Classificare una rottura della cuffia dei rotatori consente al chirurgo di acquisire dati, studiare e comunicare al mondo scientifico i risultati clinici e funzionali ottenuti con un determinato trattamento. Inoltre, stabilire la forma e estensione della rottura ed il numero dei tendini coinvolti permette di comprendere meglio l'eziopatogenesi della rottura ed i principi biomeccanici che ne causano l’ampliamento. L'atto del classificare e il risultato di una lunga esperienza pratica maturata nel corso dell'apprendimento della tecnica artroscopica. Infatti, per valutare una lesione di cuffia occorre che il chirurgo sappia invertire con dimestichezza i portali artroscopici ed avere un'abilita interpretativa, a prescindere dall'angolo di visione. Inoltre, occorre che l’esaminatore segua, durante la valutazione intra articolare, un criterio di valutazione stabilito e predeterminato che gli consenta di verificare l'integrità delle diverse strutture anatomiche e di stabilire se il versante articolare della cuffia e sano o presenta lesioni parziali che non verrebbero osservate durante l'esplorazione dello spazio sottoacromiale. Infine, stabilita la forma della lesione, possono essere seguite delle linee guida che conducono al miglior risultato auspicabile dopo la riparazione.
Classificazione artroscopica delle lesioni della cuffia dei rotatori / Gumina, Stefano; Borroni, M.. - STAMPA. - (2012), pp. 521-527.
Classificazione artroscopica delle lesioni della cuffia dei rotatori
GUMINA, STEFANO;
2012
Abstract
Classificare una rottura della cuffia dei rotatori consente al chirurgo di acquisire dati, studiare e comunicare al mondo scientifico i risultati clinici e funzionali ottenuti con un determinato trattamento. Inoltre, stabilire la forma e estensione della rottura ed il numero dei tendini coinvolti permette di comprendere meglio l'eziopatogenesi della rottura ed i principi biomeccanici che ne causano l’ampliamento. L'atto del classificare e il risultato di una lunga esperienza pratica maturata nel corso dell'apprendimento della tecnica artroscopica. Infatti, per valutare una lesione di cuffia occorre che il chirurgo sappia invertire con dimestichezza i portali artroscopici ed avere un'abilita interpretativa, a prescindere dall'angolo di visione. Inoltre, occorre che l’esaminatore segua, durante la valutazione intra articolare, un criterio di valutazione stabilito e predeterminato che gli consenta di verificare l'integrità delle diverse strutture anatomiche e di stabilire se il versante articolare della cuffia e sano o presenta lesioni parziali che non verrebbero osservate durante l'esplorazione dello spazio sottoacromiale. Infine, stabilita la forma della lesione, possono essere seguite delle linee guida che conducono al miglior risultato auspicabile dopo la riparazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


