La valutazione dell'efficienza energetica degli edifici storici costituisce un tema di grande attualità, poiché le direttive europee fissando una forte riduzione delle emissioni climateranti e imponendo l'incremento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, portano alla ribalta della disciplina del restauro questioni di retrofit energetico, fino ad oggi interesse di un ristretto ambito di studiosi. Sono molti gli aspetti da sciogliere nell'elaborazione di un sistema conoscitivo e metaprogettuale che possa condurre alla definizione di linee guida per la progettazione del retrofit energetico, perché la ricerca contemporanea fino ad oggi ha privilegiato l'indagine su aspetti che riguardano le forme di produzione, meno sull'applicabilità delle tecnologie innovative al costruito, il quale, invece, richiede di essere accuratamente ascoltato affinché le modificazioni, che di necessità devono essere introdotte nel processo di riqualificazione, non comportino una alterazione profonda e grossolana delle proprietà strutturali del sistema ambientale proprio dell'esistente storico. L'atteggiamento sistemico evidente nei protocolli in uso per la stima dell'efficienza energetica delle preesistenze edilizie, è quello sottoporre a valutazione il bilancio termico tra una costruzione e il suo ambiente esterno attraverso modelli di calcolo che si prestano a quantificare il fabbisogno energetico dell'edificio, vagliato in funzione delle proprietà di trasmittanza specificate in relazione a ciascuna componente costruttiva presente. La valutazione incentrata esclusivamente sulla tecnologia costruttiva dell'involucro e la quantificazione dello scambio termico tra ambiente interno ed esterno rivela una scarsa attenzione per le particolarità strutturali delle forme aggregate tipiche dell'edilizia storica. Nel processo di semplificazione delle procedure, la normativa sembra aver tralasciato la cura di molti aspetti che, invece, sono propri dell'edilizia storica preindustriale e la distinguono dal cumulo dell'edificato esistente, come, ad esempio:1) la scalarità del sistema insediativo, 2) i caratteri costruttivi storici, degradi, restauri e discontinuità murarie. I modelli di valutazione delle prestazioni energetiche consentono di modellare matematicamente il comportamento termico di edifici caratterizzati da alterazioni introdotte dal tempo oltre che da modificazioni di tipo antropico, non sono ancora disponibili sul mercato. I software in uso non sono sufficientemente evoluti per poter considerare nelle forme più opportune le specificità e i problemi di un tale genere di murature. Rispetto alla mancanza di software di calcolo effettivamente in grado di valutare le prestazioni energetiche degli edifici storici con metodologie dedicate e non mutuate da sistemi usati per le nuove costruzioni, si auspica che il legislatore rinunci alla pretesa di "adeguamento" ai rigidi requisiti prescritti dalla normativa italiana, in favore di un miglioramento compatibile con le esigenze di tutela. La varioazione dei Modelli di valutazione della modificabilità del sistema . Accertata la necessità di osservare il costruito storico da una prospettiva scalare, è doveroso interrogarsi sulla sostenibilità degli interventi diretti all'incremento delle caratteristiche energetiche e alla compensazione delle discrepanze esistenti tra i livelli di prestazionali reali, quelli richiesti dai nuovi usi in funzione della compatibilità delle azioni restaurative. La ricerca ha cercato di ricomporre il sistema multiscalare e multidimensionale che è alla base della struttura urbana di cui gli edifici storici, siano essi edilizia di base o specialistica, sono parte, portando al vaglio le molte componenti che in questo sistema interagiscono con la questione energetica del costruito esistente. Le complessità delle relazioni tra gli elementi della composizione, hanno bisogno ancora di essere del tutto sciolte e integrata attraverso la completa fusione dei protocolli. A tal fine sarebbe necessaria una fattiva collaborazione multidisciplinare, dove i saperi degli architetti-restauratori, dei tecnologi e degli informatici si riuniscano per produrre una soluzione coordinata e completa.

Energia rinnovabile negli edifici storici. Un tema di restauro, una relazione da ripensare / Vitiello, Maria. - (2012), pp. 610-623. (Intervento presentato al convegno AID MONUMENTS conoscere progettare ricostruire tenutosi a Perugia).

Energia rinnovabile negli edifici storici. Un tema di restauro, una relazione da ripensare

Vitiello, Maria
Primo
2012

Abstract

La valutazione dell'efficienza energetica degli edifici storici costituisce un tema di grande attualità, poiché le direttive europee fissando una forte riduzione delle emissioni climateranti e imponendo l'incremento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, portano alla ribalta della disciplina del restauro questioni di retrofit energetico, fino ad oggi interesse di un ristretto ambito di studiosi. Sono molti gli aspetti da sciogliere nell'elaborazione di un sistema conoscitivo e metaprogettuale che possa condurre alla definizione di linee guida per la progettazione del retrofit energetico, perché la ricerca contemporanea fino ad oggi ha privilegiato l'indagine su aspetti che riguardano le forme di produzione, meno sull'applicabilità delle tecnologie innovative al costruito, il quale, invece, richiede di essere accuratamente ascoltato affinché le modificazioni, che di necessità devono essere introdotte nel processo di riqualificazione, non comportino una alterazione profonda e grossolana delle proprietà strutturali del sistema ambientale proprio dell'esistente storico. L'atteggiamento sistemico evidente nei protocolli in uso per la stima dell'efficienza energetica delle preesistenze edilizie, è quello sottoporre a valutazione il bilancio termico tra una costruzione e il suo ambiente esterno attraverso modelli di calcolo che si prestano a quantificare il fabbisogno energetico dell'edificio, vagliato in funzione delle proprietà di trasmittanza specificate in relazione a ciascuna componente costruttiva presente. La valutazione incentrata esclusivamente sulla tecnologia costruttiva dell'involucro e la quantificazione dello scambio termico tra ambiente interno ed esterno rivela una scarsa attenzione per le particolarità strutturali delle forme aggregate tipiche dell'edilizia storica. Nel processo di semplificazione delle procedure, la normativa sembra aver tralasciato la cura di molti aspetti che, invece, sono propri dell'edilizia storica preindustriale e la distinguono dal cumulo dell'edificato esistente, come, ad esempio:1) la scalarità del sistema insediativo, 2) i caratteri costruttivi storici, degradi, restauri e discontinuità murarie. I modelli di valutazione delle prestazioni energetiche consentono di modellare matematicamente il comportamento termico di edifici caratterizzati da alterazioni introdotte dal tempo oltre che da modificazioni di tipo antropico, non sono ancora disponibili sul mercato. I software in uso non sono sufficientemente evoluti per poter considerare nelle forme più opportune le specificità e i problemi di un tale genere di murature. Rispetto alla mancanza di software di calcolo effettivamente in grado di valutare le prestazioni energetiche degli edifici storici con metodologie dedicate e non mutuate da sistemi usati per le nuove costruzioni, si auspica che il legislatore rinunci alla pretesa di "adeguamento" ai rigidi requisiti prescritti dalla normativa italiana, in favore di un miglioramento compatibile con le esigenze di tutela. La varioazione dei Modelli di valutazione della modificabilità del sistema . Accertata la necessità di osservare il costruito storico da una prospettiva scalare, è doveroso interrogarsi sulla sostenibilità degli interventi diretti all'incremento delle caratteristiche energetiche e alla compensazione delle discrepanze esistenti tra i livelli di prestazionali reali, quelli richiesti dai nuovi usi in funzione della compatibilità delle azioni restaurative. La ricerca ha cercato di ricomporre il sistema multiscalare e multidimensionale che è alla base della struttura urbana di cui gli edifici storici, siano essi edilizia di base o specialistica, sono parte, portando al vaglio le molte componenti che in questo sistema interagiscono con la questione energetica del costruito esistente. Le complessità delle relazioni tra gli elementi della composizione, hanno bisogno ancora di essere del tutto sciolte e integrata attraverso la completa fusione dei protocolli. A tal fine sarebbe necessaria una fattiva collaborazione multidisciplinare, dove i saperi degli architetti-restauratori, dei tecnologi e degli informatici si riuniscano per produrre una soluzione coordinata e completa.
2012
AID MONUMENTS conoscere progettare ricostruire
MCDA; Multi-Criteria Decision Aid; prestazioni energetiche; modelli di valutazione; scalarità sistema insediativo
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Energia rinnovabile negli edifici storici. Un tema di restauro, una relazione da ripensare / Vitiello, Maria. - (2012), pp. 610-623. (Intervento presentato al convegno AID MONUMENTS conoscere progettare ricostruire tenutosi a Perugia).
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