Aumento delle disuguaglianze e della povertà urbana hanno assunto particolare gravità negli ultimi due decenni, con specifico rilievo della mancanza o estrema precarietà dell’alloggio per le persone e i nuclei familiari più svantaggiati. Politiche di social housing sono esistite in Italia e in Europa sin dal primo Novecento. E ancora oggi nei paesi europei c’è, mediamente, sufficiente attenzione alla dimensione sociale del problema casa. Riduzione di politiche ad hoc e riduzione della loro “socialità” sono state invece più marcate in Italia, dove le politiche abitative tradizionali oggi sembrano “paralizzate” dalla dimensione e complessità dei problemi in gioco, e quelle innovative non vanno oltre i risultati marginali del cosiddetto “housing sociale” pubblico-privato. Sia in un caso che nell’altro, allora, acquistano risalto quelle iniziative maggiormente caratterizzate in senso bottom up che si sono dimostrate capaci di risultati apprezzabili anche in tema di maggiore giustizia sociale; con l’effetto non secondario di assumere anche valore simbolico ed esemplare. Al riguardo, oltre ad aggiornare lo sfondo problematico generale, il contributo pone precisa attenzione al caso dei Community Land Trust, organizzazioni comunitarie no-profit che, nel panorama statunitense e recentemente in quello europeo, agiscono come strumento di giustizia sociale per garantire l’accesso alla casa alle popolazioni a basso reddito promuovendo inoltre pratiche di rigenerazione urbana. Il caso considerato è il DNI Community Land Trust, uno dei “fondi terrieri comunitari” più longevi degli Stati Uniti, localizzato nella città di Boston.

La casa e l’abitare. Quali alternative al neoliberismo nella costruzione della città? / Santangelo, S.; Del Re, N.. - In: URBANISTICA. - ISSN 0042-1022. - 162(2018), pp. 115-120.

La casa e l’abitare. Quali alternative al neoliberismo nella costruzione della città?

S. Santangelo;N. Del Re
2018

Abstract

Aumento delle disuguaglianze e della povertà urbana hanno assunto particolare gravità negli ultimi due decenni, con specifico rilievo della mancanza o estrema precarietà dell’alloggio per le persone e i nuclei familiari più svantaggiati. Politiche di social housing sono esistite in Italia e in Europa sin dal primo Novecento. E ancora oggi nei paesi europei c’è, mediamente, sufficiente attenzione alla dimensione sociale del problema casa. Riduzione di politiche ad hoc e riduzione della loro “socialità” sono state invece più marcate in Italia, dove le politiche abitative tradizionali oggi sembrano “paralizzate” dalla dimensione e complessità dei problemi in gioco, e quelle innovative non vanno oltre i risultati marginali del cosiddetto “housing sociale” pubblico-privato. Sia in un caso che nell’altro, allora, acquistano risalto quelle iniziative maggiormente caratterizzate in senso bottom up che si sono dimostrate capaci di risultati apprezzabili anche in tema di maggiore giustizia sociale; con l’effetto non secondario di assumere anche valore simbolico ed esemplare. Al riguardo, oltre ad aggiornare lo sfondo problematico generale, il contributo pone precisa attenzione al caso dei Community Land Trust, organizzazioni comunitarie no-profit che, nel panorama statunitense e recentemente in quello europeo, agiscono come strumento di giustizia sociale per garantire l’accesso alla casa alle popolazioni a basso reddito promuovendo inoltre pratiche di rigenerazione urbana. Il caso considerato è il DNI Community Land Trust, uno dei “fondi terrieri comunitari” più longevi degli Stati Uniti, localizzato nella città di Boston.
2018
social housing; urban practices; social exclusion/integration
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
La casa e l’abitare. Quali alternative al neoliberismo nella costruzione della città? / Santangelo, S.; Del Re, N.. - In: URBANISTICA. - ISSN 0042-1022. - 162(2018), pp. 115-120.
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