Interactive digital is everywhere; we are immersed in it, it is our home, our office, our connection with the world. It is not just a technology, a tool with which we live, but a new space in which we live. In fact, contrary to what Marc Augé expounds on non-places, as places without identity, similar to each other and alien to any actual social relationship, neither producers nor facilitators of sociality, the digital space is a place that until now, has expanded and, indeed, favors, albeit superficially, social relations. It certainly favors research. The digital space, apparently a non-place, is large, flexible, personal, easy to reach, with multiple functions, entertainment and the refuge of the contemporary. All the applications of new technologies build places and digital environments tailored to identity, in which to meet, albeit occasionally. We live unconsciously immersed in the digital that constitutes the virtual reality in which we plan our day and establish our relationships. The web and the tools we use to communicate and to be socially in contact with the actors of our world are essential, in the digital we are observed and recognized. Therefore, a digital transition is officially declared, moreover already active, which becomes useless to oppose; it is advisable to understand the threshold between the promise and the opportunity to govern its potential.

l digitale interattivo è ovunque; vi siamo immersi, è la nostra casa, il nostro ufficio, la nostra connessione con il mondo. Non è solo una tecnologia, uno strumento con il quale con-viviamo, ma un nuovo spazio nel quale viviamo. Di fatto, contrariamente a quanto esposto da Marc Augé sui non luoghi, in quanto luoghi privi di identità, simili tral oro e alieni a qualsivoglia effettivo rapporto sociale, non produttori né facilitatori di socialità, lo spazio digitale è luogo che finora, pur omologando, ha ampliato e, anzi, favorito, seppure superficialmente, i rapporti sociali. Sicuramente ha favorito la ricerca. Lo spazio digitale, apparentemente un non luogo, è ampio, flessibile, personale, facile da raggiungere, dalle molteplici funzioni, l’intrattenimento e il rifugio della contemporaneità. Tutte le applicazioni delle nuove tecnologie costruiscono luoghi e ambienti digitali ad misuram dell’identità, nei quali incontrarsi, seppure occasionalmente. Viviamo inconsapevolmente immersi nel digitale che costituisce la realtà virtuale nella quale progettiamo la nostra giornata e stabiliamo i nostri rapporti. Si configurano come irrinunciabili il web e gli strumenti che usiamo per comunicare e per essere socialmente in contatto con gli attori del nostro mondo, nel digitale siamo osservati e riconosciuti. Si dichiara, quindi, ufficialmente una transizione digitale, peraltro già attiva, alla quale diviene inutile porsi contro; conviene comprendere la soglia fra la promessa e l’opportunità per governarne il potenziale.

Dalla distopia digitale verso la transizione digitale / From digital dystopia to digital transition / Belibani, R.. - In: METAMORFOSI. - ISSN 1590-1394. - 09-10(2021), pp. 58-75.

Dalla distopia digitale verso la transizione digitale / From digital dystopia to digital transition

R. Belibani
Primo
2021

Abstract

l digitale interattivo è ovunque; vi siamo immersi, è la nostra casa, il nostro ufficio, la nostra connessione con il mondo. Non è solo una tecnologia, uno strumento con il quale con-viviamo, ma un nuovo spazio nel quale viviamo. Di fatto, contrariamente a quanto esposto da Marc Augé sui non luoghi, in quanto luoghi privi di identità, simili tral oro e alieni a qualsivoglia effettivo rapporto sociale, non produttori né facilitatori di socialità, lo spazio digitale è luogo che finora, pur omologando, ha ampliato e, anzi, favorito, seppure superficialmente, i rapporti sociali. Sicuramente ha favorito la ricerca. Lo spazio digitale, apparentemente un non luogo, è ampio, flessibile, personale, facile da raggiungere, dalle molteplici funzioni, l’intrattenimento e il rifugio della contemporaneità. Tutte le applicazioni delle nuove tecnologie costruiscono luoghi e ambienti digitali ad misuram dell’identità, nei quali incontrarsi, seppure occasionalmente. Viviamo inconsapevolmente immersi nel digitale che costituisce la realtà virtuale nella quale progettiamo la nostra giornata e stabiliamo i nostri rapporti. Si configurano come irrinunciabili il web e gli strumenti che usiamo per comunicare e per essere socialmente in contatto con gli attori del nostro mondo, nel digitale siamo osservati e riconosciuti. Si dichiara, quindi, ufficialmente una transizione digitale, peraltro già attiva, alla quale diviene inutile porsi contro; conviene comprendere la soglia fra la promessa e l’opportunità per governarne il potenziale.
978-88-6242-590-2
Interactive digital is everywhere; we are immersed in it, it is our home, our office, our connection with the world. It is not just a technology, a tool with which we live, but a new space in which we live. In fact, contrary to what Marc Augé expounds on non-places, as places without identity, similar to each other and alien to any actual social relationship, neither producers nor facilitators of sociality, the digital space is a place that until now, has expanded and, indeed, favors, albeit superficially, social relations. It certainly favors research. The digital space, apparently a non-place, is large, flexible, personal, easy to reach, with multiple functions, entertainment and the refuge of the contemporary. All the applications of new technologies build places and digital environments tailored to identity, in which to meet, albeit occasionally. We live unconsciously immersed in the digital that constitutes the virtual reality in which we plan our day and establish our relationships. The web and the tools we use to communicate and to be socially in contact with the actors of our world are essential, in the digital we are observed and recognized. Therefore, a digital transition is officially declared, moreover already active, which becomes useless to oppose; it is advisable to understand the threshold between the promise and the opportunity to govern its potential.
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