Il contributo introduce il volume Derrida dopo/après Derrida. Tracce per una decostruzione a venire / Traces pour une déconstruction à venir, nato a vent’anni dalla morte di Jacques Derrida e concepito come un esercizio plurale di eredità, memoria e rilancio della decostruzione. Muovendo dal motivo derridiano della morte dell’altro come «fine del mondo» e dal dialogo con Jean-Luc Nancy intorno alla consolazione e alla desolazione, l’introduzione interroga la possibilità di ereditare un pensiero senza trasformarne il lascito in compensazione, conservazione o semplice commemorazione. Pensare con Derrida dopo Derrida significa, al contrario, accogliere le responsabilità e le sfide della decostruzione, lasciandone operare le tracce nel presente e aprendole al loro a-venire. In questa prospettiva, i contributi raccolti nel volume si articolano secondo tre vertici o passi complementari: le differænze, che esplorano la pluralità di risonanze della différance e dell’evento decostruttivo; gli spettri, che interrogano il rimosso, la morte, il segreto, la testimonianza e la sopravvivenza; le aporie, che mettono alla prova il pensiero derridiano sul terreno della responsabilità, della giustizia, della pace, dell’ospitalità, dell’animalità e dell’alterità. Più che ricostruire storicamente un’opera conclusa, il volume intende così prolungarne il gesto, lasciando emergere, dalla desolazione della fine, la possibilità imprevedibile di altri pensieri e di altri mondi a venire.
«Ogni volta unica la fine...». Quasi un'introduzione «Chaque fois unique la fin». Une introduction, ou presque / Ombrosi, Orietta; Venticinque, Gabriele. - (2026), pp. 9-29.
«Ogni volta unica la fine...». Quasi un'introduzione «Chaque fois unique la fin». Une introduction, ou presque
Orietta OmbrosiPrimo
;Gabriele VenticinqueSecondo
2026
Abstract
Il contributo introduce il volume Derrida dopo/après Derrida. Tracce per una decostruzione a venire / Traces pour une déconstruction à venir, nato a vent’anni dalla morte di Jacques Derrida e concepito come un esercizio plurale di eredità, memoria e rilancio della decostruzione. Muovendo dal motivo derridiano della morte dell’altro come «fine del mondo» e dal dialogo con Jean-Luc Nancy intorno alla consolazione e alla desolazione, l’introduzione interroga la possibilità di ereditare un pensiero senza trasformarne il lascito in compensazione, conservazione o semplice commemorazione. Pensare con Derrida dopo Derrida significa, al contrario, accogliere le responsabilità e le sfide della decostruzione, lasciandone operare le tracce nel presente e aprendole al loro a-venire. In questa prospettiva, i contributi raccolti nel volume si articolano secondo tre vertici o passi complementari: le differænze, che esplorano la pluralità di risonanze della différance e dell’evento decostruttivo; gli spettri, che interrogano il rimosso, la morte, il segreto, la testimonianza e la sopravvivenza; le aporie, che mettono alla prova il pensiero derridiano sul terreno della responsabilità, della giustizia, della pace, dell’ospitalità, dell’animalità e dell’alterità. Più che ricostruire storicamente un’opera conclusa, il volume intende così prolungarne il gesto, lasciando emergere, dalla desolazione della fine, la possibilità imprevedibile di altri pensieri e di altri mondi a venire.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


