Fra gli straordinari vantaggi che l’informatica ha portato in ogni campo di applicazione, un posto di primaria importanza va sicuramente riservato alla simulazione virtuale. Nel nostro specifico campo applicativo, quello degli architetti e\o dei designer , è oggi possibile con relativa semplicità e sufficiente approssimazione, sperimentare virtualmente il comportamento dell’oggetto durante la progettazione, sottoposto a diversi fenomeni, spaziando – a titolo di esempio - da quelli fisici a quelli sociali. All’interno di questo scenario, il comportamento del progetto sottoposto al fenomeno della luce: in particolare la simulazione virtuale orientata alla comunicazione del medesimo, per mezzo di immagini o animazioni, ha assunto via via e di pari passo con l’evoluzione informatica, un ruolo sempre maggiore. Allo stato attuale possiamo dire sia un punto di passaggio obbligato nel processo progettuale e documento chiave nelle relazioni fra i diversi attori del progetto quali – solo per citare i principali – progettista, committente, costruttore. L’attività di simulazione orientata alla comunicazione del progetto prende il nome di ‘rendering’ e in questo ambito possiamo distinguere due principali categorie: real-time (online) rendering e offline rendering. I programmi di realtime rendering devo essere in grado di generare da un minimo di 8 a 25-30 immagini per secondo, pertanto sono improntati all’insegna della massima economia di calcolo; i programmi di offline rendering sono invece orientati a ottimizzare la qualità della rappresentazione: una singola immagine può richiedere anche diversi giorni di calcolo. La sperimentazione qui proposta illustra come implementare nell’hardware grafico, i principali modelli di illuminazione, per mezzo di programmi chiamati ‘shader’ al fine di utilizzarli per la fruizione virtuale interattiva di modelli tridimensionali in modalità di real-time rendering.

Realtime Shaders

VALENTI, Graziano Mario
2008

Abstract

Fra gli straordinari vantaggi che l’informatica ha portato in ogni campo di applicazione, un posto di primaria importanza va sicuramente riservato alla simulazione virtuale. Nel nostro specifico campo applicativo, quello degli architetti e\o dei designer , è oggi possibile con relativa semplicità e sufficiente approssimazione, sperimentare virtualmente il comportamento dell’oggetto durante la progettazione, sottoposto a diversi fenomeni, spaziando – a titolo di esempio - da quelli fisici a quelli sociali. All’interno di questo scenario, il comportamento del progetto sottoposto al fenomeno della luce: in particolare la simulazione virtuale orientata alla comunicazione del medesimo, per mezzo di immagini o animazioni, ha assunto via via e di pari passo con l’evoluzione informatica, un ruolo sempre maggiore. Allo stato attuale possiamo dire sia un punto di passaggio obbligato nel processo progettuale e documento chiave nelle relazioni fra i diversi attori del progetto quali – solo per citare i principali – progettista, committente, costruttore. L’attività di simulazione orientata alla comunicazione del progetto prende il nome di ‘rendering’ e in questo ambito possiamo distinguere due principali categorie: real-time (online) rendering e offline rendering. I programmi di realtime rendering devo essere in grado di generare da un minimo di 8 a 25-30 immagini per secondo, pertanto sono improntati all’insegna della massima economia di calcolo; i programmi di offline rendering sono invece orientati a ottimizzare la qualità della rappresentazione: una singola immagine può richiedere anche diversi giorni di calcolo. La sperimentazione qui proposta illustra come implementare nell’hardware grafico, i principali modelli di illuminazione, per mezzo di programmi chiamati ‘shader’ al fine di utilizzarli per la fruizione virtuale interattiva di modelli tridimensionali in modalità di real-time rendering.
9788878909410
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