A critical point and at the same time interesting reflection of contemporary sociological is the relationship between the media and articulation of public arenas within which organizes the collective life. An increasingly complex, driven by widespread access to new and old media, in which public and private penetrate and redefine. And so, you negotiate meanings, create frames of representation of fact, you "bring into form 'events and notable facts in order to provide transparency and understanding in the world, albeit partial and frammentaria.La public sphere has changed dramatically. In its complexity welcomes different groups which, somehow, transform and multiply access points and functions, ensuring a more advanced plurality of structures and territories. The contributions in the text offer - starting from the results of a two-year investigation that involved the Universities of Padua, Bologna and Sassari University of Rome - suggestions and reflections on the whirlwind of experiences, actions and interactions that contribute to the sense of daily. What is striking is above all the dynamism and the energy with which modern men continually innovate what they have always done: communicate.

Per coloro che si occupano delle dinamiche di inclusione sociale appare sempre più necessario indagare le complesse relazioni tra il settore del non profit e la comunicazione. Se l’ingresso sulla scena pubblica mediatizzata può risultare un obiettivo strategico per la società civile organizzata, è il terzo settore ad apparire sempre più spesso come uno degli attori delle arene mediali ed a costituire il tessuto connettivo e relazionale dell’opinione pubblica e del nascente “pubblico d'opinione”. Eppure, il rapporto tra il mondo del terzo settore e la sfera della comunicazione appare tuttora difficile, alterno, a volte assente nonostante la crescente centralità dell’opera di mediazione con la sfera pubblica svolta dall’associazionismo. Attraverso la descrizione dei risultati dell’Indagine sull’uso degli strumenti di comunicazione nelle organizzazioni di Terzo Settore su un campione di organizzazioni di terzo settore – cooperative sociali e associazioni di promozione sociale e di volontariato soprattutto di piccole dimensioni – operanti nella provincia di Roma e di Sassari il saggio affronta i nodi problematici di questo rapporto. L’indagine si è concentrata su un insieme di associazioni e imprese sociali prevalentemente di piccole o medie dimensioni, dal predominante carattere locale, realtà su cui la ricerca sugli aspetti comunicativi – come la riflessione pubblica – appariva ancor meno vibrante rispetto al ruolo svolto dalle grandi organizzazioni nazionali e transnazionali. Il questionario è stato somministrato a Roma a 171 organizzazioni su un universo di 1422 unità ed a 26 associazioni sulle oltre 1000 sparse sul territorio sassarese. Si tratta di numeri apparentemente esigui ma indicativi di realtà estremamente frammentate dal punto di visto territoriale e poco visibili persino sul piano locale. I limiti della realtà indagata sono sintetizzabili in due difficoltà principali: da un lato, la “rappresentazione” della comunicazione, dall’altro la sua “organizzazione”. Le potenzialità rimandano invece alla ricchezza relazionale espressa. In sostanza, quel legame con i bisogni e le necessità del “sociale”, della società, che fa nascere ed esprime il terzo settore sono al contempo le risorse da cui partire ed i freni ad una comunicazione più organizzata. È proprio da questo ossimoro, da questa apparente o reale contraddizione tra una relazionalità viva che si esprima e le necessità di una struttura che comunichi che si dipana la nostra riflessione.

Attivare la socialità: dis-equilibri comunicativi del Terzo settore / Antenore, Marzia; Binotto, Marco. - STAMPA. - (2008), pp. 91-119.

Attivare la socialità: dis-equilibri comunicativi del Terzo settore

ANTENORE, Marzia
Conceptualization
;
BINOTTO, Marco
Conceptualization
2008

Abstract

Per coloro che si occupano delle dinamiche di inclusione sociale appare sempre più necessario indagare le complesse relazioni tra il settore del non profit e la comunicazione. Se l’ingresso sulla scena pubblica mediatizzata può risultare un obiettivo strategico per la società civile organizzata, è il terzo settore ad apparire sempre più spesso come uno degli attori delle arene mediali ed a costituire il tessuto connettivo e relazionale dell’opinione pubblica e del nascente “pubblico d'opinione”. Eppure, il rapporto tra il mondo del terzo settore e la sfera della comunicazione appare tuttora difficile, alterno, a volte assente nonostante la crescente centralità dell’opera di mediazione con la sfera pubblica svolta dall’associazionismo. Attraverso la descrizione dei risultati dell’Indagine sull’uso degli strumenti di comunicazione nelle organizzazioni di Terzo Settore su un campione di organizzazioni di terzo settore – cooperative sociali e associazioni di promozione sociale e di volontariato soprattutto di piccole dimensioni – operanti nella provincia di Roma e di Sassari il saggio affronta i nodi problematici di questo rapporto. L’indagine si è concentrata su un insieme di associazioni e imprese sociali prevalentemente di piccole o medie dimensioni, dal predominante carattere locale, realtà su cui la ricerca sugli aspetti comunicativi – come la riflessione pubblica – appariva ancor meno vibrante rispetto al ruolo svolto dalle grandi organizzazioni nazionali e transnazionali. Il questionario è stato somministrato a Roma a 171 organizzazioni su un universo di 1422 unità ed a 26 associazioni sulle oltre 1000 sparse sul territorio sassarese. Si tratta di numeri apparentemente esigui ma indicativi di realtà estremamente frammentate dal punto di visto territoriale e poco visibili persino sul piano locale. I limiti della realtà indagata sono sintetizzabili in due difficoltà principali: da un lato, la “rappresentazione” della comunicazione, dall’altro la sua “organizzazione”. Le potenzialità rimandano invece alla ricchezza relazionale espressa. In sostanza, quel legame con i bisogni e le necessità del “sociale”, della società, che fa nascere ed esprime il terzo settore sono al contempo le risorse da cui partire ed i freni ad una comunicazione più organizzata. È proprio da questo ossimoro, da questa apparente o reale contraddizione tra una relazionalità viva che si esprima e le necessità di una struttura che comunichi che si dipana la nostra riflessione.
Spazi comunicativi contemporanei
9788835960560
A critical point and at the same time interesting reflection of contemporary sociological is the relationship between the media and articulation of public arenas within which organizes the collective life. An increasingly complex, driven by widespread access to new and old media, in which public and private penetrate and redefine. And so, you negotiate meanings, create frames of representation of fact, you "bring into form 'events and notable facts in order to provide transparency and understanding in the world, albeit partial and frammentaria.La public sphere has changed dramatically. In its complexity welcomes different groups which, somehow, transform and multiply access points and functions, ensuring a more advanced plurality of structures and territories. The contributions in the text offer - starting from the results of a two-year investigation that involved the Universities of Padua, Bologna and Sassari University of Rome - suggestions and reflections on the whirlwind of experiences, actions and interactions that contribute to the sense of daily. What is striking is above all the dynamism and the energy with which modern men continually innovate what they have always done: communicate.
roma; terzo settore; volontariato; comunicazione; non profit; comunicazione sociale; organizzazione; società civile; sassari
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Attivare la socialità: dis-equilibri comunicativi del Terzo settore / Antenore, Marzia; Binotto, Marco. - STAMPA. - (2008), pp. 91-119.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/179602
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