Starting from a systematic survey of the "combustion structures" for ceramics attested in the Italian peninsula during the Bronze Age (2200-950 BC) and the Iron Age (950-725 BC), this Paper will propose the reconstruction of different kiln types, paying attention also to the production areas where they have been identified- The main goal is to more accurately characterize this type of evidence, underlining similarities, differences and common aspects even among different sites during the chronological period under examination. The typology presented here turns out to be an original extension of those proposed so far (CUOMO DI CAPRIO 1971, NEGRONI CATACCHIO 1995, IAIA 2009, LEVI 2010, MOFFA 2014) and is made up of five types of furnaces: Open Firing (1); Pit Firing (2); Two pits Kiln with horizontale (3.1) or vertical structure (3.2); Single deep pit with vertical structure without perforated floor (4.1) or with perforated floor (4.2); and Fixed in stonework (5) The chrono-typological articulation of kilns not only reflects technical developments, namely the shift from simple kilns during earlier periods to more complex structures in later times, but it is also related to the organization of production during the Bronze Age and the Iron Age. The simplest types turn out to be the older ones, however, they are never wholly abandoned, and they are documented alongside the more recent types (even within the same sites), probably as a response to the need for producing different ceramic classes. The installation of such more complex kiln types is therefore put in relation to more specialized forms of craftsmanship, as evidenced by the presence of proper production areas in various sites. The work presented here, therefore, allows a more precise definition of both the ceramic cooking structures and the production areas. Thanks to an original and detailed type of evidence, which compares these archaeological data with ethno-archaeological and experimental studies, we can better understand a specific class of data, that of the "combustion structures", so much present in the investigated contexts.

Partendo da una ricognizione sistematica delle “strutture di combustione” per ceramica attestate nella penisola italiana durante l’Età del Bronzo (2200-950 a.C.) e l’Età del Ferro (950-725 a.C.) si è ottenuta una ricostruzione formale dei differenti tipi di fornaci, prestando attenzione anche alle aree produttive dove esse sono state individuate. In questo modo è stato possibile caratterizzare più puntualmente questo tipo di evidenze, sottolineando somiglianze, differenze e aspetti comuni anche tra siti diversi durante l’arco cronologico in esame. La tipologia qui presentata risulta essere un ampliamento originale di quelle finora proposte (CUOMO DI CAPRIO 1971, NEGRONI CATACCHIO 1995, IAIA 2009, LEVI 2010, MOFFA 2014) ed è formata da cinque tipi di fornaci: “A Cielo Aperto” o “A Catasta” (1); A Camera Unica (2); A due fosse con struttura orizzontale (3.1) o verticale (3.2); a fossa singola profonda senza diaframma (4.1) o con diaframma (4.2); e fissa in muratura (5). L’analisi dell’articolazione crono-tipologica delle fornaci non solo riflette uno sviluppo tecnologico, nel senso che dai tipi più semplici dei periodi più antichi si passa a strutture più complesse dei periodi più recenti, ma è anche da connettere con l’organizzazione della produzione artigianale durante l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro. I tipi più semplici, infatti, risultano essere i più vecchi, tuttavia, non vengono mai completamente abbandonati, e sono documentati insieme ai tipi più recenti (anche all'interno degli stessi siti), probabilmente come risposta alla necessità di produrre classi ceramiche diverse. L'installazione di tipi di fornaci via via più complesse è quindi da mettere relazione con forme più specializzate di artigianato, come evidenziato dalla presenza di apposite aree di produzione in vari siti. Il lavoro qui presentato, quindi, permette una definizione più puntuale sia delle strutture per la cottura della ceramica che delle area produttive. Grazie ad una tipologia originale e dettagliata delle evidenze, che al confronto tra queste dato archeologico e studi etno-archeologici e speriamentali, è possibile comprendere meglio una particolare classe di dati, quella delle “strutture di combustione” cosi presente nei contesti indagati.

Fornaci per ceramica ed aree produttive in Italia tra Età del Bronzo ed Età del Ferro. Una proposta di classificazione tipologica / Sotgia, Agostino. - In: IPOTESI DI PREISTORIA. - ISSN 1974-7985. - 12:(2019), pp. 301-318. [10.6092/issn.1974-7985/10313]

Fornaci per ceramica ed aree produttive in Italia tra Età del Bronzo ed Età del Ferro. Una proposta di classificazione tipologica

Agostino Sotgia
2019

Abstract

Starting from a systematic survey of the "combustion structures" for ceramics attested in the Italian peninsula during the Bronze Age (2200-950 BC) and the Iron Age (950-725 BC), this Paper will propose the reconstruction of different kiln types, paying attention also to the production areas where they have been identified- The main goal is to more accurately characterize this type of evidence, underlining similarities, differences and common aspects even among different sites during the chronological period under examination. The typology presented here turns out to be an original extension of those proposed so far (CUOMO DI CAPRIO 1971, NEGRONI CATACCHIO 1995, IAIA 2009, LEVI 2010, MOFFA 2014) and is made up of five types of furnaces: Open Firing (1); Pit Firing (2); Two pits Kiln with horizontale (3.1) or vertical structure (3.2); Single deep pit with vertical structure without perforated floor (4.1) or with perforated floor (4.2); and Fixed in stonework (5) The chrono-typological articulation of kilns not only reflects technical developments, namely the shift from simple kilns during earlier periods to more complex structures in later times, but it is also related to the organization of production during the Bronze Age and the Iron Age. The simplest types turn out to be the older ones, however, they are never wholly abandoned, and they are documented alongside the more recent types (even within the same sites), probably as a response to the need for producing different ceramic classes. The installation of such more complex kiln types is therefore put in relation to more specialized forms of craftsmanship, as evidenced by the presence of proper production areas in various sites. The work presented here, therefore, allows a more precise definition of both the ceramic cooking structures and the production areas. Thanks to an original and detailed type of evidence, which compares these archaeological data with ethno-archaeological and experimental studies, we can better understand a specific class of data, that of the "combustion structures", so much present in the investigated contexts.
2019
Partendo da una ricognizione sistematica delle “strutture di combustione” per ceramica attestate nella penisola italiana durante l’Età del Bronzo (2200-950 a.C.) e l’Età del Ferro (950-725 a.C.) si è ottenuta una ricostruzione formale dei differenti tipi di fornaci, prestando attenzione anche alle aree produttive dove esse sono state individuate. In questo modo è stato possibile caratterizzare più puntualmente questo tipo di evidenze, sottolineando somiglianze, differenze e aspetti comuni anche tra siti diversi durante l’arco cronologico in esame. La tipologia qui presentata risulta essere un ampliamento originale di quelle finora proposte (CUOMO DI CAPRIO 1971, NEGRONI CATACCHIO 1995, IAIA 2009, LEVI 2010, MOFFA 2014) ed è formata da cinque tipi di fornaci: “A Cielo Aperto” o “A Catasta” (1); A Camera Unica (2); A due fosse con struttura orizzontale (3.1) o verticale (3.2); a fossa singola profonda senza diaframma (4.1) o con diaframma (4.2); e fissa in muratura (5). L’analisi dell’articolazione crono-tipologica delle fornaci non solo riflette uno sviluppo tecnologico, nel senso che dai tipi più semplici dei periodi più antichi si passa a strutture più complesse dei periodi più recenti, ma è anche da connettere con l’organizzazione della produzione artigianale durante l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro. I tipi più semplici, infatti, risultano essere i più vecchi, tuttavia, non vengono mai completamente abbandonati, e sono documentati insieme ai tipi più recenti (anche all'interno degli stessi siti), probabilmente come risposta alla necessità di produrre classi ceramiche diverse. L'installazione di tipi di fornaci via via più complesse è quindi da mettere relazione con forme più specializzate di artigianato, come evidenziato dalla presenza di apposite aree di produzione in vari siti. Il lavoro qui presentato, quindi, permette una definizione più puntuale sia delle strutture per la cottura della ceramica che delle area produttive. Grazie ad una tipologia originale e dettagliata delle evidenze, che al confronto tra queste dato archeologico e studi etno-archeologici e speriamentali, è possibile comprendere meglio una particolare classe di dati, quella delle “strutture di combustione” cosi presente nei contesti indagati.
kilns; production areas; craftsmanship; proto-history; italy; typology
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
Fornaci per ceramica ed aree produttive in Italia tra Età del Bronzo ed Età del Ferro. Una proposta di classificazione tipologica / Sotgia, Agostino. - In: IPOTESI DI PREISTORIA. - ISSN 1974-7985. - 12:(2019), pp. 301-318. [10.6092/issn.1974-7985/10313]
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