Judgment no. 115/2018 by the Italian Constitutional Court, which puts an end to the chain of judgments started by the EUCJ judgment Taricco, disapplies the Taricco ruling as being incompatible with the principle of precision of the criminal provisions derived from Article 25 (2) of the Italian Constitution. By doing so, the Italian Court de facto applies, for the first time, its “counter-limits” doctrine in respect of the EU law, as interpreted by the EUCJ. The Court’s reasoning is based on the assumption that the discipline of the statute of limitation is encompassed by nulla poena principle and its sub-principles, among with the sufficient precision of the criminal provision. The latter sub-principle, on its part, is applied for the first time by the Court as requiring foreseeability, based on the wording of the a criminal provision, of the future interpretation of said provision by the courts in the future. This view is ad odd with the traditional teaching of the Court, and sets a standard of scrutiny to which the Court itself will hardly be able to stick in the ordinary application of Article 25 (2) Constitution. Furthermore, it is not easy to imagine how the “constitutional patriotism” showed by the Court could be reconciled with the general proEuropean attitude of the Italian case law

La sentenza C. Cost. n. 115/2018, che chiude la vicenda Taricco, disapplica l’art. 325 par. 1 e 2 del TFUE, e la “regola Taricco” prescritta da CGUE 17 dicembre 2017, in quanto in contrasto col principio nazionale di determinatezza (art. 25 cpv. Cost.). Ciò costituisce un esercizio implicito di controlimiti nazionali al diritto europeo, per come interpretato dalla CGUE. La base del giudizio della Corte è costituita dall’attrazione originaria della prescrizione del reato nella materia costituzionale del principio di legalità-determinatezza: la prescrizione, per le conseguenze punitive, deve essere disciplinata come normativa sostanziale per vincolo costituzionale (unicum costituzionale in Europa). Applicando il vincolo di determinatezza all’art. 325, par. 1 e 2, TFUE e alla “regola Taricco”, la Consulta segue una lettura massimalista della determinatezza come esigenza che dal testo della regola legale (non al momento della condotta, semplicemente) si possa prevedere la sua successiva concretizzazione giurisprudenziale. Tale lettura, che contrasta con la tradizione ermeneutica della Corte, schiude orizzonti nuovi sul rapporto tra legge e interpretazione, e aspettative che difficilmente potranno essere soddisfatte nella gestione ordinaria dell’art. 25 cpv. Cost. Del pari, questo patriottismo costituzionale apre interrogativi nuovi sul futuro dell’europeismo giudiziario

Lettura critica di Corte cost. n. 115/2018. La determinatezza ante applicationem e la prescrizione sostanziale come controlimiti alla regola Taricco / Donini, Massimo. - In: DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO. - ISSN 2240-7618. - (2018), pp. 225-246.

Lettura critica di Corte cost. n. 115/2018. La determinatezza ante applicationem e la prescrizione sostanziale come controlimiti alla regola Taricco

Donini Massimo
2018

Abstract

Judgment no. 115/2018 by the Italian Constitutional Court, which puts an end to the chain of judgments started by the EUCJ judgment Taricco, disapplies the Taricco ruling as being incompatible with the principle of precision of the criminal provisions derived from Article 25 (2) of the Italian Constitution. By doing so, the Italian Court de facto applies, for the first time, its “counter-limits” doctrine in respect of the EU law, as interpreted by the EUCJ. The Court’s reasoning is based on the assumption that the discipline of the statute of limitation is encompassed by nulla poena principle and its sub-principles, among with the sufficient precision of the criminal provision. The latter sub-principle, on its part, is applied for the first time by the Court as requiring foreseeability, based on the wording of the a criminal provision, of the future interpretation of said provision by the courts in the future. This view is ad odd with the traditional teaching of the Court, and sets a standard of scrutiny to which the Court itself will hardly be able to stick in the ordinary application of Article 25 (2) Constitution. Furthermore, it is not easy to imagine how the “constitutional patriotism” showed by the Court could be reconciled with the general proEuropean attitude of the Italian case law
2018
La sentenza C. Cost. n. 115/2018, che chiude la vicenda Taricco, disapplica l’art. 325 par. 1 e 2 del TFUE, e la “regola Taricco” prescritta da CGUE 17 dicembre 2017, in quanto in contrasto col principio nazionale di determinatezza (art. 25 cpv. Cost.). Ciò costituisce un esercizio implicito di controlimiti nazionali al diritto europeo, per come interpretato dalla CGUE. La base del giudizio della Corte è costituita dall’attrazione originaria della prescrizione del reato nella materia costituzionale del principio di legalità-determinatezza: la prescrizione, per le conseguenze punitive, deve essere disciplinata come normativa sostanziale per vincolo costituzionale (unicum costituzionale in Europa). Applicando il vincolo di determinatezza all’art. 325, par. 1 e 2, TFUE e alla “regola Taricco”, la Consulta segue una lettura massimalista della determinatezza come esigenza che dal testo della regola legale (non al momento della condotta, semplicemente) si possa prevedere la sua successiva concretizzazione giurisprudenziale. Tale lettura, che contrasta con la tradizione ermeneutica della Corte, schiude orizzonti nuovi sul rapporto tra legge e interpretazione, e aspettative che difficilmente potranno essere soddisfatte nella gestione ordinaria dell’art. 25 cpv. Cost. Del pari, questo patriottismo costituzionale apre interrogativi nuovi sul futuro dell’europeismo giudiziario
La sentencia n. 115/2018 de la Corte Constitucional italiana, que pone fin a la serie de pronunciamientos jurisprudenciales iniciada con la sentencia Taricco de la TJUE, desaplica la “regla Taricco”, por ser incompatible con el mandato de determinación derivado del artículo 25 (2) de la Constitución italiana. Haciendo esto, la Corte Constitucional aplica, por primera vez, su doctrina de los “contra-límites” en relación al derecho de la UE, conforme lo había interpretado el TJUE. El razonamiento de la Corte se basa en la premisa de que el principio de legalidad, y sus principios derivados, entre los cuales se encuentra el mandato de determinación, son aplicables a las normas sobre prescripción. Aplicando el mandato de determinación a la “regla Taricco” y al artículo 325, párrafos 1 y 2, del TFUE, la Corte adscribe a una lectura extensiva, exigiendo que de la norma legal (y no simplemente al momento de la conducta) sea posible prever el sentido de su aplicación jurisprudencial. Tal lectura, que contrasta con la tradición hermenéutica de la propia Corte, presenta un nuevo horizonte a la relación entre la ley y su interpretación, y expectativas que difícilmente podrán ser satisfechas en la aplicación ordinaria del artículo 25 de la Constitución. Asimismo, este “patriotismo constitucional” plantea diversas interrogantes sobre el futuro de la jurisprudencia italiana en relación a los pronunciamientos de los tribunales europeos
costituzione; determinatezza; prescrizione; divisione dei poteri; caso Taricco
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Lettura critica di Corte cost. n. 115/2018. La determinatezza ante applicationem e la prescrizione sostanziale come controlimiti alla regola Taricco / Donini, Massimo. - In: DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO. - ISSN 2240-7618. - (2018), pp. 225-246.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1560189
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