“Mangiare in dialetto”: così viene spesso definita l’esperienza di assaporare il cibo di strada, volendo sottolineare come si tratti di uno dei modi più efficaci per raccogliere informazioni su un posto, una cultura. La strada è sempre stata il volto più scoperto di un luogo, e così pure il suo cibo: promiscuo, interclassista, disordinato. Al giorno d’oggi – soprattutto nei Paesi occidentali – lo street food ha cambiato ruoli: esso sembra per lo più rispondere alle esigenze alimentari della giornata lavorativa – quindi un pranzo pratico da consumare nei tempi ristretti della pausa – o alle aspettative dei turisti, alla ricerca di pasti tipici e veloci nei pressi delle principali attrazioni. Se da un lato vanno recuperati i suoi valori originari, come il carattere di tradizione culinaria locale – legata alle risorse del territorio – e la connotazione di accessibilità volta a soddisfare i bisogni primari di diverse fasce della popolazione; dall’altro la recente epidemia di Covid-19 potrebbe rivelarsi un punto di svolta per una nuova età dell’oro, connotata da una migliore organizzazione di questo servizio tipicamente informale e da una maggiore capillarità di spazi urbani dedicati al suo consumo.

Cibo di strada, strada per il cibo. Street food come patrimonio / Ferrara, Sara. - In: A & A. - ISSN 2533-0713. - :48(2021), pp. 54-61.

Cibo di strada, strada per il cibo. Street food come patrimonio

Sara Ferrara
2021

Abstract

“Mangiare in dialetto”: così viene spesso definita l’esperienza di assaporare il cibo di strada, volendo sottolineare come si tratti di uno dei modi più efficaci per raccogliere informazioni su un posto, una cultura. La strada è sempre stata il volto più scoperto di un luogo, e così pure il suo cibo: promiscuo, interclassista, disordinato. Al giorno d’oggi – soprattutto nei Paesi occidentali – lo street food ha cambiato ruoli: esso sembra per lo più rispondere alle esigenze alimentari della giornata lavorativa – quindi un pranzo pratico da consumare nei tempi ristretti della pausa – o alle aspettative dei turisti, alla ricerca di pasti tipici e veloci nei pressi delle principali attrazioni. Se da un lato vanno recuperati i suoi valori originari, come il carattere di tradizione culinaria locale – legata alle risorse del territorio – e la connotazione di accessibilità volta a soddisfare i bisogni primari di diverse fasce della popolazione; dall’altro la recente epidemia di Covid-19 potrebbe rivelarsi un punto di svolta per una nuova età dell’oro, connotata da una migliore organizzazione di questo servizio tipicamente informale e da una maggiore capillarità di spazi urbani dedicati al suo consumo.
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