Introduzione: la sclerostina (SC), prodotta dagli osteociti, è responsabile della ridotta formazione ossea. Studi in vitro ed in vivo hanno dimostrato l’espressione di SC nelle calcificazioni vascolari, tuttavia non è chiaro se la SC svolga un ruolo protettivo o favorente il processo aterosclerotico. Obiettivo primario: valutare l’espressione della SC nelle placche aterosclerotiche dei pazienti sottoposti a tromboendoarterectomia carotidea (TEA); obiettivi secondari: analizzare eventuali correlazioni tra espressione intraplacca e livelli sierici di SC e valutare eventuali differenze tra pazienti affetti e non affetti da diabete mellito tipo 2 (T2D). Materiali e Metodi: 46 pazienti (età:71.1±6.7 anni, 36 maschi), 15 con DT2, sono stati sottoposti ad intervento di TEA, esclusi pazienti con osteoporosi. L’espressione immunoistochimica della SC è stata valutata mediante anticorpo monoclonale. Sono state confrontate la tonaca intima e media. La placca è stata suddivisa in tre parti: centro, spalla e pericalcificazioni; infine, è stata valutata la componente cellulare: linfociti, macrofagi e fibrocellule. Risultati: la SC è stata riscontrata in tutti i campioni analizzati. La SC era maggiormente espressa a livello della tonaca media rispetto all’intima (p<0.0001) e nel centro rispetto alla spalla della placca (p<0.0001). La SC è stata individuata nei macrofagi e nelle fibrocellule ma non nei linfociti. Le fibrocellule mostravano livelli maggiori di SC rispetto ai macrofagi (p<0.0001). Nessuna correlazione è stata individuata tra i livelli sierici e l’espressione immunoistochimica della SC e nessuna differenza tra i pazienti con e senza DT2. Conclusioni: per la prima volta è stata rilevata l’espressione della SC nelle placche aterosclerotiche carotidee in pazienti affetti da malattia aterosclerotica severa con o senza DT2. Se si considera la calcificazione vascolare un evento favorente il processo aterosclerotico, la SC potrebbe svolgere un ruolo protettivo; invece, considerando la calcificazione un processo fisiologico atto a limitare le possibili complicanze dell’aterosclerosi l’espressione di SC svolgerebbe un ruolo di accelerazione del processo aterosclerotico.

Espressione di sclerostina nelle placche aterosclerotiche di pazienti sottoposti a tea carotidea / D'Onofrio, L; Leto, G; Lucantoni, F; Campagna, G; Foffi, C; Moretti, C; Carlone, A; Mignogna, Carmen; Luordi, C; Palermo, A; Massucci, M; Della Rocca, C; Bertoletti, G; Buzzetti, R. - (2018). ((Intervento presentato al convegno 27° Congresso Nazionale Società Italiana Diabetologia tenutosi a Rimini; Italy.

Espressione di sclerostina nelle placche aterosclerotiche di pazienti sottoposti a tea carotidea

D'ONOFRIO L;LETO G;LUCANTONI F;CAMPAGNA G;FOFFI C;MORETTI C;CARLONE A;MIGNOGNA, CARMEN;LUORDI C;PALERMO A;DELLA ROCCA C;BUZZETTI R
2018

Abstract

Introduzione: la sclerostina (SC), prodotta dagli osteociti, è responsabile della ridotta formazione ossea. Studi in vitro ed in vivo hanno dimostrato l’espressione di SC nelle calcificazioni vascolari, tuttavia non è chiaro se la SC svolga un ruolo protettivo o favorente il processo aterosclerotico. Obiettivo primario: valutare l’espressione della SC nelle placche aterosclerotiche dei pazienti sottoposti a tromboendoarterectomia carotidea (TEA); obiettivi secondari: analizzare eventuali correlazioni tra espressione intraplacca e livelli sierici di SC e valutare eventuali differenze tra pazienti affetti e non affetti da diabete mellito tipo 2 (T2D). Materiali e Metodi: 46 pazienti (età:71.1±6.7 anni, 36 maschi), 15 con DT2, sono stati sottoposti ad intervento di TEA, esclusi pazienti con osteoporosi. L’espressione immunoistochimica della SC è stata valutata mediante anticorpo monoclonale. Sono state confrontate la tonaca intima e media. La placca è stata suddivisa in tre parti: centro, spalla e pericalcificazioni; infine, è stata valutata la componente cellulare: linfociti, macrofagi e fibrocellule. Risultati: la SC è stata riscontrata in tutti i campioni analizzati. La SC era maggiormente espressa a livello della tonaca media rispetto all’intima (p<0.0001) e nel centro rispetto alla spalla della placca (p<0.0001). La SC è stata individuata nei macrofagi e nelle fibrocellule ma non nei linfociti. Le fibrocellule mostravano livelli maggiori di SC rispetto ai macrofagi (p<0.0001). Nessuna correlazione è stata individuata tra i livelli sierici e l’espressione immunoistochimica della SC e nessuna differenza tra i pazienti con e senza DT2. Conclusioni: per la prima volta è stata rilevata l’espressione della SC nelle placche aterosclerotiche carotidee in pazienti affetti da malattia aterosclerotica severa con o senza DT2. Se si considera la calcificazione vascolare un evento favorente il processo aterosclerotico, la SC potrebbe svolgere un ruolo protettivo; invece, considerando la calcificazione un processo fisiologico atto a limitare le possibili complicanze dell’aterosclerosi l’espressione di SC svolgerebbe un ruolo di accelerazione del processo aterosclerotico.
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