The paper addresses the semantic articulation between body and space emerging from the practices of medical control of the population during the fascist regime in Italy (1925-1930). Political engagement in urban space and public health involves and intertwines different discursive elds, such as social medicine, urban planning and education, which attests the progressive generalization of a new interest and a new way of investigating the everyday life of poor families. As a result, a sort of global medical “eye” started spreading across the city and its territory through an unprecedented set of practices: that is, the radical displacement of population inside and outside the city; the meticulous control of everyday life; the “government” of the children in public schools.

L’obiettivo di questo contributo è riflettere sul modo in cui si definiscono e connettono fra loro le attività di controllo della popolazione all’inizio del fa- scismo italiano – precisamente fra il 1925 ed il 1930 – dal triplice punto di vista del governo dei bambini, della rappresentazione dello spazio urbano, delle prati- che di osservazione della vita quotidiana. Si propone un'analisi semiotica delle pratiche di controllo.

Lo sguardo medico. Controllo e visibilità della popolazione nei primi anni del potere fascista italiano: spazio, corpo, linguaggio / Cervelli, Pierluigi. - In: CARTE SEMIOTICHE. - ISSN 2281-0757. - STAMPA. - 4/2016(2017), pp. 52-58.

Lo sguardo medico. Controllo e visibilità della popolazione nei primi anni del potere fascista italiano: spazio, corpo, linguaggio

cervelli pierluigi
2017

Abstract

L’obiettivo di questo contributo è riflettere sul modo in cui si definiscono e connettono fra loro le attività di controllo della popolazione all’inizio del fa- scismo italiano – precisamente fra il 1925 ed il 1930 – dal triplice punto di vista del governo dei bambini, della rappresentazione dello spazio urbano, delle prati- che di osservazione della vita quotidiana. Si propone un'analisi semiotica delle pratiche di controllo.
The paper addresses the semantic articulation between body and space emerging from the practices of medical control of the population during the fascist regime in Italy (1925-1930). Political engagement in urban space and public health involves and intertwines different discursive elds, such as social medicine, urban planning and education, which attests the progressive generalization of a new interest and a new way of investigating the everyday life of poor families. As a result, a sort of global medical “eye” started spreading across the city and its territory through an unprecedented set of practices: that is, the radical displacement of population inside and outside the city; the meticulous control of everyday life; the “government” of the children in public schools.
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