Consistent with the principles of social!cognitive theory and trait theory, this study presents a theoretical model that hypothesises the beliefs of emotional self!efficacy in the management of negative emotions at work as a key mechanism contributing to mediate the negative relationship between emotional stability ! a trait strongly associated with positive emotions and mental health ! and working burnout. To verify this hypothesis, a longitudinal research project based on two surveys was implemented, involving a representative sample of 416 newly enrolled students in the School of Inspectors and Superintendents of the Guardia di Finanza, placing itself within a broader program of organizational socialization. which involves all the resources entering the corp. The students were interviewed two months after their admission and again one year after entry. The results obtained using the structural equation models confirmed the hypothesized model. As anticipated, the beliefs of self!efficacy in managing negative emotions at work significantly mediated the longitudinal relationship between emotional stability and working burnout, even after controlling the effect of variables such as educational qualifications, gender, age, the degree and the length of service. Practical implications and indications for future studies are discussed. Finally, our study shows that self!efficacy in managing negative emotions at work is a relevant mechanism that can explain the relationship between the level of emotional stability and the symptoms of burnout.

Coerentemente con i principi della teoria dei tratti e della teoria social-cognitiva, questo studio presenta un modello teorico che ipotizza le convinzioni di autoefficacia emotiva nella gestione delle emozioni negative al lavoro come un meccanismo chiave che contribuisce a mediare la relazione negativa tra la stabilità emotiva – un tratto fortemente associato con le emozioni positive e la salute mentale – e il burnout lavorativo. Per verificare tale ipotesi, è stato implementato un disegno di ricerca longitudinale basato su due rilevazioni e che ha coinvolto un campione rappresentativo di 416 allievi neoimmessi nella Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, collocandosi all'interno di un più ampio programma di socializzazione organizzativa che coinvolge tutte le risorse in ingresso nel Corpo. Gli allievi sono stati intervistati due mesi dopo la loro ammissione e nuovamente dopo un anno dall'ingresso. I risultati ottenuti utilizzando i modelli di equazione strutturale hanno confermato il modello ipotizzato. Come anticipato, le convinzioni di autoefficacia nella gestione delle emozioni negative al lavoro mediavano significativamente la relazione longitudinale tra stabilità emotiva e burnout lavorativo, anche dopo aver tenuto sotto controllo l’effetto di variabili quali il titolo di studio, il sesso, l’età, il titolo di studio e l’anzianità di servizio. Vengono discusse le implicazioni pratiche e le indicazioni per studi futuri. Infine, il nostro studio dimostra che l’autoefficacia nella gestione delle emozioni negative al lavoro rappresenta un meccanismo rilevante in grado di spiegare la relazione tra il livello di stabilità emotiva e i sintomi del burnout.

Le convinzioni di efficacia emotiva come mediatori della relazione tra la gestione delle emozioni e l’adattamento lavorativo: un’indagine longitudinale in un gruppo di allievi marescialli della Guardia di Finanza / Cepale, Gianluca; DE LONGIS, EVELINA; Cinque, Luigi; Coscarelli, Alessandra; ALESSANDRI, GUIDO. - In: GIORNALE DI MEDICINA MILITARE. - ISSN 0017-0364. - STAMPA. - 168:1-2-3(2018), pp. 19-32.

Le convinzioni di efficacia emotiva come mediatori della relazione tra la gestione delle emozioni e l’adattamento lavorativo: un’indagine longitudinale in un gruppo di allievi marescialli della Guardia di Finanza

Gianluca Cepale;Evelina De Longis;Guido Alessandri
2018

Abstract

Coerentemente con i principi della teoria dei tratti e della teoria social-cognitiva, questo studio presenta un modello teorico che ipotizza le convinzioni di autoefficacia emotiva nella gestione delle emozioni negative al lavoro come un meccanismo chiave che contribuisce a mediare la relazione negativa tra la stabilità emotiva – un tratto fortemente associato con le emozioni positive e la salute mentale – e il burnout lavorativo. Per verificare tale ipotesi, è stato implementato un disegno di ricerca longitudinale basato su due rilevazioni e che ha coinvolto un campione rappresentativo di 416 allievi neoimmessi nella Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, collocandosi all'interno di un più ampio programma di socializzazione organizzativa che coinvolge tutte le risorse in ingresso nel Corpo. Gli allievi sono stati intervistati due mesi dopo la loro ammissione e nuovamente dopo un anno dall'ingresso. I risultati ottenuti utilizzando i modelli di equazione strutturale hanno confermato il modello ipotizzato. Come anticipato, le convinzioni di autoefficacia nella gestione delle emozioni negative al lavoro mediavano significativamente la relazione longitudinale tra stabilità emotiva e burnout lavorativo, anche dopo aver tenuto sotto controllo l’effetto di variabili quali il titolo di studio, il sesso, l’età, il titolo di studio e l’anzianità di servizio. Vengono discusse le implicazioni pratiche e le indicazioni per studi futuri. Infine, il nostro studio dimostra che l’autoefficacia nella gestione delle emozioni negative al lavoro rappresenta un meccanismo rilevante in grado di spiegare la relazione tra il livello di stabilità emotiva e i sintomi del burnout.
Consistent with the principles of social!cognitive theory and trait theory, this study presents a theoretical model that hypothesises the beliefs of emotional self!efficacy in the management of negative emotions at work as a key mechanism contributing to mediate the negative relationship between emotional stability ! a trait strongly associated with positive emotions and mental health ! and working burnout. To verify this hypothesis, a longitudinal research project based on two surveys was implemented, involving a representative sample of 416 newly enrolled students in the School of Inspectors and Superintendents of the Guardia di Finanza, placing itself within a broader program of organizational socialization. which involves all the resources entering the corp. The students were interviewed two months after their admission and again one year after entry. The results obtained using the structural equation models confirmed the hypothesized model. As anticipated, the beliefs of self!efficacy in managing negative emotions at work significantly mediated the longitudinal relationship between emotional stability and working burnout, even after controlling the effect of variables such as educational qualifications, gender, age, the degree and the length of service. Practical implications and indications for future studies are discussed. Finally, our study shows that self!efficacy in managing negative emotions at work is a relevant mechanism that can explain the relationship between the level of emotional stability and the symptoms of burnout.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11573/1120465
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