Con la legge del 17 maggio del 1928, n.1094, fu istituita in Italia l'Azienda Autonoma statale della strada (AA.SS), nata sotto l’egida del regime fascista ed avviata in tempi brevi ad organica soluzione direttamente da Mussolini al fine di gestire le strade di interesse statale. L’eredità raccolta dall’Ente nel luglio del 1928, quando iniziò ufficialmente la sua attività, fu un sistema stradale lasciato in pessime condizioni dalle passate Amministrazioni del Genio Civile e Provinciale. Lo stato di conservazione della maggior parte delle carreggiate erano quello del “macadam”, nonostante l’attività incessante dei cantonieri, poiché la pavimentazione del tempo risultava obsoleta e inadeguata al crescente traffico veicolare sul territorio. Una memoria storica di questa struttura organizzativa territoriale è ancora oggi rappresentata dalle case cantoniere, costruite dal 1830 sino alla fine degli anni Trenta del secolo scorso lungo le strade statali con la finalità di ospitare chi avrebbe garantito una presenza lavorativa e manutentiva del cantone sul territorio, anche in relazione alle opere di bonifica realizzate durante il Ventennio e la nascita delle città di nuova fondazione. Questa tipologia di architettura, che oggi non ricopre più quella funzione primaria di ospitalità ed operatività del personale di esercizio, rappresenta una icona della nostra storia, del nostro passato recente e con ogni probabilità anche del nostro prossimo futuro. Questo patrimonio architettonico minore è caratterizzato da una cifra stilistica piuttosto ricorrente, la presenza di una intonacatura delle facciate di un colore rosso “pompeiano", un caratteristico intonaco che si ritrova sovente nelle sue differenti tonalità anche nelle facciate del "moderno". A quell'epoca iniziavano ad essere utilizzati nuovi intonaci di spessore ridotto, quali “l'intonaco Terranova”, pubblicizzato nelle riviste architettoniche del periodo e utilizzato largamente dagli architetti razionalisti sia per il carattere innovativo che per la garanzia di ottenere superfici lisce e durevoli nel tempo. Il contributo si pone l’obbiettivo di indagare le ragioni più o meno evidenti per le quali una architettura così diffusa su tutto il territorio nazionale come le case cantoniere sia sempre stata contraddistinta dal rosso pompeiano dell'intonaco Terranova.

Un rosso pompeiano per la visibilità? Il caso delle Case Cantoniere italiane / Carnevali, Laura; Lanfranchi, Fabio; Menconero, Sofia; Russo, Michele. - ELETTRONICO. - XIV A(2018), pp. 199-210. ((Intervento presentato al convegno XIV Conferenza del Colore tenutosi a Firenze.

Un rosso pompeiano per la visibilità? Il caso delle Case Cantoniere italiane

laura carnevali;fabio lanfranchi;sofia menconero;michele russo
2018

Abstract

Con la legge del 17 maggio del 1928, n.1094, fu istituita in Italia l'Azienda Autonoma statale della strada (AA.SS), nata sotto l’egida del regime fascista ed avviata in tempi brevi ad organica soluzione direttamente da Mussolini al fine di gestire le strade di interesse statale. L’eredità raccolta dall’Ente nel luglio del 1928, quando iniziò ufficialmente la sua attività, fu un sistema stradale lasciato in pessime condizioni dalle passate Amministrazioni del Genio Civile e Provinciale. Lo stato di conservazione della maggior parte delle carreggiate erano quello del “macadam”, nonostante l’attività incessante dei cantonieri, poiché la pavimentazione del tempo risultava obsoleta e inadeguata al crescente traffico veicolare sul territorio. Una memoria storica di questa struttura organizzativa territoriale è ancora oggi rappresentata dalle case cantoniere, costruite dal 1830 sino alla fine degli anni Trenta del secolo scorso lungo le strade statali con la finalità di ospitare chi avrebbe garantito una presenza lavorativa e manutentiva del cantone sul territorio, anche in relazione alle opere di bonifica realizzate durante il Ventennio e la nascita delle città di nuova fondazione. Questa tipologia di architettura, che oggi non ricopre più quella funzione primaria di ospitalità ed operatività del personale di esercizio, rappresenta una icona della nostra storia, del nostro passato recente e con ogni probabilità anche del nostro prossimo futuro. Questo patrimonio architettonico minore è caratterizzato da una cifra stilistica piuttosto ricorrente, la presenza di una intonacatura delle facciate di un colore rosso “pompeiano", un caratteristico intonaco che si ritrova sovente nelle sue differenti tonalità anche nelle facciate del "moderno". A quell'epoca iniziavano ad essere utilizzati nuovi intonaci di spessore ridotto, quali “l'intonaco Terranova”, pubblicizzato nelle riviste architettoniche del periodo e utilizzato largamente dagli architetti razionalisti sia per il carattere innovativo che per la garanzia di ottenere superfici lisce e durevoli nel tempo. Il contributo si pone l’obbiettivo di indagare le ragioni più o meno evidenti per le quali una architettura così diffusa su tutto il territorio nazionale come le case cantoniere sia sempre stata contraddistinta dal rosso pompeiano dell'intonaco Terranova.
978-88-99513-08-5
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