Le evidenze dirette della dieta in area Mediterranea nel corso del neolitico sono piuttosto limitate. in Puglia, la maggior parte dei dati paleonutrizionali proviene tuttora dal record archeologico, che per sua natura è soggetto a molteplici limitazioni. in questo senso si inseriscono le indagini degli isotopi stabili di carbonio e azoto misurabili nel collagene umano e animale. Questo genere di analisi permette di ricostruire la componente proteica della dieta. in particolare, il rapporto isotopico del carbonio permette di distinguere tra tipi di piante consumate in ragione del processo fotosintetico utilizzato (i.e., piante C3 o C4), nonché tra dieta di tipo terrestre piuttosto che marina. il rapporto isotopico dell’azoto è invece utile nella collocazione degli organismi esaminati all’interno della catena trofica, misurando l’apporto relativo di proteine animali e/o vegetali. l’indagine isotopica effettuata su una serie di siti pugliesi riferibili a tutte le fasi del neolitico, ci ha permesso di individuare una sostanziale indifferenziazione nelle pratiche di sussistenza, che prevede, verosimilmente, l’impiego di un range ricor- rente di specie animali e vegetali. Questa koiné alimentare, si materializza nel consumo di specie prevalentemente terrestri, con un limitato impiego di risorse marine. i dati emersi da questa indagine ci costringono a riconsiderare alcuni assunti, rivelando al tempo stesso una complessità inattesa.

Evidenze isotopiche e paleodieta nel neolitico pugliese. Verso la globalizzazione? / Tafuri, MARY ANNE; O’Connell, Tamsin; Bartoli, Fulvio; Giovanna Belcastro, Maria; Fabbri, Priefrancesco; Lonoce, Norma; Iacumin, Paola; Ingravallo, Elettra; Mariotti, Valentina; Minozzi, Simona; Sanseverino, Rocco; Sublimi Saponetti, Sandro; Scattarella, Vito; Robb, John. - In: STUDI DI PREISTORIA E PROTOSTORIA. - STAMPA. - 4(2017), pp. 357-361. ((Intervento presentato al convegno Preistoria del cibo tenutosi a Ostuni.

Evidenze isotopiche e paleodieta nel neolitico pugliese. Verso la globalizzazione?

Mary Anne Tafuri
;
2017

Abstract

Le evidenze dirette della dieta in area Mediterranea nel corso del neolitico sono piuttosto limitate. in Puglia, la maggior parte dei dati paleonutrizionali proviene tuttora dal record archeologico, che per sua natura è soggetto a molteplici limitazioni. in questo senso si inseriscono le indagini degli isotopi stabili di carbonio e azoto misurabili nel collagene umano e animale. Questo genere di analisi permette di ricostruire la componente proteica della dieta. in particolare, il rapporto isotopico del carbonio permette di distinguere tra tipi di piante consumate in ragione del processo fotosintetico utilizzato (i.e., piante C3 o C4), nonché tra dieta di tipo terrestre piuttosto che marina. il rapporto isotopico dell’azoto è invece utile nella collocazione degli organismi esaminati all’interno della catena trofica, misurando l’apporto relativo di proteine animali e/o vegetali. l’indagine isotopica effettuata su una serie di siti pugliesi riferibili a tutte le fasi del neolitico, ci ha permesso di individuare una sostanziale indifferenziazione nelle pratiche di sussistenza, che prevede, verosimilmente, l’impiego di un range ricor- rente di specie animali e vegetali. Questa koiné alimentare, si materializza nel consumo di specie prevalentemente terrestri, con un limitato impiego di risorse marine. i dati emersi da questa indagine ci costringono a riconsiderare alcuni assunti, rivelando al tempo stesso una complessità inattesa.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1015143
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