This article aims to show that the philosophical, pedagogical, and political proposal of John Dewey still represents a source of original ideas very useful to address some of the most relevant contemporary issues. In particular, here I focus on the relationship between the education to the experimental method and the democratic society and I propose it as an indispensable perspective to shape a pluralistic approach to the current multicultural and multiethnic societies. First, I analyze the most salient psychosocial theories of prejudice that has been recently formulated. All these theories stress the multidimensional nature of prejudice formation and transmission, based on cognitive, affective, and behavioral components. In the outlined framework, I argue that the deweyan perspective, centered on the overcoming of the traditional dualism between subject and object, mind and emotion, and facts and value, constitutes a model of education essential to improve the dynamic of prejudice reduction. From this point of view, I emphasize two aspects. - the goal of designing the school as a community in miniature, an embryonic society able to provide learning through direct experience, contact, and cooperation among individuals. - the goal of centering the educational process on the internalization of the experimental method in order to test prejudices, facts, and evaluative judgments. These goals are strictly interconnected and represents two indispensable means to reduce prejudice and improve social cooperation

L’obiettivo dell’articolo è mostrare come la proposta filosofica, pedagogica e politica di Dewey si . dimostri ancora oggi ricca di spunti originali ed efficaci per affrontare alcune delle questioni contemporanee più urgenti e pressanti. In particolare in questa sede si pone l’attenzione sull’articolazione del rapporto tra l’educazione al metodo sperimentale e la società democratica quale contributo più che mai pregnante per configurare quel pluralismo che potrebbe costituire la chiave di volta delle attuali società multiculturali e multietniche. In tale prospettiva il saggio muove dall’esame delle recenti teorie psicosociali più rilevanti che spiegano la formazione e la trasmissione del pregiudizio attraverso l’analisi delle diverse dimensioni (cognitiva, affettiva e comportamentale) che lo caratterizzano. Nel quadro ricostruito, viene mostrato come il complesso sistema deweyano, basato sul superamento dei dualismi tradizionali e sulla transazione tra soggetto e oggetto, intelletto ed emozione, fatti e valori, offra un modello educativo particolarmente idoneo per favorire un processo di riduzione del pregiudizio. A questo proposito, sono due gli aspetti della riflessione deweyana che si mettono in luce: - la volontà di progettare una scuola come una comunità in miniatura, come una società embrionale che favorisce l’apprendimento attraverso l’esperienza e attraverso il contatto e la cooperazione tra gli individui. - l’idea di considerare come obiettivo prioritario del processo educativo l’interiorizzazione del metodo sperimentale che consente di mettere alla prova pregiudizi, fatti e giudizi di valore. Due strumenti, questi, per poter lavorare nella direzione di una riduzione del pregiudizio e di un incremento dello spirito di cooperazione sociale

Il pluralismo di Dewey. L’educazione al metodo sperimentale e la democrazia morale per lo sviluppo di una società interculturale / Szpunar, Giordana. - In: CQIA RIVISTA. - ISSN 2039-4039. - ELETTRONICO. - 7:22(2017), pp. 122-137.

Il pluralismo di Dewey. L’educazione al metodo sperimentale e la democrazia morale per lo sviluppo di una società interculturale

SZPUNAR, Giordana
2017

Abstract

L’obiettivo dell’articolo è mostrare come la proposta filosofica, pedagogica e politica di Dewey si . dimostri ancora oggi ricca di spunti originali ed efficaci per affrontare alcune delle questioni contemporanee più urgenti e pressanti. In particolare in questa sede si pone l’attenzione sull’articolazione del rapporto tra l’educazione al metodo sperimentale e la società democratica quale contributo più che mai pregnante per configurare quel pluralismo che potrebbe costituire la chiave di volta delle attuali società multiculturali e multietniche. In tale prospettiva il saggio muove dall’esame delle recenti teorie psicosociali più rilevanti che spiegano la formazione e la trasmissione del pregiudizio attraverso l’analisi delle diverse dimensioni (cognitiva, affettiva e comportamentale) che lo caratterizzano. Nel quadro ricostruito, viene mostrato come il complesso sistema deweyano, basato sul superamento dei dualismi tradizionali e sulla transazione tra soggetto e oggetto, intelletto ed emozione, fatti e valori, offra un modello educativo particolarmente idoneo per favorire un processo di riduzione del pregiudizio. A questo proposito, sono due gli aspetti della riflessione deweyana che si mettono in luce: - la volontà di progettare una scuola come una comunità in miniatura, come una società embrionale che favorisce l’apprendimento attraverso l’esperienza e attraverso il contatto e la cooperazione tra gli individui. - l’idea di considerare come obiettivo prioritario del processo educativo l’interiorizzazione del metodo sperimentale che consente di mettere alla prova pregiudizi, fatti e giudizi di valore. Due strumenti, questi, per poter lavorare nella direzione di una riduzione del pregiudizio e di un incremento dello spirito di cooperazione sociale
This article aims to show that the philosophical, pedagogical, and political proposal of John Dewey still represents a source of original ideas very useful to address some of the most relevant contemporary issues. In particular, here I focus on the relationship between the education to the experimental method and the democratic society and I propose it as an indispensable perspective to shape a pluralistic approach to the current multicultural and multiethnic societies. First, I analyze the most salient psychosocial theories of prejudice that has been recently formulated. All these theories stress the multidimensional nature of prejudice formation and transmission, based on cognitive, affective, and behavioral components. In the outlined framework, I argue that the deweyan perspective, centered on the overcoming of the traditional dualism between subject and object, mind and emotion, and facts and value, constitutes a model of education essential to improve the dynamic of prejudice reduction. From this point of view, I emphasize two aspects. - the goal of designing the school as a community in miniature, an embryonic society able to provide learning through direct experience, contact, and cooperation among individuals. - the goal of centering the educational process on the internalization of the experimental method in order to test prejudices, facts, and evaluative judgments. These goals are strictly interconnected and represents two indispensable means to reduce prejudice and improve social cooperation
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1013520
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