Il Concorso del 1967 per l’ampliamento degli uffici della Camera dei Deputati è un importante episodio nel panorama dell’architettura italiana del dopoguerra sia perché risulta essere uno dei rari casi di progettazione contemporanea nel cuore della città di Roma, sia per la partecipazione dei maggiori esponenti del pensiero architettonico italiano del tempo (dai maestri ai principali progettisti italiani allora molto giovani), sia per l’insolito esito che attraverso un ex equo rivela il fallimento del concorso e l’accesa disputa di quegli anni sulla città storica e contemporanea. I progetti del concorso, raccolti nell’interessante testo critico di Manfredo Tafuri, rivelano indubbiamente un’attenzione prioritaria alla forma architettonica dell’edificio e al suo funzionamento, ma ad un’attenta analisi è interessante vedere la centralità del progetto urbano che emerge in molti progetti come generatore o in ogni modo come imprescindibile dal contesto. Il paper intende quindi approfondire la progettazione dello spazio urbano più che dell’edificio architettonico contenuta nei progetti del concorso del 1967, le differenti metodologie progettuali e strategie di intervento, dalla piattaforma di Passarelli, alla colonna onoraria di Polesello, alle viste e gli scorci prospettici di Quaroni e Vaccaro. In tale senso viene approfondita la progettazione urbana dello stesso progetto di Basile del 1902 nell’interessante disegno di Piazza del Parlamento.

The design of public space in the historic city. The 1967 competition for the new offices of the Chamber of Deputies

Pia Marziano;Angela Fiorelli
2017

Abstract

Il Concorso del 1967 per l’ampliamento degli uffici della Camera dei Deputati è un importante episodio nel panorama dell’architettura italiana del dopoguerra sia perché risulta essere uno dei rari casi di progettazione contemporanea nel cuore della città di Roma, sia per la partecipazione dei maggiori esponenti del pensiero architettonico italiano del tempo (dai maestri ai principali progettisti italiani allora molto giovani), sia per l’insolito esito che attraverso un ex equo rivela il fallimento del concorso e l’accesa disputa di quegli anni sulla città storica e contemporanea. I progetti del concorso, raccolti nell’interessante testo critico di Manfredo Tafuri, rivelano indubbiamente un’attenzione prioritaria alla forma architettonica dell’edificio e al suo funzionamento, ma ad un’attenta analisi è interessante vedere la centralità del progetto urbano che emerge in molti progetti come generatore o in ogni modo come imprescindibile dal contesto. Il paper intende quindi approfondire la progettazione dello spazio urbano più che dell’edificio architettonico contenuta nei progetti del concorso del 1967, le differenti metodologie progettuali e strategie di intervento, dalla piattaforma di Passarelli, alla colonna onoraria di Polesello, alle viste e gli scorci prospettici di Quaroni e Vaccaro. In tale senso viene approfondita la progettazione urbana dello stesso progetto di Basile del 1902 nell’interessante disegno di Piazza del Parlamento.
978-88-941188-2-7
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