Between the Renaissance and the Baroque eras, perspective is expressed in different forms in the applied arts, from architectural perspectives, to the great anamorphoses and to theatrical scenographies. Its "practical construction" assumes a central role, at-tracting the interest of artists and mathematicians who alternated theoretical speculations with practical experimental solutions. The perspective building sites of the time became real natural-scale laboratories, where projective operations acquired physical form. Reproduced on site by means of ropes, shafts and lamps, they allowed the experimental verification of the enunciated theories. In these workshops of illusion, theoretical abstraction found its raison d’etre, revealing that fortunate union between art and science on which perspective tradition is based. This operational practice is evidence in a fragmentary way of the perspective treaties of the time, in particular with regard to the chapters dedicated to application. A critical transversal reading has permitted definition of a common modus operandi, based on the projective principles of perspective itself and which resolves the problem of construction of the traces in terms of absolute generalization.

Tra Rinascimento e Barocco la prospettiva si declina in diverse forme nelle arti applicate, dalle prospettive architettoniche, alle grandi anamorfosi, alle scenografie teatrali. La sua “costruzione” in opera assunse un ruolo centrale, al punto di attrarre l’interesse di artisti e matematici che alternarono speculazioni di carattere teorico a soluzioni pratiche di tipo sperimentale. I cantieri prospettici del tempo divennero dei veri e propri laboratori in scala naturale, in cui le operazioni proiettive acquisivano forma fisica. Riprodotte in opera per mezzo di funi, aste e lumi queste consentivano la verifica sperimentale delle teorie enunciate. In questi luoghi di fabbrica-zione dell’illusione l’astrazione teorica trovava la sua ragione operativa, palesando quel fortunoso connubio fra arte e scienza su cui la tradizione prospettica si fonda. Di questa prassi operativa si ha testimonianza in modo frammentario nei trattati di prospettiva del tempo, nei capitoli dedicati alle applicazioni. Una lettura critica di tipo trasversale ha permesso di delineare un modus operandi comune, che si fonda sui principi proiettivi della prospettiva stessa e che risolve il problema della costruzione dei tracciati in termini di assoluta generalizzazione.

Perspective ingenuity. Methods and tools for the construction of applied perspective / Salvatore, Marta. - In: DISEGNO. - ISSN 2533-2899. - 6:(2020), pp. 95-108. [https://doi.org/10.26375/disegno.6.2020.11]

Perspective ingenuity. Methods and tools for the construction of applied perspective

Marta Salvatore
2020

Abstract

Between the Renaissance and the Baroque eras, perspective is expressed in different forms in the applied arts, from architectural perspectives, to the great anamorphoses and to theatrical scenographies. Its "practical construction" assumes a central role, at-tracting the interest of artists and mathematicians who alternated theoretical speculations with practical experimental solutions. The perspective building sites of the time became real natural-scale laboratories, where projective operations acquired physical form. Reproduced on site by means of ropes, shafts and lamps, they allowed the experimental verification of the enunciated theories. In these workshops of illusion, theoretical abstraction found its raison d’etre, revealing that fortunate union between art and science on which perspective tradition is based. This operational practice is evidence in a fragmentary way of the perspective treaties of the time, in particular with regard to the chapters dedicated to application. A critical transversal reading has permitted definition of a common modus operandi, based on the projective principles of perspective itself and which resolves the problem of construction of the traces in terms of absolute generalization.
2020
Tra Rinascimento e Barocco la prospettiva si declina in diverse forme nelle arti applicate, dalle prospettive architettoniche, alle grandi anamorfosi, alle scenografie teatrali. La sua “costruzione” in opera assunse un ruolo centrale, al punto di attrarre l’interesse di artisti e matematici che alternarono speculazioni di carattere teorico a soluzioni pratiche di tipo sperimentale. I cantieri prospettici del tempo divennero dei veri e propri laboratori in scala naturale, in cui le operazioni proiettive acquisivano forma fisica. Riprodotte in opera per mezzo di funi, aste e lumi queste consentivano la verifica sperimentale delle teorie enunciate. In questi luoghi di fabbrica-zione dell’illusione l’astrazione teorica trovava la sua ragione operativa, palesando quel fortunoso connubio fra arte e scienza su cui la tradizione prospettica si fonda. Di questa prassi operativa si ha testimonianza in modo frammentario nei trattati di prospettiva del tempo, nei capitoli dedicati alle applicazioni. Una lettura critica di tipo trasversale ha permesso di delineare un modus operandi comune, che si fonda sui principi proiettivi della prospettiva stessa e che risolve il problema della costruzione dei tracciati in termini di assoluta generalizzazione.
perspective; architectural perspectives; scenographies, anamorphoses; perspective machines
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Perspective ingenuity. Methods and tools for the construction of applied perspective / Salvatore, Marta. - In: DISEGNO. - ISSN 2533-2899. - 6:(2020), pp. 95-108. [https://doi.org/10.26375/disegno.6.2020.11]
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