La quasi totalità dei giornalisti, dei politologi, dei sociologi, dei mediologi e, dulcis in fundo, dei sondaggisti pensava che Trump non avrebbe mai potuto vincere le elezioni presidenziali. Da dove deducevano questo dogma? Dal fatto che è sessista e xenofobo e che rifiuta il politicamente corretto e gli ibridismi etnico-culturali? Perché vuole terminare la costruzione del muro tra Stati Uniti e Messico? Perché è un bugiardo e un evasore fiscale? Perché si scaglia contro il sistema e vuole ripulire Washington da lobby e oscuri complotti? Perché vuole limitare la libertà del web? Perché rivendica l’isolazionismo americano in politica estera, è contro la globalizzazione e vuole riportare in patria aziende e soldati? In realtà tutte le affermazioni fatte da Trump durante la campagna elettorale sono perfettamente coerenti con alcuni archetipi culturali di origine puritana che da sempre reggono l’immaginario americano e che si fondano sul controllo dello spazio: la difesa da attacchi esterni, l’espulsione del nemico, il ritorno a casa, la catalogazione dello spazio in funzione della tipologia dei suoi abitanti, il giustiziere (o il fuorilegge o il supereroe) che ripulisce lo spazio dal male e lo rende omogeneo, il rifiuto di un potere centrale. Ma, a differenza del puritanesimo di Bush, e prima ancora di Reagan, quello di Trump ha perso ogni connotazione religiosa, evangelica o profetica, assumendo l’aspetto di un atteggiamento mentale e culturale finalizzato al mero controllo e governo dello spazio, sia fisico che virtuale. Il libro vuole provare a capire perché questo puritanesimo poliziesco, paranoico e inquisitorio, che sembrava essere stato sconfitto dalla Storia e definitivamente messo all’angolo dalla presidenza Obama, sia tornato al centro della scena politica americana riuscendo addirittura a conquistare la Casa Bianca.

Trump. Un "puritano" alla Casa Bianca / Ilardi, E.; Tarzia, Fabio. - STAMPA. - (2017), pp. 3-76.

Trump. Un "puritano" alla Casa Bianca

TARZIA, FABIO
2017

Abstract

La quasi totalità dei giornalisti, dei politologi, dei sociologi, dei mediologi e, dulcis in fundo, dei sondaggisti pensava che Trump non avrebbe mai potuto vincere le elezioni presidenziali. Da dove deducevano questo dogma? Dal fatto che è sessista e xenofobo e che rifiuta il politicamente corretto e gli ibridismi etnico-culturali? Perché vuole terminare la costruzione del muro tra Stati Uniti e Messico? Perché è un bugiardo e un evasore fiscale? Perché si scaglia contro il sistema e vuole ripulire Washington da lobby e oscuri complotti? Perché vuole limitare la libertà del web? Perché rivendica l’isolazionismo americano in politica estera, è contro la globalizzazione e vuole riportare in patria aziende e soldati? In realtà tutte le affermazioni fatte da Trump durante la campagna elettorale sono perfettamente coerenti con alcuni archetipi culturali di origine puritana che da sempre reggono l’immaginario americano e che si fondano sul controllo dello spazio: la difesa da attacchi esterni, l’espulsione del nemico, il ritorno a casa, la catalogazione dello spazio in funzione della tipologia dei suoi abitanti, il giustiziere (o il fuorilegge o il supereroe) che ripulisce lo spazio dal male e lo rende omogeneo, il rifiuto di un potere centrale. Ma, a differenza del puritanesimo di Bush, e prima ancora di Reagan, quello di Trump ha perso ogni connotazione religiosa, evangelica o profetica, assumendo l’aspetto di un atteggiamento mentale e culturale finalizzato al mero controllo e governo dello spazio, sia fisico che virtuale. Il libro vuole provare a capire perché questo puritanesimo poliziesco, paranoico e inquisitorio, che sembrava essere stato sconfitto dalla Storia e definitivamente messo all’angolo dalla presidenza Obama, sia tornato al centro della scena politica americana riuscendo addirittura a conquistare la Casa Bianca.
2017
9788872858677
immaginario; puritanesimo; America
03 Monografia::03a Saggio, Trattato Scientifico
Trump. Un "puritano" alla Casa Bianca / Ilardi, E.; Tarzia, Fabio. - STAMPA. - (2017), pp. 3-76.
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