A Roma, nei pressi di Porta Ostiense, all’ombra della piramide di Caio Cestio si trova il “Cimitero dei Protestanti”. Lontano dal luogo d’inumazione degli impenitenti al Muro Torto, dove erano raccolti uomini eretici appartenenti a classi moralmente e socialmente più infime, al Testaccio, all’ombra del sepulcrum Remi, così la piramide era segnalata nei Mirabilia Urbis Romae, si trovano le tombe degli stranieri di ceto elevato che erano in contatto con le corti italiane. Si tratta in genere di aristocratici presenti a Roma per il “Gran Tour” e desiderosi di partecipare con pienezza al mondo dell’alta società romana. Questo luogo, amato e rappresentato dai vedutisti tra XVIII e XIX secolo per il senso di profonda melanconia che profonde, raccoglie tutte le contraddizioni di un popolo accogliente, ma al contempo intollerante verso uomini di credo diverso. Sia negli anni della Roma Pontificia, sia al tempo del Governatorato, il luogo dell’inumazione degli stranieri morti fuori dalla loro patria è vissuto come un territorio rinnegato, dimenticato finanche dalla pianificazione urbana, la cui sopravvivenza è il frutto di mediazioni e alleanze politiche, non già del rispetto degli uomini che vi riposano.

Il cimitero degli stranieri nella Roma pontificia. La storia, tra conservazione e trasformazione, di un giardino sorto ai piedi della Piramide / Vitiello, Maria. - (2019), pp. 169-180. (Intervento presentato al convegno Convegno Internazionale dell'Aisu tenutosi a Genova).

Il cimitero degli stranieri nella Roma pontificia. La storia, tra conservazione e trasformazione, di un giardino sorto ai piedi della Piramide

Vitiello, Maria
Primo
2019

Abstract

A Roma, nei pressi di Porta Ostiense, all’ombra della piramide di Caio Cestio si trova il “Cimitero dei Protestanti”. Lontano dal luogo d’inumazione degli impenitenti al Muro Torto, dove erano raccolti uomini eretici appartenenti a classi moralmente e socialmente più infime, al Testaccio, all’ombra del sepulcrum Remi, così la piramide era segnalata nei Mirabilia Urbis Romae, si trovano le tombe degli stranieri di ceto elevato che erano in contatto con le corti italiane. Si tratta in genere di aristocratici presenti a Roma per il “Gran Tour” e desiderosi di partecipare con pienezza al mondo dell’alta società romana. Questo luogo, amato e rappresentato dai vedutisti tra XVIII e XIX secolo per il senso di profonda melanconia che profonde, raccoglie tutte le contraddizioni di un popolo accogliente, ma al contempo intollerante verso uomini di credo diverso. Sia negli anni della Roma Pontificia, sia al tempo del Governatorato, il luogo dell’inumazione degli stranieri morti fuori dalla loro patria è vissuto come un territorio rinnegato, dimenticato finanche dalla pianificazione urbana, la cui sopravvivenza è il frutto di mediazioni e alleanze politiche, non già del rispetto degli uomini che vi riposano.
2019
Convegno Internazionale dell'Aisu
cimitero acattolico; piramide; Roma
04 Pubblicazione in atti di convegno::04b Atto di convegno in volume
Il cimitero degli stranieri nella Roma pontificia. La storia, tra conservazione e trasformazione, di un giardino sorto ai piedi della Piramide / Vitiello, Maria. - (2019), pp. 169-180. (Intervento presentato al convegno Convegno Internazionale dell'Aisu tenutosi a Genova).
File allegati a questo prodotto
File Dimensione Formato  
Vitiello_Cimitero-stranieri-Roma_2019.pdf

solo gestori archivio

Tipologia: Versione editoriale (versione pubblicata con il layout dell'editore)
Licenza: Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione 5.35 MB
Formato Adobe PDF
5.35 MB Adobe PDF   Contatta l'autore

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1383037
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact