Paesaggio e progetto esprimono un campo relazionale analizzabile su molti piani e a molte scale. Il paesaggio sfugge ad una definizione univoca perché è una entità in movimento. Tanto è cangiante l’oggetto, lo spazio al quale riconosciamo l’attributo di paesaggio, quanto sono mutevoli le percezioni e le interpretazioni che se ne danno. La scena si anima: ambienti naturali, persone, manufatti, colori, contrasti, visioni appaiono davanti ogni qual volta ci dedichiamo all’osservazione di un’immagine dal vero o riprodotta. I fenomeni urbani e post-urbani che con grande evidenza si sono manifestati in questi ultimi decenni esprimono una condizione assolutamente mobile, riconoscibile in paesaggi plurali ed eterogenei. Sospesi tra città, natura e infrastrutture, osserviamo paesaggi dall’identità incerta, troppo pieni e troppo vuoti allo stesso tempo. Questi fenomeni modificano i comportamenti, creano una nuova specie di spazi e richiedono nuovi approcci e nuovi programmi sociali e funzionali. Oggi emergono nuove domande da parte delle persone; il progetto è chiamato a indicare strategie, ad interpretare i nuovi stili di vita contemporanei. La città oggi rispecchia la condizione della società contemporanea; termini quali flessibilità, crescita incontrollata, informalità sono adatti a descrivere sia fenomeni urbani sia comportamenti sociali. Questo è’ il momento che il paesaggio vada oltre il paesaggio, perché quella del paesaggio sembra essere l’attitudine progettuale maggiormente in grado di interpretare l’habitat contemporaneo.

Paesaggio è progetto

CELESTINI, GIANNI
2016

Abstract

Paesaggio e progetto esprimono un campo relazionale analizzabile su molti piani e a molte scale. Il paesaggio sfugge ad una definizione univoca perché è una entità in movimento. Tanto è cangiante l’oggetto, lo spazio al quale riconosciamo l’attributo di paesaggio, quanto sono mutevoli le percezioni e le interpretazioni che se ne danno. La scena si anima: ambienti naturali, persone, manufatti, colori, contrasti, visioni appaiono davanti ogni qual volta ci dedichiamo all’osservazione di un’immagine dal vero o riprodotta. I fenomeni urbani e post-urbani che con grande evidenza si sono manifestati in questi ultimi decenni esprimono una condizione assolutamente mobile, riconoscibile in paesaggi plurali ed eterogenei. Sospesi tra città, natura e infrastrutture, osserviamo paesaggi dall’identità incerta, troppo pieni e troppo vuoti allo stesso tempo. Questi fenomeni modificano i comportamenti, creano una nuova specie di spazi e richiedono nuovi approcci e nuovi programmi sociali e funzionali. Oggi emergono nuove domande da parte delle persone; il progetto è chiamato a indicare strategie, ad interpretare i nuovi stili di vita contemporanei. La città oggi rispecchia la condizione della società contemporanea; termini quali flessibilità, crescita incontrollata, informalità sono adatti a descrivere sia fenomeni urbani sia comportamenti sociali. Questo è’ il momento che il paesaggio vada oltre il paesaggio, perché quella del paesaggio sembra essere l’attitudine progettuale maggiormente in grado di interpretare l’habitat contemporaneo.
978-88-917-2945-3
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