In this time of crisis that affects many different sectors of the urban sphere, and that suggests reconsiderations about the contemporary urban planning objectives and tools, the most advanced national and international debate heads toward new disciplinary boundaries in order to relaunch cities as ‘levers for development’. The goal is to reconsider the endogenous approaches to the discipline as well as to find new planning solutions stemming from environmental, socio-economic and cultural global changes (Gasparrini, Gabellini, Rossi 2014). The importance of new approaches that are able to face the new responsibilities of urban planning, and to interpret the commons goods as the reference structures for settlements (Ricci 2014) becomes evident from an environmental perspective of urban planning (Ricci 2005). Common goods must also be understood as the place of innovation under socio-economic practices characterized by new tactics of public/private partnership and participation for implementation and management (Gasparrini 2015).

In questa fase di crisi che investe i diversi settori della sfera urbana e che suggerisce profondi ripensamenti sugli obiettivi e sugli strumenti della pianificazione urbanistica contemporanea per rilanciare il ruolo delle città quali motori di sviluppo, i fronti più avanzati del dibattito nazionale e internazionale si indirizzano verso nuovi confini disciplinari alla ricerca di riferimenti che affrontino, non solo questioni endogene agli approcci disciplinari, ma anche stimoli progettuali connessi al cambiamento globale del contesto ambientale, socio-economico e culturale (Gasparrini, Gabellini, Rossi 2014). Nell’ambito di una prospettiva ambientale della pianificazione urbanistica (Ricci 2005) si palesa quindi la necessità di approcci in grado di affrontare le nuove responsabilità del piano urbanistico e di interpretare i beni comuni sia nel loro ruolo di struttura di riferimento per nuovi assetti insediativi (Ricci 2014), sia come luogo di innovazione delle pratiche socio-economiche attraverso nuove tattiche di attuazione e gestione partenariali e partecipate (Gasparrini 2015).

Il piano urbanistico tra sostenibilità e resilienza. Nuovi concetti operativi e nuovi valori collettivi / The urban plan within sustainability and resilience. New operational concepts and new collective values / Poli, I.; Ravagnan, C.. - In: URBANISTICA. - ISSN 0042-1022. - STAMPA. - 157(2016), pp. 140-145.

Il piano urbanistico tra sostenibilità e resilienza. Nuovi concetti operativi e nuovi valori collettivi / The urban plan within sustainability and resilience. New operational concepts and new collective values

I. Poli;C. Ravagnan
2016

Abstract

In questa fase di crisi che investe i diversi settori della sfera urbana e che suggerisce profondi ripensamenti sugli obiettivi e sugli strumenti della pianificazione urbanistica contemporanea per rilanciare il ruolo delle città quali motori di sviluppo, i fronti più avanzati del dibattito nazionale e internazionale si indirizzano verso nuovi confini disciplinari alla ricerca di riferimenti che affrontino, non solo questioni endogene agli approcci disciplinari, ma anche stimoli progettuali connessi al cambiamento globale del contesto ambientale, socio-economico e culturale (Gasparrini, Gabellini, Rossi 2014). Nell’ambito di una prospettiva ambientale della pianificazione urbanistica (Ricci 2005) si palesa quindi la necessità di approcci in grado di affrontare le nuove responsabilità del piano urbanistico e di interpretare i beni comuni sia nel loro ruolo di struttura di riferimento per nuovi assetti insediativi (Ricci 2014), sia come luogo di innovazione delle pratiche socio-economiche attraverso nuove tattiche di attuazione e gestione partenariali e partecipate (Gasparrini 2015).
In this time of crisis that affects many different sectors of the urban sphere, and that suggests reconsiderations about the contemporary urban planning objectives and tools, the most advanced national and international debate heads toward new disciplinary boundaries in order to relaunch cities as ‘levers for development’. The goal is to reconsider the endogenous approaches to the discipline as well as to find new planning solutions stemming from environmental, socio-economic and cultural global changes (Gasparrini, Gabellini, Rossi 2014). The importance of new approaches that are able to face the new responsibilities of urban planning, and to interpret the commons goods as the reference structures for settlements (Ricci 2014) becomes evident from an environmental perspective of urban planning (Ricci 2005). Common goods must also be understood as the place of innovation under socio-economic practices characterized by new tactics of public/private partnership and participation for implementation and management (Gasparrini 2015).
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