Il contributo legge "Saltburn" (2023) di Emerald Fennell come riflessione sulla condizione spettatoriale, di cui la satira dell’upper class è solo l’espediente. Oliver, narratore e regista dell’inganno, è connotato come spettatore che dal buio osserva Felix, divo idolatrato secondo le dinamiche del fandom. Attraverso schermi, finestre, porte e specchi, e in dialogo con la metateatralità di "Sogno di una notte di mezz’estate", il film mette in scena il tentativo dello spettatore di entrare nel mondo finzionale e appropriarsene, fino all’esito omicida. Ne emerge anche una critica a un cinema chiuso nella propria autocelebrazione.
L’ossessione di uno spettatore. "Saltburn" di Emerald Fennell / Guerrieri, G. - (2024).
L’ossessione di uno spettatore. "Saltburn" di Emerald Fennell
Guerrieri G
2024
Abstract
Il contributo legge "Saltburn" (2023) di Emerald Fennell come riflessione sulla condizione spettatoriale, di cui la satira dell’upper class è solo l’espediente. Oliver, narratore e regista dell’inganno, è connotato come spettatore che dal buio osserva Felix, divo idolatrato secondo le dinamiche del fandom. Attraverso schermi, finestre, porte e specchi, e in dialogo con la metateatralità di "Sogno di una notte di mezz’estate", il film mette in scena il tentativo dello spettatore di entrare nel mondo finzionale e appropriarsene, fino all’esito omicida. Ne emerge anche una critica a un cinema chiuso nella propria autocelebrazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


