Il 15 aprile 2020 è stata promossa da tre dei principali enti di riferimento, istituzionali e non, la Carta etica del tutore volontario1 . La redazione della Carta Etica è infatti frutto del lavoro coordinato dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia (AIMMF) e di Save The Children Italia. La Carta Etica si colloca nel lavoro di un’ampia seria di organi istituzionali, di organizzazioni non governative e di associazioni della società civile al fine di promuovere l’art. 11 della legge n. 47/2017: l’istituzione di un Elenco di tutori volontari, disponibili ad assumere la tutela di un minorenne straniero non accompagnato, in ogni Tribunale per i Minorenni. La figura del tutore volontario è stata definita da AGIA come simbolo di una “genitorialità sociale”2 per l’apporto potenziale alla vita del minore straniero non accompagnato (MSNA), simile a quello di un genitore nella possibilità di guida e di orientamento per chi è privo di riferimenti nel Paese d’accoglienza. Il percorso per giungere, attraverso la legge 47 ad una definizione attuativa relativa alla tutela volontaria era cominciato nel 2014 sempre per un’iniziativa inter-istituzionale promossa dall’Ufficio del Garante Nazionale in collaborazione con Defence for Children. In quell’occasione, sulla base di 10 standard sulla tutela definiti in sede internazionale e approvati dal Consiglio d’Europa3 , una commissione consultiva era giunta dopo diversi mesi di lavoro a formulare nel 2015 un documento di proposta che enucleava i principi fondamentali che avrebbero dovuto orientare, sia dal punto di vista etico, sia da quello procedurale, l’istituto nella sua necessaria adesione e coerenza con la normativa internazionale e internazionale.4 Il documento nel 2015 rilevava come in Italia “il sistema di tutela non [era] regolamentato e non [era] dotato di un percorso formativo adeguato e omogeneo per le persone che si rendono disponibili a svolgere il ruolo di tutore” auspicando “un sistema di supporto e accompagnamento ma anche di monitoraggio della loro attività” una volta nominati, sia attraverso azioni dirette nei loro confronti che con azioni di contesto. Alcuni passi in avanti sono stati fatti per ciò che concerne la tutela dei minori non accompagnati, tuttavia ad oggi molto resta da compiere per il raggiungimento dell’obiettivo. Questa nuova carta rinnova lo sforzo di fornire ai tutori volontari un supporto per assumere decisioni nel superiore interesse del minore in situazioni di incertezza al fine di assicurare la preminenza di tale interesse così come previsto dalla Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia edell’Adolescenza. Il documento è ideato col fine di orientare le funzioni dei tutori ma anche come strumento teso a favorire la consapevolezza e la partecipazione dei minorenni qualora il tutore agisse comportamenti difformi da quanto prevede la nostra legislazione. La Carta si compone di 17 principi che il tutore si impegna a rispettare mentre il minore può, di sua sponte, comunicarne un’eventuale violazione. Tra i principi previsti sono ricompresi la dichiarazione di impegno del tutore a promuovere e tutelare i diritti del MSNA, sviluppare un rapporto di fiducia, rispettare la cultura di provenienza di questi, oltre ad evitare situazioni di disagio, vergogna, pericolo o rischio per il ragazzo. Il tutore deve curare gli aspetti finanziari ed attuare inoltre una corretta amministrazione dei beni del tutelato nel suo esclusivo interesse, secondo la normativa operante in tema ditutela.

Quando il tutore ha bisogno di supporto: un focus sulla relazione fra minore e tutore. Note e Riflessioni in occasione della Carta Etica del tutore volontario di recentemente pubblicata / Lunardini, Marianna. - (2020).

Quando il tutore ha bisogno di supporto: un focus sulla relazione fra minore e tutore. Note e Riflessioni in occasione della Carta Etica del tutore volontario di recentemente pubblicata.

Lunardini, Marianna
Primo
2020

Abstract

Il 15 aprile 2020 è stata promossa da tre dei principali enti di riferimento, istituzionali e non, la Carta etica del tutore volontario1 . La redazione della Carta Etica è infatti frutto del lavoro coordinato dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia (AIMMF) e di Save The Children Italia. La Carta Etica si colloca nel lavoro di un’ampia seria di organi istituzionali, di organizzazioni non governative e di associazioni della società civile al fine di promuovere l’art. 11 della legge n. 47/2017: l’istituzione di un Elenco di tutori volontari, disponibili ad assumere la tutela di un minorenne straniero non accompagnato, in ogni Tribunale per i Minorenni. La figura del tutore volontario è stata definita da AGIA come simbolo di una “genitorialità sociale”2 per l’apporto potenziale alla vita del minore straniero non accompagnato (MSNA), simile a quello di un genitore nella possibilità di guida e di orientamento per chi è privo di riferimenti nel Paese d’accoglienza. Il percorso per giungere, attraverso la legge 47 ad una definizione attuativa relativa alla tutela volontaria era cominciato nel 2014 sempre per un’iniziativa inter-istituzionale promossa dall’Ufficio del Garante Nazionale in collaborazione con Defence for Children. In quell’occasione, sulla base di 10 standard sulla tutela definiti in sede internazionale e approvati dal Consiglio d’Europa3 , una commissione consultiva era giunta dopo diversi mesi di lavoro a formulare nel 2015 un documento di proposta che enucleava i principi fondamentali che avrebbero dovuto orientare, sia dal punto di vista etico, sia da quello procedurale, l’istituto nella sua necessaria adesione e coerenza con la normativa internazionale e internazionale.4 Il documento nel 2015 rilevava come in Italia “il sistema di tutela non [era] regolamentato e non [era] dotato di un percorso formativo adeguato e omogeneo per le persone che si rendono disponibili a svolgere il ruolo di tutore” auspicando “un sistema di supporto e accompagnamento ma anche di monitoraggio della loro attività” una volta nominati, sia attraverso azioni dirette nei loro confronti che con azioni di contesto. Alcuni passi in avanti sono stati fatti per ciò che concerne la tutela dei minori non accompagnati, tuttavia ad oggi molto resta da compiere per il raggiungimento dell’obiettivo. Questa nuova carta rinnova lo sforzo di fornire ai tutori volontari un supporto per assumere decisioni nel superiore interesse del minore in situazioni di incertezza al fine di assicurare la preminenza di tale interesse così come previsto dalla Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia edell’Adolescenza. Il documento è ideato col fine di orientare le funzioni dei tutori ma anche come strumento teso a favorire la consapevolezza e la partecipazione dei minorenni qualora il tutore agisse comportamenti difformi da quanto prevede la nostra legislazione. La Carta si compone di 17 principi che il tutore si impegna a rispettare mentre il minore può, di sua sponte, comunicarne un’eventuale violazione. Tra i principi previsti sono ricompresi la dichiarazione di impegno del tutore a promuovere e tutelare i diritti del MSNA, sviluppare un rapporto di fiducia, rispettare la cultura di provenienza di questi, oltre ad evitare situazioni di disagio, vergogna, pericolo o rischio per il ragazzo. Il tutore deve curare gli aspetti finanziari ed attuare inoltre una corretta amministrazione dei beni del tutelato nel suo esclusivo interesse, secondo la normativa operante in tema ditutela.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1486207
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