Il contributo analizza Babygirl (2024) di Halina Reijn, che riprende i codici del thriller erotico, tradizionalmente costruito per lo sguardo maschile, per riflettere sul desiderio femminile. Il sesso diventa espediente per indagare il potere, agito o subito, nelle dinamiche di coppia, lavorative e generazionali, sempre declinato come performance. La relazione tra Romy, manager di successo, e il suo stagista ribalta la gerarchia capo-sottoposto e interroga le conquiste e le contraddizioni del femminismo post #MeToo. Il limite del film risiede però nella sua natura di film a tesi: affidando le proprie istanze a dialoghi didascalici, rinuncia all’ambiguità ed estingue l’erotismo.
La performance del potere. "Babygirl" di Halina Reijn / Guerrieri, G. - (2024), pp. 393-395.
La performance del potere. "Babygirl" di Halina Reijn
Guerrieri G
2024
Abstract
Il contributo analizza Babygirl (2024) di Halina Reijn, che riprende i codici del thriller erotico, tradizionalmente costruito per lo sguardo maschile, per riflettere sul desiderio femminile. Il sesso diventa espediente per indagare il potere, agito o subito, nelle dinamiche di coppia, lavorative e generazionali, sempre declinato come performance. La relazione tra Romy, manager di successo, e il suo stagista ribalta la gerarchia capo-sottoposto e interroga le conquiste e le contraddizioni del femminismo post #MeToo. Il limite del film risiede però nella sua natura di film a tesi: affidando le proprie istanze a dialoghi didascalici, rinuncia all’ambiguità ed estingue l’erotismo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


