La ricerca ha rivolto la propria attenzione allo studio e alla riqualificazione dell'ambiente fluviale della citta’ di Ascoli Piceno, circondata dal fiume Tronto e dal torrente Castellano, luogo di connessione tra le aree extraurbane e lo spazio urbano, con l'obiettivo specifico di definire una possibile strategia di riqualificazione dell'ecosistema urbano, in una prospettiva che conciliasse le esigenze della bonifica ambientale ed ecologica con la consapevolezza della loro elaborazione storica. Gli studi che propongono l'ecosistema fluviale come parte integrante del territorio urbano sono in Italia piuttosto scarsi. Cio’ ha ancor piu’ motivato la presente ricerca, e in particolare l'obiettivo di verificare nel caso specifico il grado di naturalita’ e il livello di antropizzazione degli habitat fluviali, attraverso la raccolta delle informazioni riguardanti le interazioni tra i corsi d'acqua e la citta’, per accertarne lo stato complessivo anche attraverso il biomonitoraggio e l'analisi ecologica della componente vegetale, d'alveo e ripariale. La valutazione multidisciplinare e la comparazione dei risultati ottenuti, relativi sia allo stato di fatto sia a quello storico, e’ stato posto come principio per l'individuazione di possibili strategie per un recupero. Tale forte specificita’ operativa ha motivato la progettazione e la realizzazione di un sistema informativo geografico dedicato, con cui effettuare analisi topologiche e osservare le diverse relazioni nei differenti periodi, ma soprattutto in quanto strumento di supporto alle ipotesi di riqualificazione e potente mezzo di costruzione, diffusione e condivisione delle conoscenze. Obiettivo piu’ generale della ricerca e’ stato quello della messa a punto di una metodologia analitica e di sintesi, attraverso la definizione dei metodi, degli strumenti e delle tematiche da indagare e dei necessari livelli di approfondimento, valida sia su un piano locale sia su quello globale e quindi quale modello per applicazioni routinarie che dovrebbero favorire - in stretta connessione con le istituzioni e gli enti locali preposti alla gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale - l'insediarsi sul territorio di strutture di monitoraggio utili a consentire un maggior livello di salvaguardia e di riqualificazione di ecosistemi complessi caratterizzati da una stretta interazione tra ambiente fluviale e spazi urbani, svolgendo un ruolo fondamentale all'interno del bilancio ecologico relativo all'habitat umano. In particolare l'unita’ operativa del Dipartimento ProCAm ha condotto le analisi al fine della definizione delle diverse caratteristiche dell'alveo dei due corsi d'acqua e delle relative sponde - qualita’ vegetazionali, problematiche relative alla fruizione delle aree, percezione dei fronti urbani, presenze antropiche, stato di conservazione e degrado, ecc. -, per individuare quelle aree maggiormente 'disponibili' ad essere ripensate in un processo di riqualificazione, aree omogenee considerabili 'strategiche' per le loro caratteristiche naturali e antropiche, poi adottate come modelli di studio su cui si sono concentrate le successive indagini.

Approccio multidisciplinare alla riqualificazione dell'ambiente fluviale di Ascoli Piceno. Progetto di ricerca Strategico dell’Ateneo di Camerino. Coordinatore Scientifico del Progetto di Ricerca. Responsabile scientifico per la Facolta’ di Architettura.

IPPOLITI, ELENA;
2004

Abstract

La ricerca ha rivolto la propria attenzione allo studio e alla riqualificazione dell'ambiente fluviale della citta’ di Ascoli Piceno, circondata dal fiume Tronto e dal torrente Castellano, luogo di connessione tra le aree extraurbane e lo spazio urbano, con l'obiettivo specifico di definire una possibile strategia di riqualificazione dell'ecosistema urbano, in una prospettiva che conciliasse le esigenze della bonifica ambientale ed ecologica con la consapevolezza della loro elaborazione storica. Gli studi che propongono l'ecosistema fluviale come parte integrante del territorio urbano sono in Italia piuttosto scarsi. Cio’ ha ancor piu’ motivato la presente ricerca, e in particolare l'obiettivo di verificare nel caso specifico il grado di naturalita’ e il livello di antropizzazione degli habitat fluviali, attraverso la raccolta delle informazioni riguardanti le interazioni tra i corsi d'acqua e la citta’, per accertarne lo stato complessivo anche attraverso il biomonitoraggio e l'analisi ecologica della componente vegetale, d'alveo e ripariale. La valutazione multidisciplinare e la comparazione dei risultati ottenuti, relativi sia allo stato di fatto sia a quello storico, e’ stato posto come principio per l'individuazione di possibili strategie per un recupero. Tale forte specificita’ operativa ha motivato la progettazione e la realizzazione di un sistema informativo geografico dedicato, con cui effettuare analisi topologiche e osservare le diverse relazioni nei differenti periodi, ma soprattutto in quanto strumento di supporto alle ipotesi di riqualificazione e potente mezzo di costruzione, diffusione e condivisione delle conoscenze. Obiettivo piu’ generale della ricerca e’ stato quello della messa a punto di una metodologia analitica e di sintesi, attraverso la definizione dei metodi, degli strumenti e delle tematiche da indagare e dei necessari livelli di approfondimento, valida sia su un piano locale sia su quello globale e quindi quale modello per applicazioni routinarie che dovrebbero favorire - in stretta connessione con le istituzioni e gli enti locali preposti alla gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale - l'insediarsi sul territorio di strutture di monitoraggio utili a consentire un maggior livello di salvaguardia e di riqualificazione di ecosistemi complessi caratterizzati da una stretta interazione tra ambiente fluviale e spazi urbani, svolgendo un ruolo fondamentale all'interno del bilancio ecologico relativo all'habitat umano. In particolare l'unita’ operativa del Dipartimento ProCAm ha condotto le analisi al fine della definizione delle diverse caratteristiche dell'alveo dei due corsi d'acqua e delle relative sponde - qualita’ vegetazionali, problematiche relative alla fruizione delle aree, percezione dei fronti urbani, presenze antropiche, stato di conservazione e degrado, ecc. -, per individuare quelle aree maggiormente 'disponibili' ad essere ripensate in un processo di riqualificazione, aree omogenee considerabili 'strategiche' per le loro caratteristiche naturali e antropiche, poi adottate come modelli di studio su cui si sono concentrate le successive indagini.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/218991
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