INTRODUZIONE: L’infezione da Clostridium difficile (CD) è tipicamente di origine nosocomiale e si manifesta con discreta frequenza anche con carattere epidemico. La gravità del quadro clinico è estremamente variabile: si può manifestare solo diarrea lieve, ma possono anche verificarsi quadri di estrema gravità, quali la colite pseudomembranosa, il megacolon tossico e la perforazione intestinale. La prevenzione dalla trasmissione del microrganismo e dell’infezione continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica e una difficile sfida nell’ ambito della prevenzione delle infezioni e della sicurezza dei pazienti. Dalle schede di rilevazione dei microrganismi sentinella che pervengono presso l’Unità Operativa di Igiene e Tecnica dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea è stato notato un aumento delle segnalazioni relative a tale batterio. Allo scopo di verificare la presenza di eventuali picchi di infezione e la necessità di mettere in atto misure aggiuntive di prevenzione è stata iniziato un approfondimento epidemiologico in collaborazione con l’unità di Microbiologia MATERIALI E METODI: Sono stati consultati i dati generali relativi al 2013 e ai primi quattro mesi del 2014. Parallelamente a questo è stato iniziato un approfondimento bibliografico per un aggiornamento sia sull’andamento nazionale ed internazionale di tale infezione sia sulle linee guida relative al controllo e alla prevenzione di tali infezione. RISULTATI: Dai dati è risultato che nel 2013 i ceppi isolati sono stati 71 in totale, a fronte di 34 ceppi isolati da Gennaio a Aprile 2014. La distribuzione sembra essere omogenea nei diversi reparti, ad eccezione di un maggior numero di isolamenti presso il Pronto Soccorso e la Medicina di Urgenza. Dalla ricerca bibliografica è emerso che una recente indagine portata avanti in 103 ospedali italiani ha mostrato che negli anni 2010-2011 il tasso di campioni esaminati dai laboratori di microbiologia e stato di 35/1.000 ricoveri e di 46/10.000 giornate di degenza. Dai dati forniti da 63 su 103 ospedali sono risultati tassi di malattia di 1/1.000 ricoveri e 3,6/10.000 giornate di degenza. Il 79% dei centri applica regolarmente le precauzioni da contatto per i malati infetti da CD, il 62% ha organizzato iniziative di formazione/informazione per gli operatori sanitari e il 46% ha reso disponibili per malati, familiari e/o visitatori opuscoli/depliant informativi su tale infezione. CONCLUSIONI: A partire dall’analisi dei dati e dalla ricerca bibliografica sono state ipotizzate diverse modalità di intervento per la prevenzione ed il controllo dell’infezione da CD. Partendo dalla consapevolezza che è ampiamente dimostrato, anche da recenti studi, che la contaminazione delle superfici ambientali con spore di CD si associa al rischio di trasmissione crociata di infezione, mediata soprattutto dalle mani degli operatori, è stato ipotizzato un intervento di formazione ed aggiornamento del personale sanitario e del personale delle pulizie, specialmente nei reparti più a rischio. Assieme a questo si procederà ad una verifica dei prodotti utilizzati quali disinfettanti per l’igiene ambientale e ad una valutazione dell’utilizzo degli antibiotici presso la struttura ospedaliera.

Infezioni ospedaliere da Clostridium Difficile: approccio al tema presso l'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea / Rossi, F.; Berdini, S.; Cattaruzza, Ms.; Civitelli, G.; Ferretti, F.; Marani, A.; Orioli, M. Montesano R.; Renzi, Davide; Rinaldi, A.; Sarlo, Mg.; Tarsitani, G.. - ELETTRONICO. - (2014), pp. 635-636. ((Intervento presentato al convegno Prevenzione in Movimento tenutosi a Riccione - Palazzo dei Congressi.

Infezioni ospedaliere da Clostridium Difficile: approccio al tema presso l'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea.

F. Rossi;MS. Cattaruzza;G. Civitelli;F. Ferretti;A. Marani;RENZI, DAVIDE;A. Rinaldi;MG. Sarlo;G. Tarsitani
2014

Abstract

INTRODUZIONE: L’infezione da Clostridium difficile (CD) è tipicamente di origine nosocomiale e si manifesta con discreta frequenza anche con carattere epidemico. La gravità del quadro clinico è estremamente variabile: si può manifestare solo diarrea lieve, ma possono anche verificarsi quadri di estrema gravità, quali la colite pseudomembranosa, il megacolon tossico e la perforazione intestinale. La prevenzione dalla trasmissione del microrganismo e dell’infezione continua a rappresentare un importante problema di salute pubblica e una difficile sfida nell’ ambito della prevenzione delle infezioni e della sicurezza dei pazienti. Dalle schede di rilevazione dei microrganismi sentinella che pervengono presso l’Unità Operativa di Igiene e Tecnica dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea è stato notato un aumento delle segnalazioni relative a tale batterio. Allo scopo di verificare la presenza di eventuali picchi di infezione e la necessità di mettere in atto misure aggiuntive di prevenzione è stata iniziato un approfondimento epidemiologico in collaborazione con l’unità di Microbiologia MATERIALI E METODI: Sono stati consultati i dati generali relativi al 2013 e ai primi quattro mesi del 2014. Parallelamente a questo è stato iniziato un approfondimento bibliografico per un aggiornamento sia sull’andamento nazionale ed internazionale di tale infezione sia sulle linee guida relative al controllo e alla prevenzione di tali infezione. RISULTATI: Dai dati è risultato che nel 2013 i ceppi isolati sono stati 71 in totale, a fronte di 34 ceppi isolati da Gennaio a Aprile 2014. La distribuzione sembra essere omogenea nei diversi reparti, ad eccezione di un maggior numero di isolamenti presso il Pronto Soccorso e la Medicina di Urgenza. Dalla ricerca bibliografica è emerso che una recente indagine portata avanti in 103 ospedali italiani ha mostrato che negli anni 2010-2011 il tasso di campioni esaminati dai laboratori di microbiologia e stato di 35/1.000 ricoveri e di 46/10.000 giornate di degenza. Dai dati forniti da 63 su 103 ospedali sono risultati tassi di malattia di 1/1.000 ricoveri e 3,6/10.000 giornate di degenza. Il 79% dei centri applica regolarmente le precauzioni da contatto per i malati infetti da CD, il 62% ha organizzato iniziative di formazione/informazione per gli operatori sanitari e il 46% ha reso disponibili per malati, familiari e/o visitatori opuscoli/depliant informativi su tale infezione. CONCLUSIONI: A partire dall’analisi dei dati e dalla ricerca bibliografica sono state ipotizzate diverse modalità di intervento per la prevenzione ed il controllo dell’infezione da CD. Partendo dalla consapevolezza che è ampiamente dimostrato, anche da recenti studi, che la contaminazione delle superfici ambientali con spore di CD si associa al rischio di trasmissione crociata di infezione, mediata soprattutto dalle mani degli operatori, è stato ipotizzato un intervento di formazione ed aggiornamento del personale sanitario e del personale delle pulizie, specialmente nei reparti più a rischio. Assieme a questo si procederà ad una verifica dei prodotti utilizzati quali disinfettanti per l’igiene ambientale e ad una valutazione dell’utilizzo degli antibiotici presso la struttura ospedaliera.
Prevenzione in Movimento
04 Pubblicazione in atti di convegno::04d Abstract in atti di convegno
Infezioni ospedaliere da Clostridium Difficile: approccio al tema presso l'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea / Rossi, F.; Berdini, S.; Cattaruzza, Ms.; Civitelli, G.; Ferretti, F.; Marani, A.; Orioli, M. Montesano R.; Renzi, Davide; Rinaldi, A.; Sarlo, Mg.; Tarsitani, G.. - ELETTRONICO. - (2014), pp. 635-636. ((Intervento presentato al convegno Prevenzione in Movimento tenutosi a Riccione - Palazzo dei Congressi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1156236
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