The essay offers an analysis of the 2008 production of “Don Giovanni” by Mozart/Da Ponte at the Salzburger Festspiele, directed by Claus Guth and conducted by Bertrand de Billy. This successful staging represents an example of a trend in contemporary opera production. This is characterised by a radical approach to the operatic text, where the director performs an on-stage re-writing of the libretto. By adopting the concept of ‘scenic writing’, the essay investigates the strategies of ‘defamiliarisation’ and ‘universalisation’ that take place in the performance and reception of the ‘spectacular text’. In particular, the study examines how the different scenic elements (set design, costumes, way of acting, etc.) function in Guth’s resignification process, also in relation to the established performative conventions of the libretto. Finally, the essay evaluates the reception of the production through several significant reviews by the newspapers, specialist press, and blogs devoted to opera.

Il saggio propone un’analisi dell’allestimento del “Don Giovanni” di Mozart/Da Ponte messo in scena al Salzburger Festspiele nel 2008, con la regia di Claus Guth e la direzione di Bertrand de Billy. Questa fortunata produzione è rappresentativa di una delle tendenze della regia lirica contemporanea, caratterizzata da un approccio radicale al testo operistico, a partire dal quale il regista compie in scena una vera e propria riscrittura. Adottando, per l’appunto, la nozione di “scrittura scenica”, il contributo indaga le strategie di “defamiliarizzazione” e “universalizzazione” che operano nella realizzazione e nella ricezione del “testo spettacolare”. In particolare, lo studio prende in considerazione le diverse componenti sceniche (scenografia, costumi, tipo di recitazione, ecc.) per esaminare il processo di risignificazione compiuto da Guth anche in relazione alla lettura convenzionale del libretto. Infine, il saggio valuta la ricezione della produzione attraverso alcune significative recensioni apparse su giornali, stampa di settore e blog dedicati al mondo dell’opera.

Defamiliarisation and Resignification on the Contemporary Operatic Stage: Claus Guth’s “Don Giovanni” (2008) / Roma, Aldo. - In: BIBLIOTECA TEATRALE. - ISSN 0045-1959. - STAMPA. - :119-120(2017), pp. 85-104.

Defamiliarisation and Resignification on the Contemporary Operatic Stage: Claus Guth’s “Don Giovanni” (2008)

Roma, Aldo
2017

Abstract

Il saggio propone un’analisi dell’allestimento del “Don Giovanni” di Mozart/Da Ponte messo in scena al Salzburger Festspiele nel 2008, con la regia di Claus Guth e la direzione di Bertrand de Billy. Questa fortunata produzione è rappresentativa di una delle tendenze della regia lirica contemporanea, caratterizzata da un approccio radicale al testo operistico, a partire dal quale il regista compie in scena una vera e propria riscrittura. Adottando, per l’appunto, la nozione di “scrittura scenica”, il contributo indaga le strategie di “defamiliarizzazione” e “universalizzazione” che operano nella realizzazione e nella ricezione del “testo spettacolare”. In particolare, lo studio prende in considerazione le diverse componenti sceniche (scenografia, costumi, tipo di recitazione, ecc.) per esaminare il processo di risignificazione compiuto da Guth anche in relazione alla lettura convenzionale del libretto. Infine, il saggio valuta la ricezione della produzione attraverso alcune significative recensioni apparse su giornali, stampa di settore e blog dedicati al mondo dell’opera.
The essay offers an analysis of the 2008 production of “Don Giovanni” by Mozart/Da Ponte at the Salzburger Festspiele, directed by Claus Guth and conducted by Bertrand de Billy. This successful staging represents an example of a trend in contemporary opera production. This is characterised by a radical approach to the operatic text, where the director performs an on-stage re-writing of the libretto. By adopting the concept of ‘scenic writing’, the essay investigates the strategies of ‘defamiliarisation’ and ‘universalisation’ that take place in the performance and reception of the ‘spectacular text’. In particular, the study examines how the different scenic elements (set design, costumes, way of acting, etc.) function in Guth’s resignification process, also in relation to the established performative conventions of the libretto. Finally, the essay evaluates the reception of the production through several significant reviews by the newspapers, specialist press, and blogs devoted to opera.
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