This paper examines representations of beheading as an act of collective deliverance in Jewish tradition, focusing on the reception of Judith in ceremonial art of the seventeenth and eighteenth centuries. Central to the investigation are hanukkiot, ritual lamps used during Hanukkah, on which the heroine appears either beheading Holofernes or holding his severed head. Although the Book of Judith is absent from the Hebrew biblical canon, medieval and early modern reinterpretations of her story fostered its association with the memory of the Maccabees and the celebration of Hanukkah, investing her victory with meanings of liberation and communal protection. Through a selection of Italian and German examples in the collections of the Victoria and Albert Museum, the Jewish Museum London, the Jewish Museum in New York, and the Museum of Fine Arts, Boston, the analysis relates iconographic choices to ritual function, craftsmanship, and the contexts for which these objects were made. Particular attention is given to the presence of David, depicted with the attributes of his victory over Goliath. His comparison with Judith provides an opportunity to explore the relationship between the two figures and to interpret them as embodiments of the deliverance of their people through the defeat of a more powerful adversary. Where a lamp’s intended use as a wedding gift is documented, its role in transmitting family memory and values is also considered. Comparison with interpretations of Judith in Christian imagery illuminates the circulation and adaptation of a shared visual repertoire while distinguishing its meanings in different religious contexts. The study thus proposes an interpretation of hanukkiot that brings together ceremonial function, iconographic invention, and craftsmanship, showing how representations of violence could contribute to the construction of a collective memory of liberation and belonging.

Il saggio analizza la rappresentazione della decapitazione come atto di salvezza collettiva nella tradizione ebraica, concentrandosi sulla ricezione di Giuditta nell’arte cerimoniale tra XVII e XVIII secolo. Al centro dell’indagine sono le hanukkiot, lampade rituali di Hanukkah nelle quali l’eroina compare nell’atto di decapitare Oloferne o con la testa recisa del generale. Sebbene il Libro di Giuditta non appartenga al canone biblico ebraico, le rielaborazioni della sua vicenda nella tradizione medievale e moderna ne favoriscono l’associazione alla memoria dei Maccabei e alla celebrazione di Hanukkah, attribuendo alla vittoria sul nemico un significato di liberazione e di difesa della comunità. Attraverso una selezione di esemplari italiani e tedeschi appartenenti alle collezioni del Victoria and Albert Museum, del Jewish Museum di Londra, del Jewish Museum di New York e del Museum of Fine Arts di Boston, l’analisi mette in relazione le soluzioni iconografiche con la funzione rituale, le tecniche di lavorazione e i contesti di destinazione dei manufatti. Particolare attenzione è riservata alla presenza di Davide, raffigurato con gli attributi della vittoria su Golia: il confronto con Giuditta permette di interrogare il rapporto tra i due protagonisti e di proporne una lettura come figure della salvezza del popolo attraverso la sconfitta di un avversario più potente. Nei casi in cui è documentata una destinazione matrimoniale, viene inoltre considerato il ruolo delle lampade nella trasmissione della memoria e dei valori familiari. Il confronto con le interpretazioni di Giuditta nell’immaginario cristiano consente di esaminare la circolazione e la rielaborazione di un repertorio figurativo condiviso, precisandone i significati nei diversi contesti religiosi. La ricerca propone così una lettura delle hanukkiot che integri funzione cerimoniale, elaborazione iconografica e qualità della manifattura, mostrando come la rappresentazione della violenza possa concorrere alla costruzione di una memoria di liberazione e di appartenenza collettiva.

Giuditta nella tradizione ebraica: decapitazione, salvezza e rappresentazione nell’arte cerimoniale (XVII-XVIII secolo) / Mastrella, Romana. - (2026), pp. 91-105.

Giuditta nella tradizione ebraica: decapitazione, salvezza e rappresentazione nell’arte cerimoniale (XVII-XVIII secolo)

Romana Mastrella
2026

Abstract

This paper examines representations of beheading as an act of collective deliverance in Jewish tradition, focusing on the reception of Judith in ceremonial art of the seventeenth and eighteenth centuries. Central to the investigation are hanukkiot, ritual lamps used during Hanukkah, on which the heroine appears either beheading Holofernes or holding his severed head. Although the Book of Judith is absent from the Hebrew biblical canon, medieval and early modern reinterpretations of her story fostered its association with the memory of the Maccabees and the celebration of Hanukkah, investing her victory with meanings of liberation and communal protection. Through a selection of Italian and German examples in the collections of the Victoria and Albert Museum, the Jewish Museum London, the Jewish Museum in New York, and the Museum of Fine Arts, Boston, the analysis relates iconographic choices to ritual function, craftsmanship, and the contexts for which these objects were made. Particular attention is given to the presence of David, depicted with the attributes of his victory over Goliath. His comparison with Judith provides an opportunity to explore the relationship between the two figures and to interpret them as embodiments of the deliverance of their people through the defeat of a more powerful adversary. Where a lamp’s intended use as a wedding gift is documented, its role in transmitting family memory and values is also considered. Comparison with interpretations of Judith in Christian imagery illuminates the circulation and adaptation of a shared visual repertoire while distinguishing its meanings in different religious contexts. The study thus proposes an interpretation of hanukkiot that brings together ceremonial function, iconographic invention, and craftsmanship, showing how representations of violence could contribute to the construction of a collective memory of liberation and belonging.
2026
Perdere la testa. Riti e rappresentazioni della decollazione (XV-XIX secolo)
9791257011154
Il saggio analizza la rappresentazione della decapitazione come atto di salvezza collettiva nella tradizione ebraica, concentrandosi sulla ricezione di Giuditta nell’arte cerimoniale tra XVII e XVIII secolo. Al centro dell’indagine sono le hanukkiot, lampade rituali di Hanukkah nelle quali l’eroina compare nell’atto di decapitare Oloferne o con la testa recisa del generale. Sebbene il Libro di Giuditta non appartenga al canone biblico ebraico, le rielaborazioni della sua vicenda nella tradizione medievale e moderna ne favoriscono l’associazione alla memoria dei Maccabei e alla celebrazione di Hanukkah, attribuendo alla vittoria sul nemico un significato di liberazione e di difesa della comunità. Attraverso una selezione di esemplari italiani e tedeschi appartenenti alle collezioni del Victoria and Albert Museum, del Jewish Museum di Londra, del Jewish Museum di New York e del Museum of Fine Arts di Boston, l’analisi mette in relazione le soluzioni iconografiche con la funzione rituale, le tecniche di lavorazione e i contesti di destinazione dei manufatti. Particolare attenzione è riservata alla presenza di Davide, raffigurato con gli attributi della vittoria su Golia: il confronto con Giuditta permette di interrogare il rapporto tra i due protagonisti e di proporne una lettura come figure della salvezza del popolo attraverso la sconfitta di un avversario più potente. Nei casi in cui è documentata una destinazione matrimoniale, viene inoltre considerato il ruolo delle lampade nella trasmissione della memoria e dei valori familiari. Il confronto con le interpretazioni di Giuditta nell’immaginario cristiano consente di esaminare la circolazione e la rielaborazione di un repertorio figurativo condiviso, precisandone i significati nei diversi contesti religiosi. La ricerca propone così una lettura delle hanukkiot che integri funzione cerimoniale, elaborazione iconografica e qualità della manifattura, mostrando come la rappresentazione della violenza possa concorrere alla costruzione di una memoria di liberazione e di appartenenza collettiva.
Judaica; arti decorative; Giuditta
02 Pubblicazione su volume::02a Capitolo o Articolo
Giuditta nella tradizione ebraica: decapitazione, salvezza e rappresentazione nell’arte cerimoniale (XVII-XVIII secolo) / Mastrella, Romana. - (2026), pp. 91-105.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1776992
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