With the violent act of architectural construction, we enter into reality a device with ittua- le, formed by matter, space and time divided into: time of the merchant and time of the church1. The first is the political and economic time, which in most cases is the factor which makes the architectural project viable. The second is the spiritual time and the emotional sphere according to which the body relates to the object. The body is the means that connects the space with the project and determines its construction. The quality, characteristics and meaning of space are imagined according to the perception of the body. Through the senses and sensitivity the world enters the body and its time, of which it brings memory2. The relationship between the body and the architecture, meter and measured matter 3, cannot be split or eliminated, since this governs the relationship of empathic recognition and functional dependence to which the meter is subject with respect to the measured matter. Considering this relationship, the architectural artifact can become an element of transit between body and nature, assuming the role of instrument from which and with which to observe the world and its time.

Con l’atto violento della costruzione architettonica, caliamo nella realtà un dispositivo con ittua- le, formato da materia, spazio e tempo suddiviso in: tempo del mercante e tempo della chiesa1. Il primo identi ca il tempo politico ed economico, che nella maggior parte dei casi è il fattore che in uenza il progetto architettonico. Il secondo è il tempo spirituale e della sfera emotiva secondo cui il corpo si relaziona con l’oggetto. Il corpo è il mezzo che congiunge lo spazio con il progetto e ne determina la costruzione. La qua- lità, le caratteristiche e il signi cato dello spazio vengono immaginate secondo la percezione che ne ha il corpo. Attraverso i sensi e la sensibilità il mondo entra nel corpo e nel suo tempo, di cui ne porta memoria2. La relazione tra il corpo e l’architettura, misuratore e materia misurata3, non può essere scissa o eliminata, poiché questa governa il rapporto di riconoscimento empatico e di dipendenza funzio- nale a cui è soggetto il misuratore rispetto alla materia misurata. Considerando questo rapporto, il manufatto architettonico può diventare un elemento di transito tra corpo e natura, assumendo il ruolo di strumento da cui e con cui osservare il mondo e il suo tempo.

La meridiana abitata. The inhabited sundial / Filosa, Francesca. - In: IQD INSIDE QUALITY DESIGN. - ISSN 1970-9250. - January-March 2021:62(2021), pp. 32-33.

La meridiana abitata. The inhabited sundial

Filosa, Francesca
2021

Abstract

Con l’atto violento della costruzione architettonica, caliamo nella realtà un dispositivo con ittua- le, formato da materia, spazio e tempo suddiviso in: tempo del mercante e tempo della chiesa1. Il primo identi ca il tempo politico ed economico, che nella maggior parte dei casi è il fattore che in uenza il progetto architettonico. Il secondo è il tempo spirituale e della sfera emotiva secondo cui il corpo si relaziona con l’oggetto. Il corpo è il mezzo che congiunge lo spazio con il progetto e ne determina la costruzione. La qua- lità, le caratteristiche e il signi cato dello spazio vengono immaginate secondo la percezione che ne ha il corpo. Attraverso i sensi e la sensibilità il mondo entra nel corpo e nel suo tempo, di cui ne porta memoria2. La relazione tra il corpo e l’architettura, misuratore e materia misurata3, non può essere scissa o eliminata, poiché questa governa il rapporto di riconoscimento empatico e di dipendenza funzio- nale a cui è soggetto il misuratore rispetto alla materia misurata. Considerando questo rapporto, il manufatto architettonico può diventare un elemento di transito tra corpo e natura, assumendo il ruolo di strumento da cui e con cui osservare il mondo e il suo tempo.
With the violent act of architectural construction, we enter into reality a device with ittua- le, formed by matter, space and time divided into: time of the merchant and time of the church1. The first is the political and economic time, which in most cases is the factor which makes the architectural project viable. The second is the spiritual time and the emotional sphere according to which the body relates to the object. The body is the means that connects the space with the project and determines its construction. The quality, characteristics and meaning of space are imagined according to the perception of the body. Through the senses and sensitivity the world enters the body and its time, of which it brings memory2. The relationship between the body and the architecture, meter and measured matter 3, cannot be split or eliminated, since this governs the relationship of empathic recognition and functional dependence to which the meter is subject with respect to the measured matter. Considering this relationship, the architectural artifact can become an element of transit between body and nature, assuming the role of instrument from which and with which to observe the world and its time.
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