ruolo che sarà svolto dall’Ostpolitik vaticana fino alla strategia della Santa Sede verso la Cina. Domenico Tardini rappresenta il passaggio da un modello che ancora vagheggia una Christianitas ad una visione aperta e dialogante della diplomazia vaticana.
Through the testimonies left by the cardinal Achille Silvestrini to her, the Author of this essay reconstructs the main features of the life and personality of the cardinal Domenico Tardini, sixty years after his death. Tardini was side by side with Eugenio Pacelli, as the latter was Secretary of State of Pope Pio xi; then he became prosecretary of State of Pope Pio xii and finally Secretary of State of Pope John xxiii. The cardinal Silvestrini was called by Tardini to work at the Secretariat of State since 1953; and in this first-hand account he tells how his master, and he himself with him, faced the most important events and choices of the Holy See’s diplomacy: from the threat of the totalitarianisms to the World War ii, from the Cold War to the detente policy. The account leads to a more and more global scenario where we can see the warning signs of the Ostpolitik of the Holy See in Europe and then towards China. In the end, Domenico Tardini embodies the transition of the Holy See’s diplomacy from a model still longing for Christianitas to a new one, more dialoguing and open-minded.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1594245
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