.Se si prova a leggere la sterminata saggistica che, nell’ultimo secolo, ha scandagliato da ogni parte la cultura degli Stati Uniti d’America si rischia di diventare schizofrenici. L’America sembra essere tutto e il contrario di tutto: progressiva e reazionaria, d’avanguardia e di retroguardia, pacifista e imperialista, qualunquista e iperpoliticizzata, libertaria e autoritaria, consumista e “produttivista”, utopica e distopica, giustizialista e garantista, ottimista e paranoica. Come è possibile? La tesi di questo libro è che una simile identità si fondi sullo spazio (e non sul tempo, come in Europa) e, soprattutto, su due rappresentazioni opposte di esso: la prima, derivante dalla matrice della frontiera, vive sulla necessità continua di invenzione di nuove dimensioni spaziali allo scopo di risolvere i conflitti; la seconda invece, basata sulla matrice puritana, percepisce il vuoto come fonte del male e dunque opera ossessivamente per controllarlo, catalogarlo, misurarlo. E’ dall’incontro-scontro di questi due mondi che si concretizza quell’inconfondibile ed eccezionale immaginario che tutti oggi sappiamo immediatamente riconoscere, solo guardando un film o una serie televisiva, sfogliando le pagine di un fumetto o giocando con un videogame. Esso permea la politica (interna ed estera), le relazioni sociali, lo sviluppo tecnologico, la strategia economica, persino i nuovi media e il mondo del web. Insomma in America non sono i media che, come ci insegna McLuhan, producono ambienti, ma è l’immaginario che guida la tecnologia nella ricerca, produzione e controllo di spazio. Lungi dal pensare di esaurire l’analisi di un mondo complesso come quello statunitense, questo libro vuole essere soprattutto un tentativo di studio di un grande processo culturale di lunga durata, mostrandone la genesi, lo sviluppo e arrivando a chiedersi se esso possa ancora reggere di fronte ai travagli di un mondo globalizzato e virtualizzato.

Spazi (s)confinati. Puritanesimo e frontiera nell’immaginario americano / Tarzia, Fabio; Ilardi, Emiliano. - STAMPA. - (2015), pp. 1-413.

Spazi (s)confinati. Puritanesimo e frontiera nell’immaginario americano

TARZIA, FABIO;
2015

Abstract

.Se si prova a leggere la sterminata saggistica che, nell’ultimo secolo, ha scandagliato da ogni parte la cultura degli Stati Uniti d’America si rischia di diventare schizofrenici. L’America sembra essere tutto e il contrario di tutto: progressiva e reazionaria, d’avanguardia e di retroguardia, pacifista e imperialista, qualunquista e iperpoliticizzata, libertaria e autoritaria, consumista e “produttivista”, utopica e distopica, giustizialista e garantista, ottimista e paranoica. Come è possibile? La tesi di questo libro è che una simile identità si fondi sullo spazio (e non sul tempo, come in Europa) e, soprattutto, su due rappresentazioni opposte di esso: la prima, derivante dalla matrice della frontiera, vive sulla necessità continua di invenzione di nuove dimensioni spaziali allo scopo di risolvere i conflitti; la seconda invece, basata sulla matrice puritana, percepisce il vuoto come fonte del male e dunque opera ossessivamente per controllarlo, catalogarlo, misurarlo. E’ dall’incontro-scontro di questi due mondi che si concretizza quell’inconfondibile ed eccezionale immaginario che tutti oggi sappiamo immediatamente riconoscere, solo guardando un film o una serie televisiva, sfogliando le pagine di un fumetto o giocando con un videogame. Esso permea la politica (interna ed estera), le relazioni sociali, lo sviluppo tecnologico, la strategia economica, persino i nuovi media e il mondo del web. Insomma in America non sono i media che, come ci insegna McLuhan, producono ambienti, ma è l’immaginario che guida la tecnologia nella ricerca, produzione e controllo di spazio. Lungi dal pensare di esaurire l’analisi di un mondo complesso come quello statunitense, questo libro vuole essere soprattutto un tentativo di studio di un grande processo culturale di lunga durata, mostrandone la genesi, lo sviluppo e arrivando a chiedersi se esso possa ancora reggere di fronte ai travagli di un mondo globalizzato e virtualizzato.
978-88-7285-790-8
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