L’oggetto di studio di questa ricerca urbanistica redatta per il Nuovo PRG di Roma su incarico della STA, è costituito dall'individuazione, dall'analisi e da un'ipotesi di riqualificazione di cinque settori irrisolti della città. Prevalentemente inclusi nella cintura che va dal margine della città storica all'anello ferroviario, tali settori condividono la presenza, in misura quantitativamente ingente, di aree dismesse e/o degradate. Quattro di essi sono stati individuati sulla cintura urbana dell’anello ferroviario e risultano equamente distribuiti sugli orientamenti nord, sud, est, ovest, assumendo, per la forte concentrazione di fenomeni di diffuso degrado, un valore strategico primario. Il quinto settore è contenuto nella parte nord della città storica. Si ritiene che la penetrazione ferroviaria, a causa dell’incompletezza dell’anello e del parziale utilizzo che ne deriva, sia fortemente responsabile nel portare il degrado in città. Le cinque aree di studio sono: il settore “A”: San Lorenzo, Stazione Termini, Caserme di via Marsala, Piazza Vittorio; il settore “B”: Ostiense, Gazometri, nuovo ponte pedonale sul Tevere, ex Mira Lanza, lungotevere dei Papareschi, Porta Portese, mercatino di via E. Rolli, ex Mattatoio; il settore “C”: Pineto-Valle Aurelia; il settore “D”: via Camposampiero, foce dell'Aniene, borghetto Molnario, campo nomadi, laghetto artificiale di via di Tor di Quinto; il settore “E”: asse via Flaminia viale Tiziano, Borghetto Flaminio, edificio su via Chiaradia (da demolire), caserme di via Guido Reni. Via Camposampiero: via Possagno Esaminando gli interventi che si propongono nel settore “D”, importanti al fine di pervenire alla chiusura dell'anello ferroviario, si rende necessaria la realizzazione di alcune opere e scelte. La proposta consiste nel sovrapporre i binari dell'anello ferroviario su quelli della linea Acotral Roma: Prima Porta: Viterbo. Come è noto, infatti, gli artigiani di via Camposampiero e di via Possagno occupano abusivamente, ormai da più di cinquant’anni, il rilevato di terra delle Ferrovie dello Stato. La situazione è molto tesa in quanto le FS non accettano il pagamento dell’affitto da parte degli artigiani per non legittimarne lo stato che, a tutt’oggi, rimane abusivo. Le FS vorrebbero rientrare in possesso del tracciato al fine di poter procedere con la realizzazione di un’opera utile a tutti qual è la chiusura dell’anello ferroviario, ma l’opinione pubblica si rende anche conto che ciò provocherebbe grossi problemi all’economia di un centinaio di piccole aziende che verrebbero sradicate dal territorio sul quale operano. Pertanto il presente progetto propone una soluzione che possa risultare compatibile con: le attività degli artigiani, i quali potrebbero rimanere sul sito e vedere legalizzata la propria cittadella dell’artigianato costituita di fatto; le FS, che vorrebbe procedere alla realizzazione della chiusura dell’anello ferroviario; con i cittadini romani che giustamente esigono il completamento razionale della rete dei trasporti su ferro. Il tracciato dell’anello, nella proposta, andrebbe a transitare a sud del rilevato delle FS, sovrapassando via di Tor di Quinto e sovrapponendosi al tracciato ferroviario Acotral. Nel punto in cui le due linee ferroviarie inizierebbero a sovrapporsi, ovvero all’altezza dell’attuale stazione Tor di Quinto (stazione Acotral che si propone di demolire), verrebbe realizzata una nuova stazione di scambio in un unico edificio. La nuova infrastruttura dovrebbe essere dotata di due livelli fuori terra e di un livello interrato. Le due linee ferroviarie risulterebbero così sovrapposte per mezzo di una struttura che permetterebbe il transito della Roma: Prima Porta, sotto, e dell’anello ferroviario, sopra, nel tratto contenuto tra via Camposampiero e l’Ippodromo dei Carabinieri. Arrivati alla curva che la ferrovia Acotral genera in direzione Tevere, questa sovrapposizione verrebbe abbandonata e l’anello ferroviario proseguirebbe in quota, sopra la pista ciclabile, per poi attraversare il Tevere sul nuovo ponte da realizzarsi. Al di là del Tevere il tracciato dell’anello troverebbe lo scambio, così da consentire ai treni i collegamenti con le stazioni Fidene, esterna all’anello, e Tiburtina, interna all’anello. Seguendo questa ipotesi lo spazio che si andrebbe a occupare sarebbe prevalentemente aereo, in quanto gran parte del suolo è già occupato dai binari, riducendo l’impatto sull'ambiente.

Biennale di Venezia, Ca' Venier dei Leoni, concorso internazionale (selezionato per il poster)

LENCI, Sergio;LENCI, Ruggero;VALENTIN, NILDA MARIA
1985

Abstract

L’oggetto di studio di questa ricerca urbanistica redatta per il Nuovo PRG di Roma su incarico della STA, è costituito dall'individuazione, dall'analisi e da un'ipotesi di riqualificazione di cinque settori irrisolti della città. Prevalentemente inclusi nella cintura che va dal margine della città storica all'anello ferroviario, tali settori condividono la presenza, in misura quantitativamente ingente, di aree dismesse e/o degradate. Quattro di essi sono stati individuati sulla cintura urbana dell’anello ferroviario e risultano equamente distribuiti sugli orientamenti nord, sud, est, ovest, assumendo, per la forte concentrazione di fenomeni di diffuso degrado, un valore strategico primario. Il quinto settore è contenuto nella parte nord della città storica. Si ritiene che la penetrazione ferroviaria, a causa dell’incompletezza dell’anello e del parziale utilizzo che ne deriva, sia fortemente responsabile nel portare il degrado in città. Le cinque aree di studio sono: il settore “A”: San Lorenzo, Stazione Termini, Caserme di via Marsala, Piazza Vittorio; il settore “B”: Ostiense, Gazometri, nuovo ponte pedonale sul Tevere, ex Mira Lanza, lungotevere dei Papareschi, Porta Portese, mercatino di via E. Rolli, ex Mattatoio; il settore “C”: Pineto-Valle Aurelia; il settore “D”: via Camposampiero, foce dell'Aniene, borghetto Molnario, campo nomadi, laghetto artificiale di via di Tor di Quinto; il settore “E”: asse via Flaminia viale Tiziano, Borghetto Flaminio, edificio su via Chiaradia (da demolire), caserme di via Guido Reni. Via Camposampiero: via Possagno Esaminando gli interventi che si propongono nel settore “D”, importanti al fine di pervenire alla chiusura dell'anello ferroviario, si rende necessaria la realizzazione di alcune opere e scelte. La proposta consiste nel sovrapporre i binari dell'anello ferroviario su quelli della linea Acotral Roma: Prima Porta: Viterbo. Come è noto, infatti, gli artigiani di via Camposampiero e di via Possagno occupano abusivamente, ormai da più di cinquant’anni, il rilevato di terra delle Ferrovie dello Stato. La situazione è molto tesa in quanto le FS non accettano il pagamento dell’affitto da parte degli artigiani per non legittimarne lo stato che, a tutt’oggi, rimane abusivo. Le FS vorrebbero rientrare in possesso del tracciato al fine di poter procedere con la realizzazione di un’opera utile a tutti qual è la chiusura dell’anello ferroviario, ma l’opinione pubblica si rende anche conto che ciò provocherebbe grossi problemi all’economia di un centinaio di piccole aziende che verrebbero sradicate dal territorio sul quale operano. Pertanto il presente progetto propone una soluzione che possa risultare compatibile con: le attività degli artigiani, i quali potrebbero rimanere sul sito e vedere legalizzata la propria cittadella dell’artigianato costituita di fatto; le FS, che vorrebbe procedere alla realizzazione della chiusura dell’anello ferroviario; con i cittadini romani che giustamente esigono il completamento razionale della rete dei trasporti su ferro. Il tracciato dell’anello, nella proposta, andrebbe a transitare a sud del rilevato delle FS, sovrapassando via di Tor di Quinto e sovrapponendosi al tracciato ferroviario Acotral. Nel punto in cui le due linee ferroviarie inizierebbero a sovrapporsi, ovvero all’altezza dell’attuale stazione Tor di Quinto (stazione Acotral che si propone di demolire), verrebbe realizzata una nuova stazione di scambio in un unico edificio. La nuova infrastruttura dovrebbe essere dotata di due livelli fuori terra e di un livello interrato. Le due linee ferroviarie risulterebbero così sovrapposte per mezzo di una struttura che permetterebbe il transito della Roma: Prima Porta, sotto, e dell’anello ferroviario, sopra, nel tratto contenuto tra via Camposampiero e l’Ippodromo dei Carabinieri. Arrivati alla curva che la ferrovia Acotral genera in direzione Tevere, questa sovrapposizione verrebbe abbandonata e l’anello ferroviario proseguirebbe in quota, sopra la pista ciclabile, per poi attraversare il Tevere sul nuovo ponte da realizzarsi. Al di là del Tevere il tracciato dell’anello troverebbe lo scambio, così da consentire ai treni i collegamenti con le stazioni Fidene, esterna all’anello, e Tiburtina, interna all’anello. Seguendo questa ipotesi lo spazio che si andrebbe a occupare sarebbe prevalentemente aereo, in quanto gran parte del suolo è già occupato dai binari, riducendo l’impatto sull'ambiente.
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