Da quando la Convenzione Europea del Paesaggio ha esteso il concetto stesso di Paesaggio, definendo le tre modalità di intervento: salvaguardia, gestione e pianificazione; l’attenzione e lo studio di molte problematiche, prima estranee, sono state inserite nell’ambito concettuale e pratico delle tematiche paesaggistiche. Un altro aspetto, che scaturisce dalla Convenzione Europea, che ha rivoluzionato l’approccio alla lettura del paesaggio, è il concetto di percezione inserito nella definizione, in quanto l’individuo, il singolo cittadino, la collettività, le popolazioni, divengono, singolarmente e nell’insieme, gli attori principali. Il paesaggio non è un elemento immaginario, fantasioso ed ideale, è un fenomeno materiale, reale, concreto e percepibile, nell’ambito spaziale e sociale. Questo passaggio è importante poiché racchiude le modalità dell’essenza stessa della nozione di paesaggio: dall’ideazione alla costruzione, dal paesaggio percepito al paesaggio vissuto. L’uomo è nel paesaggio. Egli, in pratica costruisce il paesaggio, lo utilizza e lo percepisce quotidianamente, in ogni suo atto e movimento. L’uomo singolarmente, l’uomo come cellula del contesto sociale, da cui scaturisce il passaggio successivo di paesaggio, come prodotto della collettività, in continua evoluzione. In sintesi, interpretando la convenzione, possiamo affermare, come premessa a tutte le ricerche sul campo, che il paesaggio è tutto ciò che, scaturisce dalla mano dell’uomo nell’ambiente, così come è percepibile. Incrociando questi concetti base la ricerca sulle tematiche del paesaggio nelle sue molteplici declinazioni ha esteso le competenze a tutto il territorio, indipendentemente dalla esistenza di una presunta qualità.

Il progetto come strumento di ricomposizione dei conflitti nel tessuto urbano

IPPOLITO, Achille
2012

Abstract

Da quando la Convenzione Europea del Paesaggio ha esteso il concetto stesso di Paesaggio, definendo le tre modalità di intervento: salvaguardia, gestione e pianificazione; l’attenzione e lo studio di molte problematiche, prima estranee, sono state inserite nell’ambito concettuale e pratico delle tematiche paesaggistiche. Un altro aspetto, che scaturisce dalla Convenzione Europea, che ha rivoluzionato l’approccio alla lettura del paesaggio, è il concetto di percezione inserito nella definizione, in quanto l’individuo, il singolo cittadino, la collettività, le popolazioni, divengono, singolarmente e nell’insieme, gli attori principali. Il paesaggio non è un elemento immaginario, fantasioso ed ideale, è un fenomeno materiale, reale, concreto e percepibile, nell’ambito spaziale e sociale. Questo passaggio è importante poiché racchiude le modalità dell’essenza stessa della nozione di paesaggio: dall’ideazione alla costruzione, dal paesaggio percepito al paesaggio vissuto. L’uomo è nel paesaggio. Egli, in pratica costruisce il paesaggio, lo utilizza e lo percepisce quotidianamente, in ogni suo atto e movimento. L’uomo singolarmente, l’uomo come cellula del contesto sociale, da cui scaturisce il passaggio successivo di paesaggio, come prodotto della collettività, in continua evoluzione. In sintesi, interpretando la convenzione, possiamo affermare, come premessa a tutte le ricerche sul campo, che il paesaggio è tutto ciò che, scaturisce dalla mano dell’uomo nell’ambiente, così come è percepibile. Incrociando questi concetti base la ricerca sulle tematiche del paesaggio nelle sue molteplici declinazioni ha esteso le competenze a tutto il territorio, indipendentemente dalla esistenza di una presunta qualità.
978-88-204-0954-8
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