Il palazzetto Regis o Le Roy, oggi sede del Museo Barracco a Roma, ha un perimetro trapezoidale piuttosto irregolare ed è organizzato attorno ad un cortile pseudo-quadrato, di circa sei metri di lato, con due ali di servizio ed un corpo di maggiore profondità al di sopra dell’androne di ingresso, dotato di una loggia su due ordini. Il palazzetto costituì per secoli un esempio paradigmatico della casa rinascimentale romana e, più in generale, dell’opera dei maestri del primo Cinquecento, nonostante la difficoltà ad individuarne l’autore3. Fu studiato con continuità dagli artisti locali e da quelli che giungevano a Roma, come i pensionnaires francesi che ruotavano attorno all’Academie Francaise. Il crescente interesse sia verso le antichità greche e romane sia verso l’architettura “moderna”, nel 1778 convinse l’istituzione di Villa Medici a chiedere ai vincitori del Grand Prix di inviare a Parigi studi sistematici di monumenti antichi. I disegni conosciuti del palazzetto, che spesso non si tradussero mai in edizioni a stampa, differiscono tra loro e rispetto all’edificio reale, costituendo indirettamente un repertorio attraverso il quale provare a “misurare” lo sguardo che gli artisti rivolgevano in quegli anni all’architettura rinascimentale e all’ambiente urbano che l’accoglieva.

Il prototipo del palazzetto. L’immagine della Farnesina ai Baulari da Pâris a Letarouilly / Colonnese, Fabio. - (2017), pp. 803-809. (Intervento presentato al convegno AISU2017. La città, il viaggio, il turismo: percezione, produzione e trasformazione, tenutosi a Napoli).

Il prototipo del palazzetto. L’immagine della Farnesina ai Baulari da Pâris a Letarouilly

colonnese, fabio
2017

Abstract

Il palazzetto Regis o Le Roy, oggi sede del Museo Barracco a Roma, ha un perimetro trapezoidale piuttosto irregolare ed è organizzato attorno ad un cortile pseudo-quadrato, di circa sei metri di lato, con due ali di servizio ed un corpo di maggiore profondità al di sopra dell’androne di ingresso, dotato di una loggia su due ordini. Il palazzetto costituì per secoli un esempio paradigmatico della casa rinascimentale romana e, più in generale, dell’opera dei maestri del primo Cinquecento, nonostante la difficoltà ad individuarne l’autore3. Fu studiato con continuità dagli artisti locali e da quelli che giungevano a Roma, come i pensionnaires francesi che ruotavano attorno all’Academie Francaise. Il crescente interesse sia verso le antichità greche e romane sia verso l’architettura “moderna”, nel 1778 convinse l’istituzione di Villa Medici a chiedere ai vincitori del Grand Prix di inviare a Parigi studi sistematici di monumenti antichi. I disegni conosciuti del palazzetto, che spesso non si tradussero mai in edizioni a stampa, differiscono tra loro e rispetto all’edificio reale, costituendo indirettamente un repertorio attraverso il quale provare a “misurare” lo sguardo che gli artisti rivolgevano in quegli anni all’architettura rinascimentale e all’ambiente urbano che l’accoglieva.
2017
AISU2017. La città, il viaggio, il turismo: percezione, produzione e trasformazione,
Palazzo Regis; Farnesina ai Baulari; rilievo architettonico; Gran Prix de Rome; Pierre-Adrien Pâris; Charles Percier; Pierre François Léonard Fontaine; Prosper Barbot; Pierre-Marie Letarouilly
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Il prototipo del palazzetto. L’immagine della Farnesina ai Baulari da Pâris a Letarouilly / Colonnese, Fabio. - (2017), pp. 803-809. (Intervento presentato al convegno AISU2017. La città, il viaggio, il turismo: percezione, produzione e trasformazione, tenutosi a Napoli).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1541691
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