A partire dalle teorie del filosofo e medico francese Georges Canguilhem (1904-1995), sipropone una riflessione sul valore della crisi intesa come dinamica psico-fisica e allo stesso tempo come principio di individuazione della soggettività. Presentando brevemente il testo più noto di Canguilhem, "il normale e il patologico", si introduce la critica alla concezione positivistica della malattia, utile per arrivare a inquadrare la connotazione assiologica del vivente, illustrando cioè la vita come polarità di valori e insieme come un’organizzazione di poteri e una gerarchia di funzioni, la cui necessaria precarietà, comporta irregolarità e anomalie, concepite come costitutive dell’esistenza stessa dell’individuo e non come un suo accidente. Attraverso le crisi patologiche si coglie la specificità del vivente, cioè tramite quegli ostacoli di tipo ambientale e relazionale che costituiscono degli impedimenti alla manifestazione della vita a cui sono esposti in modo ricorrente tutti gli individui. Di conseguenza, si analizza la portata innovativa e creatrice della crisi, nella misura in cui la vita non è semplice passività rispetto ai rischi e ai pericoli, ma è soprattutto potenza normativa che risponde riconfigurando sé stessa e l’ambiente circostante, facendo delle criticità un’occasione di affermazione individuale e di superamento delle condizioni di esistenza date. Infine, alla luce di tali coordinate, si presenta lo statuto delle norme che secondo Canguilhem presiedono alla vita, proprio perché possono essere colte in condizioni d’eccezione come una costante attività creativa del vivente in resistenza all’inerzia e all’entropia.

Crisi dei corpi e norme di vita nella filosofia biologica di Georges Canguilhem / Pilotto, Stefano. - II(2020), pp. 145-156. ((Intervento presentato al convegno XI Convegno Interdisciplinare Dottorandi e Dottori di Ricerca tenutosi a Roma; Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Crisi dei corpi e norme di vita nella filosofia biologica di Georges Canguilhem

STEFANO PILOTTO
2020

Abstract

A partire dalle teorie del filosofo e medico francese Georges Canguilhem (1904-1995), sipropone una riflessione sul valore della crisi intesa come dinamica psico-fisica e allo stesso tempo come principio di individuazione della soggettività. Presentando brevemente il testo più noto di Canguilhem, "il normale e il patologico", si introduce la critica alla concezione positivistica della malattia, utile per arrivare a inquadrare la connotazione assiologica del vivente, illustrando cioè la vita come polarità di valori e insieme come un’organizzazione di poteri e una gerarchia di funzioni, la cui necessaria precarietà, comporta irregolarità e anomalie, concepite come costitutive dell’esistenza stessa dell’individuo e non come un suo accidente. Attraverso le crisi patologiche si coglie la specificità del vivente, cioè tramite quegli ostacoli di tipo ambientale e relazionale che costituiscono degli impedimenti alla manifestazione della vita a cui sono esposti in modo ricorrente tutti gli individui. Di conseguenza, si analizza la portata innovativa e creatrice della crisi, nella misura in cui la vita non è semplice passività rispetto ai rischi e ai pericoli, ma è soprattutto potenza normativa che risponde riconfigurando sé stessa e l’ambiente circostante, facendo delle criticità un’occasione di affermazione individuale e di superamento delle condizioni di esistenza date. Infine, alla luce di tali coordinate, si presenta lo statuto delle norme che secondo Canguilhem presiedono alla vita, proprio perché possono essere colte in condizioni d’eccezione come una costante attività creativa del vivente in resistenza all’inerzia e all’entropia.
9788832934311
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1588033
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