Come possiamo descrivere l’esperienza degli utenti sulle nuove televisioni, soprattutto in quei casi in cui la visione tradizionale si ibrida con applicazioni Internet, personal video recorder, dispositivi mobili, dove si oscilla continuamente tra attività molto diverse tra loro? Se non la guarda, cosa fa effettivamente, cosa può fare, cosa sceglie di fare la gente con la tv? Come prendono forma questi comportamenti, una volta periferici, ora al centro dell’esperienza televisiva? In che misura è possibile identificare, tra essi, un comune denominatore che caratterizzi la fruizione di questo medium sempre più frammentato e vario, che continuiamo a chiamare televisione? Tali questioni vengono affrontate in questo capitolo attraverso un analisi del ruolo e delle caratteristiche delle interfacce: - Nella fruizione televisiva le interfacce, che prima erano debolmente percepite dell’utente, apparentemente trasparenti nella mediazione tra spettatore e contenuto, divengono sempre più ingombranti. Sono decisive non solo per arricchire, ma anche per dare forma all’esperienza. - Questo rapporto con il dispositivo rappresenta una radicale novità, poiché infrange il modello concettuale per cui lo schermo sarebbe una finestra attraverso cui guardare. Emergono nuove metafore, nuovi paradigmi di interazione che si affiancano a quelli consolidati, pur senza sostituirli, permettendo anzi all’utente di oscillare tra uno e l’altro. - La molteplicità dell’offerta, con numerosi palinsesti cui si affiancano servizi interattivi e collezioni di oggetti discreti (on demand), raggiunge ormai una ricchezza che non può essere contenuta negli argini del consumo lineare. L’utente non si limita a selezionare una cosa alla volta, a fare zapping tra un gran numero di canali per poi dedicarsi completamente a quello prescelto. Attorno a ogni clip, filmato, programma televisivo ci sono sempre, contemporaneamente, gli altri contenuti; la loro abbondanza e visibilità attira parte dell’attenzione, sottraendola a ciò che stiamo guardando e indirizzando i comportamenti verso un’esperienza multitasking. - I processi di pianificazione e di scelta, attraverso cui le persone decidono a quali attività dedicarsi, sono a loro volta supportati da apposite interfacce. La scelta non è semplicemente una fase accessoria alla fruizione; i due momenti si sovrappongono e si alternano continuamente, contribuendo così a definire l’esperienza televisiva. - Nella competizione continua tra programmi e servizi le interfacce giocano un ruolo decisivo, supportando le diverse attività in maniera più o meno efficace, più o meno soddisfacente e piacevole. Gli utenti non ricercano solo il miglior contenuto, ma la migliore user experience; vi contribuiscono il contesto, le modalità di interazione, i dispositivi di input e di output e la loro particolare combinazione.
La tv delle interfacce: oltre il telecomando, oltre lo schermo / Mazzucchi, Emmanuel. - STAMPA. - (2012), pp. 91-130.
La tv delle interfacce: oltre il telecomando, oltre lo schermo
MAZZUCCHI, EMMANUEL
2012
Abstract
Come possiamo descrivere l’esperienza degli utenti sulle nuove televisioni, soprattutto in quei casi in cui la visione tradizionale si ibrida con applicazioni Internet, personal video recorder, dispositivi mobili, dove si oscilla continuamente tra attività molto diverse tra loro? Se non la guarda, cosa fa effettivamente, cosa può fare, cosa sceglie di fare la gente con la tv? Come prendono forma questi comportamenti, una volta periferici, ora al centro dell’esperienza televisiva? In che misura è possibile identificare, tra essi, un comune denominatore che caratterizzi la fruizione di questo medium sempre più frammentato e vario, che continuiamo a chiamare televisione? Tali questioni vengono affrontate in questo capitolo attraverso un analisi del ruolo e delle caratteristiche delle interfacce: - Nella fruizione televisiva le interfacce, che prima erano debolmente percepite dell’utente, apparentemente trasparenti nella mediazione tra spettatore e contenuto, divengono sempre più ingombranti. Sono decisive non solo per arricchire, ma anche per dare forma all’esperienza. - Questo rapporto con il dispositivo rappresenta una radicale novità, poiché infrange il modello concettuale per cui lo schermo sarebbe una finestra attraverso cui guardare. Emergono nuove metafore, nuovi paradigmi di interazione che si affiancano a quelli consolidati, pur senza sostituirli, permettendo anzi all’utente di oscillare tra uno e l’altro. - La molteplicità dell’offerta, con numerosi palinsesti cui si affiancano servizi interattivi e collezioni di oggetti discreti (on demand), raggiunge ormai una ricchezza che non può essere contenuta negli argini del consumo lineare. L’utente non si limita a selezionare una cosa alla volta, a fare zapping tra un gran numero di canali per poi dedicarsi completamente a quello prescelto. Attorno a ogni clip, filmato, programma televisivo ci sono sempre, contemporaneamente, gli altri contenuti; la loro abbondanza e visibilità attira parte dell’attenzione, sottraendola a ciò che stiamo guardando e indirizzando i comportamenti verso un’esperienza multitasking. - I processi di pianificazione e di scelta, attraverso cui le persone decidono a quali attività dedicarsi, sono a loro volta supportati da apposite interfacce. La scelta non è semplicemente una fase accessoria alla fruizione; i due momenti si sovrappongono e si alternano continuamente, contribuendo così a definire l’esperienza televisiva. - Nella competizione continua tra programmi e servizi le interfacce giocano un ruolo decisivo, supportando le diverse attività in maniera più o meno efficace, più o meno soddisfacente e piacevole. Gli utenti non ricercano solo il miglior contenuto, ma la migliore user experience; vi contribuiscono il contesto, le modalità di interazione, i dispositivi di input e di output e la loro particolare combinazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


