El ensayo ilustra el Zeitgeist que hoy impide una recodificación penalista, entre el desinterés y la escasez de medios legislativos y su alejamiento de una colaboración ordinaria con la clase académica. La enorme expansión del derecho penal y del riesgo, de la que se quejan desde hace un siglo los especialistas, que aumenta progresivamente y que hace del propio derecho penal una emergencia, es poco percibida por el ciudadano y descuidada por los medios de comunicación. El juicio penal es una experiencia dramática. La ley adolece de una profunda falta de legitimidad democrática y científica. En este clima, en el que la reserva de código, introducida en 2018, es objeto de subestimaciones desilusionadas que reflejan la misma crisis de la idea de los códigos, llevada a cabo durante décadas en el derecho civil, se reitera la necesidad de resistencia constitucional: el legislador debe respetar un orden distribuido -código o leyes orgánicas complementarias- que es el precipitado de los principios constitucionales de último recurso, determinación, legalidad y reconocimiento de los preceptos penales. La reserva de código, por lo tanto, tiene un carácter subconstitucional, pero el trabajo continuo de consolidaciones e injertos, de múltiples tipos de descodificación, no pide al criminalista un código eterno o filosófico del siglo XIX, sino la reconstrucción continua de un "sistema in fieri" a partir de un complejo de premisas y fuentes en movimiento, código incluido, donde sólo las limitaciones superlegislativas pueden constituir la verdadera base de la reorganización continua del ius, dentro de las multiple leges

The essay illustrates the “Zeitgeist” that today impedes a criminal recodification, between disinterest and lack of legislative means and their detachment from an ordinary collaboration with the academic class. The huge expansion of criminal law and risk, progressively increased, that has been complained about for a century by the specialists and makes criminal law itself an emergency, is however poorly perceived by the citizens and neglected by the media. The criminal trial is a dramatic experience. The law suffers from a profound lack of democratic and scientific legitimacy. In this climate, where the “Code reservation”, introduced in 2018, is subject to disillusioned underestimations that reflect the very crisis of the idea of Codes, carried out for decades in civil law, the need for constitutional resistance is reaffirmed: the legislator must respect an imparted order – Code or organic supplementary laws – which is the precipitate of constitutional principles of ultima ratio, precision, legality and recognizability of criminal precepts. The code reservation therefore has a sub-constitutional nature, but the continuous work of consolidations and integrations, of multiple types of “decodification”, requires from the criminalist not a “nineteenth-century” eternal or philosophical Code, but the continuous reconstruction of a "system in progress" from a complex of premises and sources in motion, including the Code, where only super-legislative bounds can constitute the true basis for the continuous reorganization of the ius, within the multiple leges

Il saggio illustra il Zeitgeist che impedisce oggi una ricodificazione penalistica, tra disinteresse e scarsità dei mezzi legislativi e loro distacco da una ordinaria collaborazione con la classe accademica. L’enorme espansione della normativa e del rischio penali, lamentata da un secolo dagli specialisti, progressivamente accresciuta, e che rende il diritto penale stesso un’emergenza, è poco avvertita dal cittadino, e trascurata dai media. Il processo penale è un’esperienza drammatica. La legge soffre di profonde carenze di legittimazione democratica e scientifica. In questo clima, dove la riserva di codice, introdotta nel 2018, è oggetto di disilluse sottovalutazioni che riflettono la stessa crisi dell’idea dei codici, portata avanti da decenni nel diritto civile, viene ribadita la necessità di una resistenza costituzionale: il legislatore deve rispettare un ordine ripartito – codice o leggi complementari organiche – che è il precipitato dei principi costituzionali di ultima ratio, determinatezza, legalità e riconoscibilità dei precetti penali. La riserva di codice ha quindi una natura sub-costituzionale, ma la continua opera di consolidazioni e innesti, di decodificazioni di molteplice tipo, chiedono al penalista non un ottocentesco codice eterno o filosofico, quanto la ricostruzione continua di un «sistema in fieri» da un complesso di premesse e fonti in movimento, codice compreso, dove solo vincoli sovralegislativi possono costituire la base vera per il continuo riordino del ius, dentro alle multiple leges. SOMMARIO: 1. L’inattualità di una ricodificazione penale. - 2. L’espansione del penale come costante dalla fine dell’Ottocento: una descrizione per soli addetti ai lavori? – 3. La mancata percezione del fenomeno da parte dell’opinione pubblica. – 4. Le disavventure punitive del quisque de populo. Un approccio agnostico al processo penale, da “sportivo” a “combattente”, e la sdrammatizzazione coscienziale delle pene. – 5. La crisi di rappresentanza della legislazione penale. Il paradigma vivente della legittima difesa domiciliare. – 6. La riserva di codice (art. 3-bis c.p.) e la sua prima attuazione concreta in forza di una mera consolidazione di leggi e regole preesistenti, anziché di una vera (ri)codificazione penale. – 7. Perché le consolidazioni, anziché le codificazioni. – 8. Le disillusioni dei chierici e l’art. 3-bis c.p. quale regola giuridica sub-costituzionale, anziché disposizione “meramente politico-programmatica”. – 9. Risposta a Carlo Enrico Paliero. – 10. L’impossibile rinuncia all’idea di sistema (costituzionalmente orientato), ovunque esso si trovi

Perché il codice penale. Le riforme del codice oltre i progetti di pura consolidazione / Donini, Massimo. - In: DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO. - ISSN 2240-7618. - (2020), pp. 1-21.

Perché il codice penale. Le riforme del codice oltre i progetti di pura consolidazione

Massimo Donini
2020

Abstract

The essay illustrates the “Zeitgeist” that today impedes a criminal recodification, between disinterest and lack of legislative means and their detachment from an ordinary collaboration with the academic class. The huge expansion of criminal law and risk, progressively increased, that has been complained about for a century by the specialists and makes criminal law itself an emergency, is however poorly perceived by the citizens and neglected by the media. The criminal trial is a dramatic experience. The law suffers from a profound lack of democratic and scientific legitimacy. In this climate, where the “Code reservation”, introduced in 2018, is subject to disillusioned underestimations that reflect the very crisis of the idea of Codes, carried out for decades in civil law, the need for constitutional resistance is reaffirmed: the legislator must respect an imparted order – Code or organic supplementary laws – which is the precipitate of constitutional principles of ultima ratio, precision, legality and recognizability of criminal precepts. The code reservation therefore has a sub-constitutional nature, but the continuous work of consolidations and integrations, of multiple types of “decodification”, requires from the criminalist not a “nineteenth-century” eternal or philosophical Code, but the continuous reconstruction of a "system in progress" from a complex of premises and sources in motion, including the Code, where only super-legislative bounds can constitute the true basis for the continuous reorganization of the ius, within the multiple leges
2020
Il saggio illustra il Zeitgeist che impedisce oggi una ricodificazione penalistica, tra disinteresse e scarsità dei mezzi legislativi e loro distacco da una ordinaria collaborazione con la classe accademica. L’enorme espansione della normativa e del rischio penali, lamentata da un secolo dagli specialisti, progressivamente accresciuta, e che rende il diritto penale stesso un’emergenza, è poco avvertita dal cittadino, e trascurata dai media. Il processo penale è un’esperienza drammatica. La legge soffre di profonde carenze di legittimazione democratica e scientifica. In questo clima, dove la riserva di codice, introdotta nel 2018, è oggetto di disilluse sottovalutazioni che riflettono la stessa crisi dell’idea dei codici, portata avanti da decenni nel diritto civile, viene ribadita la necessità di una resistenza costituzionale: il legislatore deve rispettare un ordine ripartito – codice o leggi complementari organiche – che è il precipitato dei principi costituzionali di ultima ratio, determinatezza, legalità e riconoscibilità dei precetti penali. La riserva di codice ha quindi una natura sub-costituzionale, ma la continua opera di consolidazioni e innesti, di decodificazioni di molteplice tipo, chiedono al penalista non un ottocentesco codice eterno o filosofico, quanto la ricostruzione continua di un «sistema in fieri» da un complesso di premesse e fonti in movimento, codice compreso, dove solo vincoli sovralegislativi possono costituire la base vera per il continuo riordino del ius, dentro alle multiple leges. SOMMARIO: 1. L’inattualità di una ricodificazione penale. - 2. L’espansione del penale come costante dalla fine dell’Ottocento: una descrizione per soli addetti ai lavori? – 3. La mancata percezione del fenomeno da parte dell’opinione pubblica. – 4. Le disavventure punitive del quisque de populo. Un approccio agnostico al processo penale, da “sportivo” a “combattente”, e la sdrammatizzazione coscienziale delle pene. – 5. La crisi di rappresentanza della legislazione penale. Il paradigma vivente della legittima difesa domiciliare. – 6. La riserva di codice (art. 3-bis c.p.) e la sua prima attuazione concreta in forza di una mera consolidazione di leggi e regole preesistenti, anziché di una vera (ri)codificazione penale. – 7. Perché le consolidazioni, anziché le codificazioni. – 8. Le disillusioni dei chierici e l’art. 3-bis c.p. quale regola giuridica sub-costituzionale, anziché disposizione “meramente politico-programmatica”. – 9. Risposta a Carlo Enrico Paliero. – 10. L’impossibile rinuncia all’idea di sistema (costituzionalmente orientato), ovunque esso si trovi
El ensayo ilustra el Zeitgeist que hoy impide una recodificación penalista, entre el desinterés y la escasez de medios legislativos y su alejamiento de una colaboración ordinaria con la clase académica. La enorme expansión del derecho penal y del riesgo, de la que se quejan desde hace un siglo los especialistas, que aumenta progresivamente y que hace del propio derecho penal una emergencia, es poco percibida por el ciudadano y descuidada por los medios de comunicación. El juicio penal es una experiencia dramática. La ley adolece de una profunda falta de legitimidad democrática y científica. En este clima, en el que la reserva de código, introducida en 2018, es objeto de subestimaciones desilusionadas que reflejan la misma crisis de la idea de los códigos, llevada a cabo durante décadas en el derecho civil, se reitera la necesidad de resistencia constitucional: el legislador debe respetar un orden distribuido -código o leyes orgánicas complementarias- que es el precipitado de los principios constitucionales de último recurso, determinación, legalidad y reconocimiento de los preceptos penales. La reserva de código, por lo tanto, tiene un carácter subconstitucional, pero el trabajo continuo de consolidaciones e injertos, de múltiples tipos de descodificación, no pide al criminalista un código eterno o filosófico del siglo XIX, sino la reconstrucción continua de un "sistema in fieri" a partir de un complejo de premisas y fuentes en movimiento, código incluido, donde sólo las limitaciones superlegislativas pueden constituir la verdadera base de la reorganización continua del ius, dentro de las multiple leges
codice penale; decodificazione; consolidazione; riserva di codice; sistema giuridico
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Perché il codice penale. Le riforme del codice oltre i progetti di pura consolidazione / Donini, Massimo. - In: DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO. - ISSN 2240-7618. - (2020), pp. 1-21.
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