It is widely recognized that geographic and topographic maps are the synoptic representation of the reality, in which overlapping spatial elements and phenomena are displayed so that each element, natural or artificial, projected onto the map, can be read in its context or examined in detail.This implies that each single map can provide several levels of visualization of the underlying spatial relationships among elements, given its graphic scale. The map, through its graphic and chromatic language, can highlight some phenomena by elaborating themes that allow for reading specific aspects of a territory or a city. Using the method of cartographic projections, the map can resemble more effectively the complex, three-dimensional reality on a plane through a simpler and more specific language. This language is indeed based on symbols, colors and graphic conventions that are all displayed in the map’s legend. Therefore, the color plays an important role in the build-up of the map as it encloses a coded message. Regulation on how to measure territories and how to construct maps, such as Gregorian land registry, already existed in the early Nineteenth century. These regulations provided precise and detailed instructions about measuring a territory, as well representing it with specific colors and symbols. With reference to historical and current regulation, the contribution aims at highlighting the efficiency of the chromatic representation in empowering the perception of the third dimension, that is, a distinguished feature that makes maps a valuable tool to better understand the reality of territories.

È noto che nelle mappe geografiche e topografiche si ha una rappresentazione sinottica della realtà in cui gli elementi e i fenomeni che spazialmente si sovrappongono vengono visualizzati in modo tale che ciascun elemento, naturale o artificiale che sia, proiettato sulla carta, possa essere letto nel contesto o estrapolato nel particolare. Ciò significa che una carta, a seconda della scala grafica in cui è stata redatta, consente diversi livelli di visualizzazione, affinché le informazioni che in essa vengono descritte risultino evidenti insieme alle relazioni che intercorrono tra gli elementi spaziali rappresentati. La carta attraverso il suo linguaggio grafico e cromatico può evidenziare alcuni fenomeni elaborando delle tematizzazioni che nello specifico consentono una lettura di un aspetto in particolare del territorio o di una città. Attraverso un linguaggio specifico costituito da simboli, colori e convenzioni grafiche evidenziati nella legenda e attraverso il metodo delle proiezioni cartografiche viene in tal modo rappresentata la realtà tridimensionale su di un piano che corrisponde alla mappa. Il colore assume quindi, nella realizzazione di una carta, un ruolo predominante che esprime un messaggio in codice. Già nell’Ottocento i regolamenti relativi alla misurazione dei terreni e alla formazione delle mappe, come ad esempio quello del catasto gregoriano, prevedevano precise e dettagliate indicazioni non solo su come rilevare il terreno ma anche su come rappresentarlo utilizzando colori insieme a segni e nomenclature particolari. Il contributo si propone, in riferimento a “normative” ed “istruzioni” del passato e contemporanei, di evidenziare l’efficacia della rappresentazione cromatica utilizzata nelle mappe nel rafforzare la visualizzazione della terza dimensione, caratteristica che rende la carta un valido strumento di conoscenza della realtà e dei paesaggi territoriali che in essa sono descritti.

La rappresentazione cromatica del territorio nelle mappe tra Ottocento e Novecento. Alcuni esempi / Martone, Maria; Giugliano, Alessandra Marina. - ELETTRONICO. - Vol. XIV A(2018), pp. 234-245. ((Intervento presentato al convegno XIV Conferenza del Colore tenutosi a Firenze.

La rappresentazione cromatica del territorio nelle mappe tra Ottocento e Novecento. Alcuni esempi

Martone, Maria;Giugliano, Alessandra Marina
2018

Abstract

È noto che nelle mappe geografiche e topografiche si ha una rappresentazione sinottica della realtà in cui gli elementi e i fenomeni che spazialmente si sovrappongono vengono visualizzati in modo tale che ciascun elemento, naturale o artificiale che sia, proiettato sulla carta, possa essere letto nel contesto o estrapolato nel particolare. Ciò significa che una carta, a seconda della scala grafica in cui è stata redatta, consente diversi livelli di visualizzazione, affinché le informazioni che in essa vengono descritte risultino evidenti insieme alle relazioni che intercorrono tra gli elementi spaziali rappresentati. La carta attraverso il suo linguaggio grafico e cromatico può evidenziare alcuni fenomeni elaborando delle tematizzazioni che nello specifico consentono una lettura di un aspetto in particolare del territorio o di una città. Attraverso un linguaggio specifico costituito da simboli, colori e convenzioni grafiche evidenziati nella legenda e attraverso il metodo delle proiezioni cartografiche viene in tal modo rappresentata la realtà tridimensionale su di un piano che corrisponde alla mappa. Il colore assume quindi, nella realizzazione di una carta, un ruolo predominante che esprime un messaggio in codice. Già nell’Ottocento i regolamenti relativi alla misurazione dei terreni e alla formazione delle mappe, come ad esempio quello del catasto gregoriano, prevedevano precise e dettagliate indicazioni non solo su come rilevare il terreno ma anche su come rappresentarlo utilizzando colori insieme a segni e nomenclature particolari. Il contributo si propone, in riferimento a “normative” ed “istruzioni” del passato e contemporanei, di evidenziare l’efficacia della rappresentazione cromatica utilizzata nelle mappe nel rafforzare la visualizzazione della terza dimensione, caratteristica che rende la carta un valido strumento di conoscenza della realtà e dei paesaggi territoriali che in essa sono descritti.
978-88-99513-08-5
It is widely recognized that geographic and topographic maps are the synoptic representation of the reality, in which overlapping spatial elements and phenomena are displayed so that each element, natural or artificial, projected onto the map, can be read in its context or examined in detail.This implies that each single map can provide several levels of visualization of the underlying spatial relationships among elements, given its graphic scale. The map, through its graphic and chromatic language, can highlight some phenomena by elaborating themes that allow for reading specific aspects of a territory or a city. Using the method of cartographic projections, the map can resemble more effectively the complex, three-dimensional reality on a plane through a simpler and more specific language. This language is indeed based on symbols, colors and graphic conventions that are all displayed in the map’s legend. Therefore, the color plays an important role in the build-up of the map as it encloses a coded message. Regulation on how to measure territories and how to construct maps, such as Gregorian land registry, already existed in the early Nineteenth century. These regulations provided precise and detailed instructions about measuring a territory, as well representing it with specific colors and symbols. With reference to historical and current regulation, the contribution aims at highlighting the efficiency of the chromatic representation in empowering the perception of the third dimension, that is, a distinguished feature that makes maps a valuable tool to better understand the reality of territories.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1201982
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