La tesi tratta della figura dell’ingegnere Ferdinando Forlati, protagonista del restauro architettonico nella prima metà del XX secolo, inizialmente come Soprintendente in Veneto e in Friuli Venezia Giulia, e successivamente come proto della Basilica di San Marco in Venezia e libero professionista. Particolare attenzione viene dedicata allo studio delle modalità di intervento strutturale nell’architettura storica e al rapporto tra restauro e innovazione tecnica quale uno degli aspetti caratterizzanti il dibattito disciplinare e la prassi restaurativa del secolo scorso. La tesi è articolata in quattro capitoli, il primo dei quali delinea un inquadramento sullo stato dell’arte degli studi pregressi sulla figura di Forlati, gli obiettivi e i metodi della ricerca. Il secondo capitolo delinea la carriera professionale dell’ingegnere, apportando significative integrazioni alle informazioni note attraverso gli studi precedenti. Nel terzo capitolo sono trattate tematiche inerenti un’ampia selezione di interventi di consolidamento e restauro realizzati da Forlati nel corso della propria carriera, con particolare attenzione a quelli in cui fece ricorso a materiali e tecniche innovative: a titolo esemplificativo si fa riferimento all’utilizzo del cemento, semplice o armato, alle tecniche di precompressione delle murature, agli interventi di recupero delle deformazioni. L’esposizione segue un ordine per elementi strutturali della fabbrica: murature verticali, fondazioni, solai, coperture. Di ogni elemento sono analizzati i caratteri tecnico-costruttivi, le patologie di degrado e dissesto e le relative modalità di intervento adottate da Forlati, inquadrate nell’ambito della cultura tecnica coeva. Alcune note critiche e una breve disamina delle problematiche conservative riscontrate nei diversi edifici completano la trattazione, mentre un paragrafo conclusivo analizza alcuni casi di studio in cui le medesime tecniche di intervento sono state riprese in epoca più recente, sottolineando gli aspetti “pionieristici” degli interventi di Forlati. Il capitolo conclusivo enuclea gli aspetti innovativi della ricerca: il contributo alla storiografia del restauro del Novecento, l’apertura a tematiche di interesse più generale come il tema del rapporto tra restauro e innovazione tecnica, il contributo alla conoscenza di tecniche di consolidamento novecentesche attraverso l’identificazione della natura costruttiva dell’architettura sottoposta agli interventi di restauro, lo studio delle patologie presenti all’epoca e delle soluzioni tecniche intraprese, la verifica delle problematiche conservative legate alle stesse, la valutazione dell’efficacia di soluzioni analoghe ancora oggi proposte, anche declinate nelle possibili innovazioni, costituenti un utile supporto per futuri interventi.

Il restauro come intervento strutturale: un approccio critico alle tecniche attraverso l'attività di Ferdinando Forlati (1882-1975) / Botti, Gabriele. - (2016 Nov 22).

Il restauro come intervento strutturale: un approccio critico alle tecniche attraverso l'attività di Ferdinando Forlati (1882-1975)

BOTTI, GABRIELE
22/11/2016

Abstract

La tesi tratta della figura dell’ingegnere Ferdinando Forlati, protagonista del restauro architettonico nella prima metà del XX secolo, inizialmente come Soprintendente in Veneto e in Friuli Venezia Giulia, e successivamente come proto della Basilica di San Marco in Venezia e libero professionista. Particolare attenzione viene dedicata allo studio delle modalità di intervento strutturale nell’architettura storica e al rapporto tra restauro e innovazione tecnica quale uno degli aspetti caratterizzanti il dibattito disciplinare e la prassi restaurativa del secolo scorso. La tesi è articolata in quattro capitoli, il primo dei quali delinea un inquadramento sullo stato dell’arte degli studi pregressi sulla figura di Forlati, gli obiettivi e i metodi della ricerca. Il secondo capitolo delinea la carriera professionale dell’ingegnere, apportando significative integrazioni alle informazioni note attraverso gli studi precedenti. Nel terzo capitolo sono trattate tematiche inerenti un’ampia selezione di interventi di consolidamento e restauro realizzati da Forlati nel corso della propria carriera, con particolare attenzione a quelli in cui fece ricorso a materiali e tecniche innovative: a titolo esemplificativo si fa riferimento all’utilizzo del cemento, semplice o armato, alle tecniche di precompressione delle murature, agli interventi di recupero delle deformazioni. L’esposizione segue un ordine per elementi strutturali della fabbrica: murature verticali, fondazioni, solai, coperture. Di ogni elemento sono analizzati i caratteri tecnico-costruttivi, le patologie di degrado e dissesto e le relative modalità di intervento adottate da Forlati, inquadrate nell’ambito della cultura tecnica coeva. Alcune note critiche e una breve disamina delle problematiche conservative riscontrate nei diversi edifici completano la trattazione, mentre un paragrafo conclusivo analizza alcuni casi di studio in cui le medesime tecniche di intervento sono state riprese in epoca più recente, sottolineando gli aspetti “pionieristici” degli interventi di Forlati. Il capitolo conclusivo enuclea gli aspetti innovativi della ricerca: il contributo alla storiografia del restauro del Novecento, l’apertura a tematiche di interesse più generale come il tema del rapporto tra restauro e innovazione tecnica, il contributo alla conoscenza di tecniche di consolidamento novecentesche attraverso l’identificazione della natura costruttiva dell’architettura sottoposta agli interventi di restauro, lo studio delle patologie presenti all’epoca e delle soluzioni tecniche intraprese, la verifica delle problematiche conservative legate alle stesse, la valutazione dell’efficacia di soluzioni analoghe ancora oggi proposte, anche declinate nelle possibili innovazioni, costituenti un utile supporto per futuri interventi.
22-nov-2016
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Tesu dottorato Botti

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Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1012615
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